Il creatore di Vampire Survivors, Luca Galante, è ormai considerato uno dei protagonisti della scena indie. Con il successo planetario del suo titolo e la nascita della label Poncle Presents, Galante ha contribuito a ridefinire il panorama videoludico, spingendo in primo piano un genere che continua a crescere: i roguelike.
In un’intervista rilasciata a GamesRadar+, lo sviluppatore ha riflettuto sulla diffusione di questa formula, che ogni anno conquista nuovi spazi, passando dai titoli indipendenti fino alle produzioni AAA.
I roguelike nel mainstream
“Sono davvero soddisfatto di questa tendenza,” afferma Galante, “e vorrei vederla implementata anche nei giochi più tradizionali, persino nei titoli AAA.”
E in effetti, negli ultimi anni diversi blockbuster hanno introdotto modalità roguelike: God of War: Ragnarok e The Last of Us Part II hanno sperimentato meccaniche di progressione casuale e ripetibilità, mentre Destiny 2 ha integrato aggiornamenti con loop simili. Lo stesso Elden Ring, osserva Galante, “può essere considerato sostanzialmente un grande roguelike”.
Se il fenomeno è più evidente nel mondo indie – da sempre terreno fertile per l’innovazione – oggi il suo impatto è trasversale all’intera industria.
L’essenza del divertimento arriva alla fine?
Galante collega la popolarità dei roguelike a una dinamica ricorrente nei giochi moderni, soprattutto RPG e JRPG:
“Negli ultimi anni sono usciti grandi titoli AAA in cui la parte davvero divertente del combattimento arriva solo alla fine. Giochi 30 ore di story mode come se fosse un tutorial, e quando finalmente sblocchi tutte le abilità… il gioco finisce.”
Da qui nasce la forza dei roguelike: offrire sfida e divertimento immediati, permettendo di sfruttare fin dall’inizio l’esperienza accumulata, senza la frustrazione di dover ripartire da zero.
“Il roguelike ti consente di continuare a metterti alla prova senza perdere entusiasmo. È lì che, secondo me, si trova la vera longevità,” conclude Galante.
Ripetibilità e soddisfazione
La ripetizione del loop, cuore del genere, diventa così un valore aggiunto, capace di adattarsi alle esigenze di chi vuole migliorarsi progressivamente, senza vincoli di linearità.
Lo sviluppatore riconosce comunque che le mode videoludiche sono cicliche:
“Molte tendenze sono temporanee. Arriva un momento in cui ci si stanca della casualità e si torna a giochi più lineari, come i classici action dei primi anni 2000. È un tipo di divertimento che a volte mi manca.”
Nonostante ciò, Galante resta convinto che i roguelike abbiano un ruolo unico:
“Penso che abbiano senso perché permettono di divertirsi in modi diversi; forse rappresentano anche il modo più naturale di giocare a un videogioco. Credo che questa sia l’evoluzione spontanea del medium.”
Il 2025 e i titoli simbolo del genere
Anche tra i migliori giochi del 2025 emerge questo filo conduttore. Clair Obscur: Expedition 33 e l’attesissimo Hollow Knight: Silksong hanno confermato l’interesse verso strutture che bilanciano progresso significativo e divertimento immediato, cercando di offrire ai giocatori la possibilità di sfruttare appieno le meccaniche senza attendere decine di ore.
Un approccio che sembra consolidare il ruolo dei roguelike come colonna portante della nuova era del gaming.
Fonte: GamesRadar







