GTA 6 e la sfida impossibile: perché nessuno può davvero competere con Rockstar

Chris Stockman di Saints Row ritiene impossibile competere direttamente con GTA 6, invitando gli sviluppatori a puntare sull’identità e sull’innovazione anziché sull’imitazione.

Marco Vescovi
Marco Vescovi
Appassionato di open world, indie e lore appassionanti, ma anche di Fantascienza e mondi fantastici.
GTA 6 e la sfida impossibile: perché nessuno può davvero competere con Rockstar

È difficile rendere pienamente l’idea dell’enorme successo di Grand Theft Auto. La saga di Rockstar Games ha raggiunto un livello di popolarità tale da rendere GTA 6 uno degli eventi più attesi nella storia dei videogiochi. Per molti sviluppatori, l’idea stessa di eguagliare – o addirittura superare – un simile traguardo appare ormai irrealistica.

Chris Stockman, direttore del design di Saints Row, una delle poche serie che in passato ha tentato di sfidare GTA sul suo stesso terreno, ha espresso il proprio punto di vista sulla questione, invitando gli altri team di sviluppo a non tentare una competizione diretta con Rockstar.

“Non si può competere frontalmente con GTA”

In un’intervista riportata da FRVR, Stockman ha spiegato che ogni gioco open-world che aspiri a entrare nello stesso spazio di Grand Theft Auto dovrebbe prima di tutto ritrovare una propria identità.
«Deve avere una sua peculiarità, qualcosa di unico», ha affermato, «ma non si può dire: “Voglio andare contro GTA”».

Secondo il designer, GTA Online ha trasformato la serie in qualcosa di molto più grande di un semplice videogioco: un fenomeno culturale e sociale, una piattaforma di intrattenimento continuo che difficilmente può essere replicata.

Stockman ha poi aggiunto, con tono schietto: «Il loro titolo più nuovo potrebbe diventare il più grande di tutti i tempi, e credo proprio che l’unico modo per sfidarli sarebbe un clamoroso fallimento. Se il gioco uscisse e si rivelasse un flop epocale, sarebbe un disastro totale, simile a quello di E.T. per Atari, ma ancora peggio, poiché i budget in gioco oggi sono immensamente più alti».

Il paragone con E.T. e il rischio di un “flop storico”

Il riferimento al celebre titolo Atari del 1982, considerato uno dei più grandi fallimenti della storia del videogioco, serve a mettere in prospettiva l’idea di un eventuale insuccesso di GTA 6.
All’epoca, E.T. era stato accusato di aver contribuito al collasso dell’industria videoludica americana pre-Nintendo. Tuttavia, osserva Stockman, il contesto odierno è profondamente diverso: il rischio di un disastro simile per GTA 6 è altamente improbabile, ma non del tutto inesistente.

Il nuovo capitolo della serie arriverà infatti in un momento delicato per il settore, segnato da incertezze economiche e da un crescente scrutinio verso i grandi budget di produzione. Alcuni analisti hanno segnalato che il rinvio del gioco – ora previsto per novembre 2026 – potrebbe accentuare le tensioni nel mercato, soprattutto se dovessero emergere problemi interni a Rockstar Games.

Un mercato dove c’è ancora spazio per gli outsider

Nonostante il predominio di GTA, Stockman non è completamente pessimista riguardo al futuro degli open-world. «Se si ha un’identità chiara», ha dichiarato, «si può semplicemente mirare a essere il numero due del mercato, cosa del tutto fattibile».

Il suo consiglio agli sviluppatori è non imitare Rockstar, ma definire un proprio stile e obiettivi: “Non serve creare un capolavoro da cento ore; basta essere intelligenti e concentrarsi su ciò che si vuole offrire.”

Questo approccio ricorda la strategia adottata da Saints Row nel 2006, quando riuscì a distinguersi proprio grazie al suo tono più ironico e sopra le righe, mentre il pubblico attendeva GTA IV. Negli anni, il franchise è riuscito a ritagliarsi una nicchia fedele, pur restando inevitabilmente nell’ombra di Grand Theft Auto.

Dall’imitazione all’innovazione

La riflessione di Stockman tocca un punto cruciale per l’intero settore: la vera sfida non è battere GTA, ma offrire qualcosa di diverso. In un panorama dominato da grandi produzioni, la capacità di proporre esperienze nuove e riconoscibili può diventare il vero motore dell’innovazione.

Essere “secondi” non significa fallire, ma accettare una diversa forma di successo, fondata sull’identità e sulla coerenza creativa. GTA 6 definirà con ogni probabilità ancora una volta lo standard del genere, ma il suo impatto potrebbe anche aprire nuovi spazi di sperimentazione per chi saprà interpretare l’open-world con una voce propria.

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Kinguin

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