Un’eclisse solare vista dallo spazio: l’osservazione unica del satellite NOAA GOES-19

Il 21 settembre 2025 il satellite NOAA GOES-19 ha immortalato un’eclisse solare unica, con la Luna che ha oscurato la corona solare dallo spazio.

Chiara Bianchi
Chiara Bianchi
Appassionata di cinema e di tutto ciò che ruota intorno alla settima arte. Racconto di film, registi e tendenze con uno sguardo critico ma sempre accessibile.

Il 21 settembre 2025, durante un’eclisse solare parziale visibile da alcune zone della Terra, il satellite NOAA GOES-19 ha immortalato un fenomeno ancora più raro: una vera e propria eclisse osservata dallo spazio, senza l’interferenza dell’atmosfera terrestre.

Grazie al coronografo compatto CCOR-1 (Compact Coronagraph-1), il satellite ha catturato l’immagine della Luna che oscura la corona solare, offrendo agli studiosi un’occasione unica di analisi e al pubblico un’immagine suggestiva e inedita.

Come è stata catturata l’immagine

Normalmente, CCOR-1 utilizza un disco occultante artificiale per bloccare la luce diretta del Sole e permettere lo studio della corona, la tenue atmosfera esterna solare. In questo caso, però, è stata la Luna a svolgere il ruolo di occultatore naturale, oscurando temporaneamente sia il disco solare che la sua corona.

L’effetto visivo è apparso insolito: non solo il Sole, ma anche l’intera corona sembrava scomparsa. Secondo Bill Thompson, del Goddard Space Flight Center (NASA), ciò è dovuto al processo di elaborazione digitale delle immagini:

“Ogni immagine di CCOR-1 rappresenta una combinazione tra la corona e la luce solare diffusa all’interno del telescopio. Un modello che simula la luce dispersa viene sottratto automaticamente per evidenziare la corona. Durante l’eclisse, la luce dispersa si è azzerata, ma il sistema ha continuato a sottrarre, producendo un effetto visivo anomalo”.

La traiettoria insolita della Luna

Un altro dettaglio curioso è stata la traiettoria apparentemente zigzagante della Luna durante il transito. Normalmente, il percorso è rettilineo, ma in questo caso il movimento è risultato disturbato.

La spiegazione risiede in una manovra di “yaw-flip” (rotazione sull’asse verticale) effettuata dal satellite il 22 settembre, il giorno successivo all’evento. Tali operazioni, eseguite per la calibrazione degli strumenti, possono modificare l’orientamento del telescopio e alterare la percezione delle traiettorie degli oggetti inquadrati.

Un evento senza precedenti

Secondo gli esperti, si tratta della prima volta in cui un coronografo orbitale documenta in maniera chiara e diretta un’eclisse naturale nello spazio. Un fenomeno che unisce il fascino estetico alla rilevanza scientifica, permettendo di comprendere meglio sia la tecnologia di osservazione sia le dinamiche dei corpi celesti.

Cosa insegna questo fenomeno

L’episodio evidenzia come le manovre di routine dei satelliti possano avere effetti inattesi sulle immagini raccolte, ma anche come l’avanzamento tecnologico renda sempre più probabile assistere a eventi rari e spettacolari.

Con l’aumento delle missioni spaziali dedicate allo studio del Sole, è verosimile che episodi simili si ripetano, offrendo nuove opportunità per la ricerca e, al tempo stesso, regalando agli appassionati immagini mozzafiato di fenomeni celesti osservati da una prospettiva unica: quella dell’orbita terrestre.

Fonte: space.com

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