Avatar, primo passo falso al box office: la riedizione di The Way of Water delude le aspettative

La riedizione di Avatar: The Way of Water delude al box office, segnando il primo vero rallentamento nella storia del franchise di James Cameron.

Marco Vescovi
Marco Vescovi
Appassionato di open world, indie e lore appassionanti, ma anche di Fantascienza e mondi fantastici.

Per la prima volta nella sua lunga corsa di successi, il franchise di Avatar mostra segni di rallentamento al botteghino. Pur essendo una delle saghe cinematografiche più redditizie della storia, con soli due film all’attivo, l’universo ideato da James Cameron ha registrato un risultato inferiore alle attese con la recente riedizione di Avatar: The Way of Water. L’iniziativa, pensata come preludio all’attesissimo Avatar: Fire and Ash in uscita a dicembre 2025, non è riuscita a replicare l’impatto delle precedenti riproposizioni del film ambientato su Pandora.

Un debutto sottotono negli Stati Uniti

Nel weekend di apertura, la riedizione di Avatar: The Way of Water ha incassato circa 3,2 milioni di dollari nel mercato domestico, un dato nettamente inferiore ai 10,5 milioni registrati nel 2022 dalla riedizione del primo Avatar, distribuito peraltro in un numero minore di sale. Il confronto mette in evidenza un calo marcato dell’interesse del pubblico, rendendo questo risultato il più debole nella storia delle riedizioni del franchise.

Fino a oggi, ogni ritorno in sala dei film di Avatar era stato accolto con entusiasmo. L’operazione del 2022, ad esempio, aveva generato 76 milioni di dollari a livello globale, di cui 25 milioni solo negli Stati Uniti, mentre la Special Edition del 2010 aveva totalizzato 44,8 milioni di dollari nel mondo. Ancora più rilevante fu la riedizione cinese del 2021, che fruttò 57,9 milioni di dollari, permettendo al film di riconquistare il titolo di pellicola con il maggior incasso di sempre, superando Avengers: Endgame del 2019.

Risultati internazionali modesti

Anche sul piano internazionale la performance è apparsa fiacca. Il film ha raccolto circa 6,8 milioni di dollari al di fuori degli Stati Uniti, portando l’incasso globale della riedizione a circa 10 milioni di dollari, inclusi 2,2 milioni provenienti dalle proiezioni in formato IMAX.

Pur trattandosi di cifre che molte produzioni considererebbero solide, nel contesto di un franchise da oltre 5,25 miliardi di dollari complessivi rappresentano un netto passo indietro. Gli analisti vedono in questi numeri un segnale di possibile “affaticamento da Pandora”, con un pubblico forse meno incline a rivivere le stesse esperienze cinematografiche in attesa del prossimo capitolo.

Cosa aspettarsi da Avatar: Fire and Ash

Il nuovo film, Avatar: Fire and Ash, è previsto per il 19 dicembre 2025 e vedrà il ritorno di gran parte del cast originale: Sam Worthington, Zoe Saldana, Sigourney Weaver, Stephen Lang, Jack Champion, Cliff Curtis e Kate Winslet. La storia sarà ambientata tra gli Omaticaya e introdurrà la Wind Tribe, con Jake Sully costretto a unire le forze per fronteggiare una brutale invasione guidata da Varang, interpretata da Oona Chaplin, e dal suo Clan Mangkwan.

Il film promette di espandere ulteriormente la mitologia di Pandora e di consolidare il marchio come una delle saghe più ambiziose e visivamente imponenti della storia del cinema moderno.

Le sfide per il futuro del franchise

Il risultato deludente della riedizione non compromette il potenziale della serie, ma apre un dibattito sul livello di interesse del pubblico verso il progetto. Cameron, noto per la sua capacità di attrarre grandi masse al cinema, potrebbe trovarsi di fronte alla necessità di rinnovare il linguaggio visivo e tematico della saga per mantenere alto l’interesse.

La competizione con altri blockbuster del 2025 è inoltre serrata: tra i titoli più attesi, Lilo & Stitch ha già superato il miliardo di dollari di incasso a livello globale, imponendosi come campione d’incassi dell’anno. In questo scenario, Fire and Ash dovrà puntare a superare la soglia dei 2 miliardi di dollari, traguardo raggiunto dai capitoli precedenti e considerato ormai lo standard minimo per la saga di Avatar.

Nonostante il passo falso, 20th Century Studios e Paramount sembrano intenzionate a proseguire con determinazione, convinte che la forza visiva, la portata tecnologica e l’immaginario di Cameron possano ancora rinnovarsi e conquistare il pubblico mondiale. Resta da capire se il calo di questa riedizione rappresenti solo una fase di assestamento o l’inizio di un cambiamento più profondo nel rapporto tra spettatori e Pandora.

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