Monster: The Ed Gein Story divide pubblico e critica — e il futuro della serie è incerto

La terza stagione di Monster: The Ed Gein Story divide critica e pubblico. Con recensioni contrastanti e polemiche rinnovate, il futuro del franchise Netflix di Ryan Murphy resta incerto.

Luca Ferraro
Luca Ferraro
Binge-watcher seriale e maniaco della continuity: se una serie fa parlare di sé, sono già al secondo rewatch.

La terza stagione di Monster: The Ed Gein Story, creata da Ryan Murphy e disponibile su Netflix, ha generato reazioni contrastanti, confermando la natura divisiva del progetto. Fin dal debutto, l’autore — già noto per American Crime Story — si conferma una figura capace di accendere il dibattito, grazie al suo modo controverso di affrontare la cronaca nera e il genere true crime.

Con Monster, Murphy ha inaugurato una serie antologica che approfondisce la mente e la storia di alcuni dei criminali più noti della storia americana, reinterpretando vicende realmente accadute attraverso un linguaggio visivo e narrativo fortemente autoriale.

Un format dedicato al lato oscuro della cronaca nera

Ogni stagione di Monster si concentra su un differente serial killer. La prima, Dahmer – Mostro: La storia di Jeffrey Dahmer, ha raccontato l’inquietante parabola del “cannibale di Milwaukee”. La seconda si è soffermata sui fratelli Lyle ed Erik Menendez, protagonisti di un caso mediatico di enorme risonanza negli anni Novanta.

La terza stagione, invece, porta sullo schermo la figura di Ed Gein, conosciuto come “il macellaio di Plainfield”. Le sue azioni — tra profanazioni di tombe, omicidi e macabri reperti ritrovati nella sua abitazione — hanno profondamente segnato la cultura americana, ispirando opere iconiche come Psycho di Alfred Hitchcock e Non aprite quella porta di Tobe Hooper.

Parallelamente, è già in lavorazione una quarta stagione, che secondo le prime informazioni sarà dedicata a Lizzie Borden, un’altra figura di spicco della cronaca ottocentesca statunitense.

Le recensioni e i punteggi su Rotten Tomatoes

Uscita il 3 ottobre 2025, la nuova stagione ha ottenuto un’accoglienza mista. Su Rotten Tomatoes, Monster: The Ed Gein Story registra attualmente circa il 60% di recensioni positive, con un 78% di gradimento del pubblico.

Secondo le metriche della piattaforma, il 60% rappresenta la soglia minima per definire un titolo “fresco”, ovvero approvato; un valore inferiore lo collocherebbe nella categoria “rotten”.

A confronto, le precedenti stagioni si erano fermate a risultati più modesti: 57% per quella dedicata a Dahmer e 45% per quella sui fratelli Menendez. Nonostante il lieve miglioramento, il nuovo ciclo rimane sul limite della sufficienza e potrebbe scendere ulteriormente man mano che si aggiungeranno nuove recensioni.

Le controversie e le reazioni del pubblico

Sin dall’esordio, Monster ha suscitato accese polemiche. Nel caso della prima stagione, le famiglie delle vittime di Dahmer hanno accusato Murphy di aver riaperto ferite dolorose, criticando la rappresentazione giudicata sensazionalistica dei fatti.

La seconda stagione ha incontrato difficoltà simili: alcune interpretazioni della vicenda dei fratelli Menendez sono state ritenute fuorvianti, con riferimenti a implicazioni incestuose che hanno portato Erik Menendez a esprimere pubblicamente il proprio dissenso. In seguito, Lyle Menendez ha però riconosciuto alcuni aspetti positivi della serie, segno che le percezioni restano complesse e spesso divergenti anche tra i diretti interessati.

Una serie di successo nonostante le critiche

Pur tra le polemiche, Monster rimane uno dei titoli più visti su Netflix. Le prime due stagioni hanno raggiunto rapidamente i vertici della classifica globale, garantendo al franchise una visibilità che sembra compensare le riserve della critica.

Il 60% di valutazioni positive della terza stagione conferma un trend di ricezione tiepida, ma anche la solidità di un pubblico fedele che continua a premiare il marchio. Questo equilibrio tra successo commerciale e controversia spiega la volontà della piattaforma di proseguire con nuove produzioni, nonostante le recensioni altalenanti.

Le incognite sul futuro del franchise

Resta da capire se Monster riuscirà a mantenere il proprio slancio. Netflix tende a privilegiare i dati di visualizzazione rispetto al giudizio critico, ma un eventuale calo d’interesse potrebbe mettere a rischio la sopravvivenza della serie.

Un ulteriore fattore di incertezza riguarda la scelta dei protagonisti: se Dahmer e i Menendez vantavano una notorietà consolidata, Ed Gein — pur essendo una figura centrale nella storia del true crime — è meno conosciuto dal grande pubblico. Questa minore familiarità potrebbe incidere sul coinvolgimento degli spettatori e, di conseguenza, sulla longevità del progetto.

In conclusione, Monster resta un fenomeno che divide, ma che continua a catturare l’attenzione. La quarta stagione è già in lavorazione, ma solo i prossimi mesi diranno se il pubblico e la critica premieranno la perseveranza di Ryan Murphy o se, al contrario, la serie vedrà affievolirsi il suo fascino, chiudendo un ciclo che ha saputo reinterpretare con forza il linguaggio del true crime contemporaneo.

Monster: The Ed Gein Story divide pubblico e critica — e il futuro della serie è incerto
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