Nintendo e la strategia delle IP: meno nuovi franchise, più innovazione nel gameplay

Secondo l'ex sviluppatore Ken Watanabe, Nintendo punta sull'innovazione del gameplay più che sulla creazione di nuove IP, sfruttando i propri franchise storici per introdurre modalità di gioco inedite.

Marco Vescovi
Marco Vescovi
Appassionato di open world, indie e lore appassionanti, ma anche di Fantascienza e mondi fantastici.
Nintendo e la strategia delle IP: meno nuovi franchise, più innovazione nel gameplay

Ken Watanabe, ex-sviluppatore software presso Nintendo (da non confondere con l’omonimo attore giapponese), ha condiviso alcune riflessioni sulla strategia della casa di Kyoto in merito alla creazione di nuovi franchise. Secondo Watanabe, Nintendo non sente la necessità di sviluppare frequentemente nuove IP originali, preferendo invece valorizzare il proprio ampio catalogo di proprietà intellettuali già consolidate. L’obiettivo principale? Innovare attraverso il gameplay, non attraverso nuovi universi narrativi.

Una filosofia fondata sull’efficacia delle IP esistenti

In un’intervista concessa a Bloomberg (contenuto accessibile solo tramite abbonamento), Watanabe ha spiegato che le nuove IP non sono una priorità per Nintendo perché l’azienda dispone già di un vasto arsenale di personaggi, mondi e meccaniche capaci di adattarsi a qualsiasi innovazione ludica. La vera sfida, a suo dire, non è inventare nuovi contesti narrativi, ma creare modi inediti e coinvolgenti di giocare.

Watanabe, che ha collaborato per circa dieci anni allo sviluppo di titoli come Super Mario Wii, Pikmin 3 e Splatoon, sostiene che Nintendo sceglie l’IP più adatta a supportare una determinata novità di gameplay, piuttosto che partire da un universo inedito. Questa scelta permette alla compagnia di sperimentare senza perdere la riconoscibilità delle sue proposte.

L’esempio di Donkey Kong Bananza

Un caso emblematico è rappresentato da Donkey Kong Bananza, titolo che esplora mondi di gioco distruttibili, una fisica più avanzata e dinamiche esplorative non lineari. In questo contesto, Donkey Kong risulta particolarmente efficace come protagonista grazie alla sua stazza e alle sue peculiarità. Se si fosse scelto un personaggio diverso, come Bowser, o si fossero sostituite le banane con i funghi, l’esperienza ludica sarebbe stata profondamente diversa pur mantenendo la stessa struttura di base.

Questa logica di “intercambiabilità” delle IP dimostra come Nintendo consideri i propri brand come strumenti flessibili, capaci di adattarsi a idee di gameplay sempre nuove.

Tra sperimentazione e fedeltà all’identità dei brand

Non manca però chi solleva dubbi su questa visione. Alcuni fan e osservatori dell’industria sottolineano come IP storiche, quali Super Mario o i capitoli di Zelda precedenti a Breath of the Wild, abbiano un’identità estetica e strutturale molto marcata, difficilmente conciliabile con cambi di rotta troppo drastici. Tuttavia, Nintendo ha dimostrato negli ultimi anni una crescente propensione a superare questi limiti, sperimentando con generi, stili e formule anche all’interno delle sue saghe più celebri.

Questa tendenza suggerisce una strategia consolidata: adattare IP già affermate a nuovi format ludici, piuttosto che crearne di nuove da zero. L’accento non è sulla novità dell’universo narrativo, ma sull’innovazione delle meccaniche di gioco, rimanendo sempre fedeli all’identità del marchio.

Una strategia consapevole

La relativa scarsità di nuove IP nella produzione recente di Nintendo non è dunque indice di scarsa creatività, bensì il risultato di una scelta strategica consapevole. Secondo la visione delineata da Watanabe, l’azienda preferisce investire su ciò che conosce e sa valorizzare, puntando sulla reinvenzione continua dei modi di giocare piuttosto che sull’apparenza o sulla novità superficiale.

In altre parole, Nintendo non si prefigge di creare una nuova “scatola” visiva o narrativa, ma di offrire ai giocatori un nuovo modo di giocare con quella scatola, utilizzando le IP già amate per esplorare territori ludici ancora inesplorati.

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