La nuova serie My Oxford Year, disponibile su Netflix dal 1º agosto 2025, si ispira all’omonimo romanzo di Julia Whelan del 2018. Sebbene mantenga la struttura narrativa principale, l’adattamento introduce modifiche rilevanti, in particolare un epilogo più tragico e carico di pathos. Diretto da Iain Morris, il progetto coinvolge un cast di rilievo con Sofia Carson, Cory Mylchreest, Dougray Scott, Catherine McCormack, Poppy Gilbert e Hugh Coles.
Trama della serie: tra poesia, amore e dolore

Protagonista è Anna De La Vega (Sofia Carson), brillante laureata di New York che si trasferisce a Oxford per un master in poesia vittoriana. Il soggiorno, inizialmente accademico, cambia direzione quando conosce Jamie Davenport (Cory Mylchreest), affascinante docente universitario. Il legame tra i due si fa profondo, ma viene scosso dalla rivelazione della malattia terminale di Jamie.
Il conflitto tra Jamie e suo padre William, legato alla gestione della malattia, culmina con l’accettazione delle volontà del figlio. Anna, influenzata dalla visione del mondo di Jamie, rinuncia a un’importante proposta lavorativa per restargli accanto. Dopo un momento di crisi nella coppia, segue una riconciliazione emotiva prima che Jamie entri in coma irreversibile. La serie si chiude con la sua morte e con Anna che, in suo onore, parte per un viaggio in Europa e accetta una cattedra di poesia a Oxford.
Le principali differenze tra serie e romanzo

Cambiano i nomi e le origini
Nel romanzo la protagonista è Eleanor “Ella” Durran, giovane dell’Ohio con un futuro nella politica e una borsa di studio Rhodes. Nella serie, diventa Anna De La Vega, newyorkese con prospettive nella finanza e una proposta di lavoro da Goldman Sachs. Questo modifica il contesto delle scelte di vita delle due protagoniste.
Cecelia Knowles e Oliver: ruoli e relazioni
Cecelia (Poppy Gilbert) nella serie è la fidanzata del fratello defunto di Jamie, Oliver. Nel libro il fratello si chiama Eddie e la relazione tra Cecelia e lui viene approfondita, inclusa una scena significativa su un treno bloccato tra Londra e Reading. L’adattamento riduce il suo ruolo, rendendola un personaggio più enigmatico.
Minore attenzione all’ambizione accademica
Nel romanzo, le aspirazioni accademiche di Ella sono parte centrale del racconto. La protagonista è profondamente legata alla letteratura inglese. Al contrario, nella serie l’elemento accademico rimane sullo sfondo, a favore della narrazione sentimentale.
Il ruolo del padre
Un’altra differenza riguarda la figura paterna. Nel romanzo, il padre di Ella è morto quando lei era adolescente, influenzando la sua passione per la lettura. Nella serie, invece, il padre di Anna è vivo e rappresenta un punto di riferimento positivo.
Finali a confronto: speranza contro tragedia
Il finale della serie è profondamente drammatico. Jamie muore a causa di una rara forma di cancro e Anna prosegue da sola il viaggio che avevano sognato insieme. Accetta di insegnare a Oxford, onorando così la memoria dell’uomo che ha amato.
Il romanzo, al contrario, offre un epilogo più aperto. Jamie partecipa a un trial clinico e riesce a sopravvivere. Sei settimane dopo, lui ed Ella intraprendono il viaggio in Europa. Pur senza garanzie sul futuro, il tono finale è più fiducioso e realistico.
La serie Netflix e il romanzo di Julia Whelan propongono due visioni diverse dello stesso percorso emotivo. Se la prima opta per un racconto più doloroso e riflessivo, il secondo lascia spazio alla speranza e alla possibilità di un futuro. Entrambe le versioni esplorano con sensibilità i temi dell’amore, della perdita e delle scelte che definiscono una vita.






