Étoile, una serie targata Prime Video, è stata rilasciata il 24 aprile scorso. Creata dai coniugi Palladino, noti per lavori come Griffin e Una mamma per amica, la serie è composta da otto episodi e si svolge nei due principali templi della danza classica: il Ballet National di Parigi e il Metropolitan Ballet Theater di New York. Al fine di affrontare la crisi economica post-pandemia e l’allontanamento dei giovani dalla danza, le direzioni delle due compagnie realizzano uno scambio temporaneo di ballerini d’élite.
Personaggi e Talento
I protagonisti di Étoile emergono con forza. Tra questi spiccano Cheyenne, una rinomata ma complessa étoile interpretata da Lou de Laâge, e Gabin (Ivan du Pontavice), un ballerino solista noto per il suo atteggiamento ribelle. Vi sono anche il coreografo Tobias (Gideon Glick) e Mishi (Taïs Vinolo), una ballerina con una madre ministra, percepita come avvantaggiata. La narrazione, attraverso le loro storie, esplora il concetto di talento, che va oltre il significato superficiale. Il talento è infatti intrecciato con sacrificio, ambizione, determinazione, e spesso richiede il supporto di opportunità e risorse economiche.
Un elemento centrale della trama è la giovane Susu, interpretata da LaMay Zhang. La sua storia personifica innocenza e disparità sociali, mentre sogna di diventare una ballerina osservando la madre lavorare di notte come addetta alle pulizie, finendo per catturare l’attenzione di Cheyenne.
Il dietro le quinte e le critiche
Il talento è cruciale anche per la gestione amministrativa delle compagnie, dove figure come Jack McMillan (Luke Kirby) e Geneviève Lavigne (Charlotte Gainsbourg) affrontano le sfide burocratiche per mantenere il supporto finanziario. La serie si distingue per la cura tecnica, che mette in rilievo gli sforzi dietro la qualità dell’arte e i dettagli scenici.
Nonostante tali aspetti tecnici ben curati, lo spettatore potrebbe trovare difficoltà a seguire i frequenti cambi di scena tra America e Francia, risentendo anche della ricorrenza di vecchi cliché. Tuttavia, nel complesso, la serie si dimostra una produzione godibile con spunti di riflessione che superano i confini della danza.
La produzione Étoile emerge come un’opera che riflette i complessi intrecci di talento, ambizione e realtà sociale, posizionandosi nel panorama contemporaneo delle serie di danza drammatica, in parallelo a produzioni simili di rilievo. In attesa di aggiornamenti futuri, la serie offre una visione profonda e sfaccettata della vita dietro le quinte dei grandi teatri del mondo.







