La terza stagione di Star Trek: Strange New Worlds ha introdotto una serie di importanti retcon, ossia revisioni della continuity storica dell’universo di Star Trek. Ambientata principalmente nel 2261, la serie ha compiuto un passo decisivo verso il proprio obiettivo dichiarato: collegarsi direttamente a Star Trek: The Original Series, colmando vuoti narrativi e chiarendo dettagli mai spiegati.
I produttori esecutivi Akiva Goldsman e Henry Alonso Myers, appassionati della serie classica degli anni ’60, hanno dichiarato di voler rispondere a domande che i fan si pongono da decenni, creando un raccordo più coeso tra le varie epoche del franchise.
Di seguito i principali retcon introdotti dalla stagione 3.
Le Guerre dell’Eugenetica e la Terza Guerra Mondiale
Uno dei cambiamenti più significativi riguarda la cronologia degli eventi legati a Khan Noonien Singh. Nella serie originale, le Guerre dell’Eugenetica si collocavano alla fine degli anni ’90, ma in Strange New Worlds vengono riposizionate nel XXI secolo, in concomitanza con la Terza Guerra Mondiale. Questo spostamento ha effetti diretti sulla figura di Khan e sul suo impatto storico, collocando la sua nascita e le sue prime azioni in un’epoca diversa rispetto a quanto stabilito in passato.
Inoltre, nell’episodio Tomorrow and Tomorrow and Tomorrow della stagione 2, Khan bambino compare in un istituto di ricerca a Toronto nel 2022, rafforzando l’idea di una timeline rivisitata e più ampia.
La famiglia Kirk e l’arrivo di Sam
Un altro aggiornamento di rilievo riguarda la presenza di Sam Kirk, fratello maggiore di James T. Kirk, già a bordo dell’Enterprise sotto il comando di Christopher Pike. Nella serie originale non vi era menzione di questa circostanza, lasciando intendere che Jim fosse il primo membro della famiglia Kirk sulla nave. Strange New Worlds chiarisce invece che Sam lavorava come xenoantropologo, sotto la supervisione di Spock, ben prima delle avventure del fratello minore.
I Gorn completamente reinventati
Gli antagonisti Gorn, ricordati per l’episodio Arena della serie originale, sono stati radicalmente reinterpretati. Da figure in costume con sembianze umanoidi, in Strange New Worlds diventano creature feroci e cannibali, con cicli vitali che ricordano gli Xenomorfi di Alien. Le nuove versioni presentano una maggiore varietà di tratti individuali e motivazioni, offrendo un ritratto molto più inquietante e sofisticato rispetto al passato.
I Metron e la manipolazione della realtà
La serie introduce anche una reinterpretazione dei Metron, entità galattiche già note ai fan. In Strange New Worlds, si suggerisce che abbiano manipolato eventi storici e percezioni, inclusa la collocazione temporale delle Guerre dell’Eugenetica e i rapporti con i Gorn. Questo spiegherebbe la mancanza di dettagli ufficiali in altre serie e rafforza la visione dei Metron come manipolatori della storia stessa.
Trelane e la conferma del Q Continuum
Un retcon particolarmente significativo riguarda Trelane, personaggio introdotto in Star Trek: The Original Series. Da tempo i fan sospettavano che fosse collegato al Q Continuum: la stagione 3 lo conferma esplicitamente, mostrando Trelane come giovane membro del Continuum e includendo persino un’apparizione del Q interpretato da John de Lancie. Questo legame sancisce ufficialmente la sua appartenenza all’entità cosmica più potente dell’universo Trek.
Nuove sfumature per Uhura
Nyota Uhura, interpretata da Celia Rose Gooding, riceve un background molto più approfondito rispetto a quello offerto dalla serie classica. Viene presentata come orfana con un passato complesso, legami affettivi e un ruolo cruciale come mediatore culturale. In Lost in Translation, è addirittura lei a introdurre Jim Kirk a Spock, confermando la sua centralità nel collegare personaggi e generazioni diverse.
Number One e la sua vera identità
La terza stagione approfondisce la figura di Number One (Una Chin-Riley), interpretata da Rebecca Romijn, rivelandone l’origine come Illyriana, una specie che pratica l’ingegneria genetica. La sua natura, le implicazioni etiche e persino vicende sentimentali — come la relazione con un Vulcan spiritualista, interpretato da Patton Oswalt — contribuiscono a rendere il personaggio molto più stratificato rispetto alla sua controparte degli anni ’60.
La tecnologia degli holodeck
Un altro elemento rivisitato riguarda gli holodeck, tecnologia iconica nel XXIV secolo. In Strange New Worlds si chiarisce che nel XXIII secolo il loro sviluppo era già iniziato, ma l’elevato consumo energetico ne limitava l’utilizzo. Questo dettaglio contribuisce a spiegare la loro assenza nelle serie ambientate prima di The Next Generation.
L’ascesa di Jim Kirk
Infine, la stagione mostra il primo comando ufficiale di James T. Kirk: nella sesta puntata assume temporaneamente il controllo dell’USS Farragut durante una missione di salvataggio. Questo episodio stabilisce il percorso di crescita che porterà Kirk a diventare il leggendario capitano dell’Enterprise.
Conclusione
I numerosi retcon introdotti da Star Trek: Strange New Worlds rappresentano uno sforzo consapevole di aggiornare e ampliare il canone di Star Trek, mantenendo un equilibrio tra fedeltà alla tradizione e innovazione narrativa. La serie conferma così la propria funzione di ponte tra passato e futuro del franchise, arricchendo la mitologia con nuove prospettive.
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