Un astrofotografo statunitense con base in Kentucky, David Joyce, ha condiviso una suggestiva immagine dello spazio profondo che ritrae i resti di una supernova noti come “Medulla Nebula” o “Garlic Nebula”, soprannomi dovuti alla somiglianza rispettivamente con un bulbo vegetale e con la struttura del cervello umano. Lo scatto mostra la nube di gas e polveri espulsa dall’esplosione di una stella massiccia avvenuta circa 10.000 anni fa, permettendo di osservare un frammento di quella che si potrebbe definire “luce fossile”.
Che cosa mostra l’immagine
La fotografia mette a fuoco la cuspide di un’attività esplosiva che ha generato sia il residuo di supernova, sia un oggetto estremamente denso: una pulsar, individuata nel 2009 con il telescopio spaziale Fermi dedicato ai raggi gamma. In genere, i resti di supernova sono ammassi di gas surriscaldato e detriti stellari che si espandono a grande distanza dal punto dell’esplosione. In questo caso la nebulosa si staglia come una bolla irregolare, con filamenti e striature che rivelano l’urto del materiale in fuga contro il gas interstellare circostante.

Dove si trova e perché è speciale
La nebulosa si trova a circa 9.132 anni luce dalla Terra, all’interno della costellazione di Cassiopea, nella Via Lattea. Il residuo è stato osservato in radio, in raggi X e in luce visibile, segno che l’onda d’urto continua a comprimere e riscaldare il mezzo interstellare mostrando la struttura in più bande dello spettro elettromagnetico. La bolla a forma di aglio — la Garlic Nebula — è dunque un laboratorio naturale in cui è possibile seguire l’evoluzione del materiale espulso e i suoi effetti sull’ambiente vicino, con ricadute importanti per lo studio delle fasi successive a una supernova.
La pulsar in fuga
L’esplosione catastrofica che ha dato origine alla nebulosa ha prodotto anche una stella di neutroni in rapido movimento. Secondo le rilevazioni, la pulsar viaggia a circa 4 milioni di chilometri all’ora (2,5 milioni di miglia orarie) rispetto al luogo dell’evento. Questa velocità notevole indica un “calcio” asimmetrico ricevuto durante l’esplosione e rende l’oggetto particolarmente interessante per gli astrofisici che indagano la dinamica dei resti di supernova e la fisica estrema delle stelle di neutroni.
La sfida tecnica dello scatto
Joyce ha raccontato a Space.com le difficoltà affrontate per riprendere un soggetto così fioco da una postazione suburbana con forte inquinamento luminoso (classe Bortle 7). «La Garlic Nebula è piuttosto fioca, per cui ho dedicato oltre 50 ore di esposizione per riuscire a mettere in evidenza più dettagli possibile», ha spiegato l’astrofotografo. Il lungo tempo di integrazione — distribuito su più notti — è stato decisivo per accumulare fotoni a sufficienza e far emergere le deboli strutture filamentose senza sommergerle nel rumore.
Strumentazione e metodo
La sessione è stata realizzata con un telescopio Schmidt-Cassegrain da 8 pollici, abbinato a una camera astronomica ZWO e a una serie di filtri e accessori dedicati. Joyce ha accumulato dati per sette notti nel mese di settembre di quest’anno, quando le condizioni del cielo sono risultate più favorevoli. I frame raccolti dalla sua abitazione di Lexington, Kentucky, sono stati poi elaborati con software astronomici specializzati per calibrare, allineare e combinare le esposizioni lunghe, migliorando il rapporto segnale/rumore e preservando i dettagli più sottili.
La passione di Joyce per l’astrofotografia è iniziata nel 2020. Fino a oggi la ripresa precisa di questa vasta nebulosa era rimasta fuori portata a causa della grande estensione apparente del soggetto, quasi pari al diametro della Luna piena. L’acquisto di una nuova videocamera con sensore più ampio gli ha finalmente consentito di inquadrare l’intera regione come desiderava, raggiungendo un equilibrio efficace tra campo visivo e risoluzione per un’immagine ravvicinata e ricca di particolari.
Un segnale per gli appassionati
Nella sua rassegna, Joyce sottolinea come le innovazioni tecnologiche recenti e la maggiore sensibilità degli strumenti abbiano aperto nuove possibilità anche a chi opera sotto cieli imperfetti. Con pazienza, pianificazione e tecniche di elaborazione accurate, è possibile ottenere risultati di grande impatto su oggetti estesi e deboli, nonostante l’ostacolo dell’inquinamento luminoso. Per chi desidera avvicinarsi alla fotografia del cielo notturno, può essere utile consultare guide dedicate alle migliori fotocamere, ai migliori obiettivi per l’astrofotografia, ai migliori telescopi e alle offerte di binocoli disponibili nel 2025.
Fonte: space.com
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