In una recente intervista, Anthony Gallegos, designer di Subnautica 2, ha condiviso una riflessione curiosa e al tempo stesso rivelatrice: in fondo, gli esseri umani non sarebbero poi così diversi dalle scimmie. Secondo Gallegos, tutti possediamo una sorta di “mentalità da scimmia”, un istinto primordiale radicato che ci spinge a cercare riparo, protezione e cibo, ossia le basi stesse della sopravvivenza. Questo concetto, quando viene traslato in un contesto videoludico, permette di comprendere perché esperienze come quelle offerte dai survival game riescano a esercitare un fascino tanto universale. Nel mondo immaginario di Subnautica 2, il confine tra umanità e natura animale diventa ancora più labile, con il giocatore chiamato a soddisfare bisogni semplici ma vitali in un ambiente alieno e ostile.
Umanità e istinto di sopravvivenza
Per Gallegos, questa affinità tra uomo e animale è la chiave per spiegare l’appeal del genere survival. Subnautica 2, previsto per l’accesso anticipato nel 2026 dopo un importante rimpasto produttivo, si propone di offrire un’esperienza intensa, basata sulla ricerca di risorse, sulla costruzione di rifugi e sulla capacità di adattarsi a un ecosistema marino extraterrestre. Tuttavia, lo sviluppo non è stato privo di ostacoli: come riportato da GamesRadar, la produzione ha vissuto momenti turbolenti, con il licenziamento di alcuni cofondatori e significativi cambi di rotta nella direzione creativa. Questi eventi hanno suscitato timori tra i fan, preoccupati che possano ripetersi dinamiche problematiche già viste in altri franchise survival di successo.
La semplicità vincente delle meccaniche
Un aneddoto raccontato da Gallegos durante l’intervista evidenzia l’impatto della semplicità nel game design: mentre lavorava in uno studio Marvel, vide un bambino alle prese con Astroneer che, con sorprendente abilità, costruì una base complessa e ben strutturata, nonostante fosse un principiante assoluto. Questo episodio gli fece capire come le meccaniche dei survival game, pur essendo accessibili e immediate, possano stimolare creatività e ingegno in ogni fascia d’età. Scherzando, definì quella scena “il pianeta delle scimmie”, sottolineando che la ricerca di sicurezza e sostentamento è un linguaggio universale, comprensibile a tutti.
Sfide e prospettive del settore
Oltre a riflettere sul design, l’intervista ha toccato anche temi legati all’industria. Un rappresentante di Krafton, commentando l’acquisizione di Last Epoch, ha voluto rassicurare appassionati e investitori sul fatto che non si prevede per il titolo lo stesso tipo di criticità affrontate da Subnautica 2. Ha inoltre sottolineato come spesso notizie incomplete o imprecise possano alimentare timori infondati, distorcendo la percezione del pubblico sulle reali condizioni di sviluppo.
L’analisi di Gallegos mette in luce un legame profondo tra il nostro istinto primordiale e il successo dei giochi di sopravvivenza. Subnautica 2, pur affrontando sfide organizzative e creative, mira a capitalizzare proprio su questa connessione universale, offrendo un’avventura in cui l’adattamento e la gestione delle risorse saranno centrali. Resta da vedere se, superati gli ostacoli, il titolo riuscirà a confermarsi come una delle uscite più attese del 2026, regalando al pubblico un’esperienza tanto avvincente quanto radicata nei meccanismi ancestrali della natura umana.
Fonte: GamesRadar







