The Last of Us: il finale della seconda stagione divide i fan

Luca Ferraro
Luca Ferraro
Binge-watcher seriale e maniaco della continuity: se una serie fa parlare di sé, sono già al secondo rewatch.

La conclusione della seconda stagione di The Last of Us su HBO ha dato luogo a reazioni contrastanti, sollevando discussioni trasversali sui suoi contenuti. L’adattamento televisivo del celebre franchise videoludico aveva riscosso un buon inizio con la prima stagione, ma, come previsto da molti giocatori, ha incontrato maggiori difficoltà nel mantenere l’appeal con il suo secondo capitolo. La morte di Joel nel secondo episodio della seconda stagione ha diviso il pubblico, e gli episodi seguenti, privi del carisma di Pedro Pascal, hanno accentuato queste spaccature.

Sui social media, le reazioni al finale della seconda stagione risultano estremamente variegate. Il giudizio dell’episodio su IMDb si attesta a 6.6 su 10, un calo drastico rispetto al 9/10 del finale della prima stagione. Inoltre, la seconda stagione ha ottenuto un punteggio del pubblico del 39% su Rotten Tomatoes. Tutto ciò sottolinea la presenza di temi di dibattito complessi, dai cambiamenti rispetto al videogioco all’eredità di The Last of Us Part II.

Il cliffhanger contestato

Conoscendo già alcuni dettagli sulla terza stagione di The Last of Us, la decisione di concludere la seconda stagione con un cliffhanger non sorprende chi ha giocato ai videogiochi. La resa dei conti tra Abby ed Ellie rappresenta un punto di rottura fondamentale nella trama videoludica, ed ha un effetto altrettanto sconvolgente per il pubblico televisivo, che ora dovrà attendere circa due anni per scoprire il destino di Ellie. Questa attesa tuttavi amplifica la frustrazione degli spettatori, specialmente se si considera che nella terza stagione seguiremo la storia dal punto di vista di Abby prima di tornare da Ellie.

Cambiamenti areativi nella serie

Il finale della seconda stagione ha apportato modifiche significative alla trama originale del gioco, scatenando reazioni diversificate tra gli spettatori. Un momento particolarmente discusso vede Ellie confessare il suo segreto a Dina, un avvenimento che non accade nel videogioco.

Chi conosce The Last of Us Part II sa che il gioco stesso ha polarizzato i giudizi alla sua uscita. Alcuni hanno lodato l’esplorazione audace di personaggi e tematiche, mentre altri hanno faticato ad accettare la morte di Joel. Portare sullo schermo un materiale così controverso, apportando inoltre modifiche narrative, inevitabilmente suscita reazioni contrastanti. Secondo quanto dichiarato, lo shock per la morte di Joel è stato coerente nel gioco e nella serie, provocando un notevole scompiglio tra i fan più fedeli.

Questa stagione rappresentava una sfida inevitabile, e l’assenza di Joel sembra costituire un ostacolo insormontabile per una parte del pubblico di The Last of Us, nonostante le decisioni creative prese per compensarla.

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