Il quinto episodio della seconda stagione di Peacemaker si distingue per la quantità di Easter egg e collegamenti all’universo DC, introducendo al tempo stesso un dettaglio che rimanda direttamente al film Superman di James Gunn. La storia si sviluppa in un momento di forte instabilità per il DCU, dove nuove minacce emergono e gli avversari si fanno sempre più pericolosi. In questo contesto, l’universo alternativo in cui si ritrova Chris Smith, alias Peacemaker, appare sempre più credibile e affascinante, arricchito da citazioni, segreti e richiami narrativi che intrecciano eventi e personaggi del franchise.
Il funerale di Rick Flag Jr. e il legame con The Suicide Squad
L’episodio si apre con un flashback che mostra il funerale di Rick Flag Jr., collocato temporalmente subito dopo gli eventi di The Suicide Squad e prima della prima stagione di Peacemaker. Nel film, Rick Flag – interpretato da Joel Kinnaman – era tra i protagonisti principali, e la sua morte rappresentava un passaggio cruciale nella saga.
Alla cerimonia compaiono anche Emilia Harcourt e Rick Flag Sr., sottolineando il peso emotivo della perdita e segnando un ponte tra diverse fasi narrative del DCU. Proprio Flag Sr. ricorda con amarezza le circostanze della morte del figlio, rimasto ucciso in una missione descritta come una battaglia “con un gruppo di clown pasticcioni e una stella gigante”. Un chiaro richiamo all’assalto su Corto Maltese, dove la Task Force X si era scontrata con Starro, la gigantesca stella marina aliena messa in scena da Gunn.
Amanda Waller e il “Project Butterfly”
Un altro momento significativo riguarda l’operazione denominata “Project Butterfly”. Nel corso del flashback, Rick Flag Sr. mette in guardia Emilia Harcourt sulle vere intenzioni di Amanda Waller, direttrice di ARGUS. L’agenzia, secondo quanto emerge, è impegnata nel controllo di fenomeni misteriosi e potenzialmente legati a universi paralleli.
La scena lascia intendere che Harcourt ed Economos fossero già coinvolti in questo progetto segreto, che potrebbe riguardare tecnologie avanzate e manipolazioni dimensionali, aprendo a nuove possibilità narrative e collegamenti con le linee principali del DCU.
Citazioni pop e momenti comici
L’episodio non rinuncia a inserti ironici. Tra i più riusciti, il soprannome “Shaft” che Peacemaker affibbia all’agente Fleury, un chiaro omaggio al celebre investigatore interpretato da Richard Roundtree. La scena, ambientata in un parco e caratterizzata da equivoci tra gli agenti ARGUS, rappresenta un esempio di come la serie mescoli cultura pop e mitologia DC con tono leggero e autoironico.
Altro momento degno di nota riguarda Judomaster, che rimprovera Fleury per l’uso di un nomignolo offensivo, minacciando di ricorrere alle abilità acquisite in un “monastero cieco in Himalaya”. Anche in questo caso, tra ironia e caricatura, emergono riferimenti alle origini dei personaggi.
Sasha Bordeaux e la conferma del suo lato cyborg
Uno degli sviluppi più rilevanti riguarda Sasha Bordeaux, che in questa stagione viene confermata come cyborg. Economos rivela che la donna è stata salvata da ARGUS dopo un incidente aereo e ricostruita grazie a protesi e impianti cibernetici. Questo dettaglio allinea il personaggio televisivo alla sua controparte fumettistica e lascia presagire sviluppi più tecnologici e complessi nella trama.
Lo scontro con il kaiju e il legame con Superman
La parte finale dell’episodio offre uno dei collegamenti più significativi con il DCU. Peacemaker sceglie di stabilirsi definitivamente in una realtà alternativa, dove combatte al fianco del fratello e del padre contro un kaiju all’interno del municipio.
Le immagini conclusive mostrano il gruppo riuscire ad abbattere la creatura, che ricorda da vicino il mostro affrontato da Superman e dalla Justice Gang nel film di Gunn. Questo parallelismo rafforza i legami tra serie e cinema, suggerendo una connessione diretta con la linea narrativa principale, dove l’enorme creatura era stata scatenata da Lex Luthor.
Un universo narrativo sempre più intrecciato
Con il quinto episodio, Peacemaker conferma la sua natura di serie ricca di riferimenti, capace di ampliare e rafforzare i collegamenti interni al DCU. I rimandi a The Suicide Squad, il focus su personaggi come Sasha Bordeaux e Judomaster, e soprattutto il richiamo al Superman di Gunn, contribuiscono a costruire un mosaico narrativo sempre più fitto, che gioca con le possibilità offerte da universi paralleli e tecnologie avanzate.
Un tessuto di storie che, episodio dopo episodio, continua ad arricchire l’universo condiviso, offrendo agli spettatori l’occasione di scoprire dettagli e collegamenti nascosti.
Le nuove puntate di Peacemaker stagione 2 sono disponibili ogni giovedì su HBO Max.
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