Clair Obscur: Expedition 33 vede tra i protagonisti Ben Starr e Jennifer English, interpreti noti per i loro ruoli in franchise di successo come Final Fantasy XVI e Baldur’s Gate 3. Entrambi hanno però affrontato con realismo un aspetto spesso taciuto del settore: anche gli attori più apprezzati si trovano inevitabilmente a lavorare in produzioni di qualità inferiore.
Il punto di vista di Ben Starr
In una video-intervista con Todd Kenreck, Ben Starr ha chiarito che la performance degli attori rappresenta solo uno degli elementi che determinano la qualità complessiva di un videogioco. Spesso, infatti, chi presta la voce ai personaggi non conosce i dettagli del progetto a cui sta partecipando, e questo li porta a lavorare anche in produzioni destinate a passare inosservate o a ricevere critiche negative.
“Fortunatamente, le persone vogliono venire da noi per esprimerci il loro affetto verso questo gioco, ma non siamo noi a renderlo straordinario,” ha dichiarato Starr.
“Facciamo parte di ciò che piace ai giocatori, ma il gioco stesso è eccellente. E, in futuro, sono certo che parteciperò anche a dei veri e propri disastri.”
Il doppiatore ha aggiunto di voler costruire un portfolio più selezionato, così da sentirsi orgoglioso delle opere a cui prende parte, pur consapevole che non sempre è possibile scegliere con precisione i progetti.
Jennifer English: tra ironia e realtà del mestiere
A supporto delle parole di Starr, Jennifer English ha scherzato affermando di avere “17 progetti di scarsa qualità in arrivo”, sottolineando con ironia la difficoltà di monitorare sempre i titoli a cui presta la voce. Ha raccontato anche un aneddoto: in passato ha registrato battute senza sapere a quale gioco fossero destinate, per poi scoprire che appartenevano a un progetto completamente diverso.
“A volte ci vengono consegnate solo le battute dei nostri personaggi, senza l’intero copione,” ha spiegato English, evidenziando una prassi comune nel settore.
La doppiatrice ha ammesso di aver lavorato in diversi “sh*t games”, ossia titoli di scarso livello, molti dei quali non figurano però nel suo curriculum ufficiale.
Una carriera fatta anche di imprevisti
Ben Starr ha affrontato la questione con umorismo, citando persino uno spot pubblicitario realizzato per Balatro, ricordando che ogni esperienza – anche le meno prestigiose – contribuisce a definire la carriera di un attore.
Le riflessioni di entrambi mettono in luce una dinamica poco considerata: i doppiatori spesso non hanno piena consapevolezza del progetto a cui collaborano, e solo raramente possono influenzarne il risultato finale. Allo stesso tempo, emerge una volontà condivisa di crescere professionalmente, selezionando con maggiore attenzione i ruoli su cui investire talento ed energie.
Clair Obscur: Expedition 33, tra ispirazioni classiche e nuove sfide
Il titolo su cui Starr ed English sono attualmente impegnati, Clair Obscur: Expedition 33, si ispira ai grandi JRPG classici come Final Fantasy, combinando atmosfere rétro con un’impostazione narrativa più moderna. Diretta da sviluppatori appassionati di giochi old-school – richiamando persino lo stile di alcuni beat ’em up del 1988 – la produzione intende proporre una sintesi tra tradizione e innovazione.
Pur con entusiasmo verso questo progetto, gli stessi protagonisti del doppiaggio restano consapevoli che la realtà del settore include anche esperienze meno riuscite. Una consapevolezza che, lungi dall’essere un limite, sembra rappresentare un punto di partenza per una carriera più solida e consapevole.







