Il deludente debutto di Tron: Ares al botteghino potrebbe spingere Disney a riconsiderare le proprie strategie nel settore della fantascienza. Il nuovo capitolo della storica saga ha esordito nei cinema il 10 ottobre con un incasso domestico di soli 33,4 milioni di dollari, una cifra ben lontana dai 155 milioni di apertura registrati da Tron: Legacy nel 2010. Anche la critica non è stata indulgente: il film si attesta su un 53% di gradimento su Rotten Tomatoes, segnalando un’accoglienza tiepida sia da parte del pubblico che degli esperti.
Secondo un rapporto pubblicato da The Hollywood Reporter,
“Disney sta valutando seriamente di abbandonare definitivamente il franchise di Tron”,
a causa delle difficoltà nel mantenere l’interesse commerciale e creativo attorno alla saga.
Tron: Ares, un tentativo mancato di rilancio
Diretto da Joachim Rønning, Tron: Ares rappresenta il secondo tentativo in oltre quindici anni di riportare in vita il franchise cult di fantascienza. Il precedente Tron: Legacy aveva raccolto circa 400 milioni di dollari a livello globale, ma non era riuscito a consolidare la serie come un successo duraturo.
Il nuovo film, ambientato in un mondo digitale che invade la realtà, racconta di un programma — interpretato da Jared Leto — che emerge dal cyberspazio per portare The Grid nel mondo reale. Nonostante le ambizioni narrative e un cast che include Greta Lee, Cameron Monaghan ed Evan Peters, i risultati non hanno soddisfatto le aspettative né della critica né degli spettatori.
Con due pellicole consecutive sotto tono, Disney potrebbe dunque scegliere di archiviare la saga di Tron e concentrare gli investimenti su altri franchise di fantascienza dal maggiore potenziale commerciale.
7 franchise di fantascienza che Disney potrebbe rilanciare
Big Hero 6

Tra le proprietà più promettenti spicca Big Hero 6, film del 2014 ispirato a un gruppo di supereroi Marvel, ma non collegato all’MCU. Il film, incentrato sul giovane genio Hiro Hamada e sul robot Baymax, ha conquistato pubblico e critica grazie ai suoi personaggi carismatici e alle spettacolari sequenze d’azione.
Nonostante il successo, Disney non ha ancora annunciato un sequel cinematografico, ma il franchise resta vivo attraverso spin-off televisivi e un’area dedicata a San Fransokyo nei parchi Disney. Un secondo film potrebbe quindi rappresentare una mossa strategica e redditizia.
Witch Mountain
Un’altra opzione interessante è Witch Mountain, storico franchise Disney iniziato nel 1975 con Escape to Witch Mountain, incentrato su due gemelli con poteri psichici in fuga dal governo. La saga ha avuto vari sequel e un remake nel 2009 con Dwayne “The Rock” Johnson, ma da allora è rimasta inattiva.
Una nuova serie era stata annunciata su Disney+ nel 2019 con Bryce Dallas Howard, ma il progetto non ha mai preso forma. Un reboot moderno, con un tono più maturo e visivamente ambizioso, potrebbe riaccendere l’interesse del pubblico e occupare lo spazio lasciato libero da Tron.
20,000 Leagues Under the Sea
Il classico 20,000 Leagues Under the Sea, ispirato al romanzo di Jules Verne, rimane una delle pietre miliari della fantascienza Disney. Dopo il film del 1954 e il successivo The Black Hole degli anni Settanta, il franchise è caduto nell’oblio.
Un reboot o sequel moderno, magari con un approccio più epico e tecnologico, potrebbe riportare in auge l’immaginario sottomarino del Capitano Nemo e rilanciare un titolo dal grande potenziale visivo.
Atlantis, Treasure Planet e altre gemme dimenticate
Atlantis: The Lost Empire

Il film d’animazione Atlantis: The Lost Empire (2001) fu un coraggioso esperimento per la Disney del tempo, unendo avventura, mistero e un tono più adulto del consueto. La storia di Milo Thatch, linguista e cartografo alla ricerca della mitica Atlantide, conquistò una nicchia di appassionati ma non il grande pubblico.
Oggi, tuttavia, Atlantis gode di un forte seguito nostalgico e potrebbe beneficiare di un remake live-action che sfrutti le tecnologie di CGI più recenti.
Treasure Planet
Simile è il caso di Treasure Planet (2002), una reinterpretazione fantascientifica del classico L’isola del tesoro. Nonostante sia considerato un film di culto, non ha avuto seguito e i piani per un sequel furono cancellati. La sua miscela di animazione tradizionale e digitale lo rende perfetto per una rilettura moderna, potenzialmente anche in live-action.
Tomorrowland
Uscito nel 2015, Tomorrowland non raggiunse il successo sperato, ma la sua visione utopistica e le idee futuristiche meritano un secondo tentativo. Un reboot o una serie su Disney+ potrebbero espandere il concept originario, esplorando meglio il legame tra scienza, progresso e immaginazione.
The Rocketeer
Infine, The Rocketeer (1991), con il suo eroe dotato di jet pack e ambientato negli anni Trenta, rappresenta un’altra proprietà di grande fascino. Da tempo si parla di un reboot o di un sequel, ma il progetto non è mai decollato. In un’epoca dominata dai supereroi, questa saga potrebbe ritrovare nuova vita grazie alla sua estetica retrò e al fascino avventuroso.
Un nuovo orizzonte per la fantascienza Disney
Alla luce dei recenti insuccessi, Disney possiede comunque un ampio ventaglio di franchise di fantascienza e avventura pronti per essere riscoperti. Rilanciare titoli come Atlantis, Treasure Planet o Big Hero 6 significherebbe valorizzare proprietà già amate e capaci di offrire nuove storie visivamente spettacolari, al di fuori dei colossi Marvel e Star Wars.
La strategia futura dello studio potrebbe dunque passare da un ritorno alle proprie radici creative, puntando su mondi affascinanti e sull’immaginazione pura che da sempre rappresentano il cuore della Disney.






