Hyrule Warriors: Age of Imprisonment riaccende i dubbi sul rapporto tra Link e Zelda

La side quest “Learning the Blade” di Hyrule Warriors: Age of Imprisonment riaccende le teorie sul legame tra Link e Zelda, più intimo di quanto la traduzione inglese lasci intendere.

Marco Vescovi
Marco Vescovi
Appassionato di open world, indie e lore appassionanti, ma anche di Fantascienza e mondi fantastici.
Hyrule Warriors: Age of Imprisonment riaccende i dubbi sul rapporto tra Link e Zelda

L’universo di The Legend of Zelda continua ad affascinare e a far discutere i fan, questa volta grazie a Hyrule Warriors: Age of Imprisonment, descritto come “la storia non raccontata di Tears of the Kingdom”. Sebbene il titolo mantenga ancora diversi misteri sulla trama e sui protagonisti, una side quest intitolata “Learning the Blade” ha attirato particolare attenzione per i suoi impliciti riguardo alla relazione tra Link e Zelda.

Una semplice quest o un indizio nascosto?

Come riportato da The Gamer, il testo della missione – scritto come una pagina del diario di un personaggio chiamato Lenalia – contiene una frase che ha subito scatenato le teorie della community. Nel diario si legge che Zelda avrebbe imparato l’arte della spada “seguendo l’esempio di un cavaliere – e amico – del suo stesso tempo.”

Una descrizione apparentemente innocua, ma che nella versione giapponese del gioco risulta molto più ambigua. Qui il riferimento a Link è reso con l’espressione “身近な騎士” (mijika na kishi), traducibile come “cavaliere vicino” o “cavaliere intimo”, un termine che suggerisce un legame personale più profondo rispetto alla semplice amicizia indicata nella traduzione inglese.

La community dei fan si divide

Sui social, i giocatori non hanno tardato a notare la sfumatura romantica della frase. Molti hanno ipotizzato che Zelda possa aver minimizzato di proposito il proprio rapporto con Link, forse per pudore o per discrezione. Un utente su X (Twitter) ha ironizzato scrivendo: “‘Amico’? Non sta ingannando nessuno.” Altri hanno osservato che il tono del diario di Lenalia sembra intenzionalmente criptico, quasi a voler lasciare intendere qualcosa senza dirlo apertamente.

Non sarebbe la prima volta che il legame tra i due protagonisti viene presentato in modo allusivo. Nel corso dei decenni, la saga di The Legend of Zelda ha più volte giocato sull’ambiguità emotiva del rapporto tra Link e Zelda: in Skyward Sword la loro relazione assume sfumature chiaramente romantiche, mentre in titoli come The Minish Cap o Oracle of Ages compaiono scene che suggeriscono affetto reciproco. Persino nei capitoli più antichi, come The Adventure of Link, non sono mancati momenti dal tono sentimentale.

Un filo narrativo che attraversa la saga

La difficoltà nel definire la natura precisa del loro rapporto è amplificata dalla complessità delle linee temporali della saga e dalle molte versioni alternative dei personaggi. Nintendo, consapevole di questa molteplicità, ha sempre scelto di mantenere un certo grado di mistero tra i due protagonisti, trasformando la loro connessione in un simbolo più universale di lealtà e destino intrecciato.

Tuttavia, la nuova formulazione di Age of Imprisonment ha riacceso le speranze di chi da anni sostiene che tra Link e Zelda ci sia qualcosa di più profondo della semplice amicizia cavalleresca. La scelta di parole nella lingua originale sembra infatti suggerire un’intimità affettiva più marcata, forse anche intenzionale da parte degli autori.

Zelda secondo Dan Houser: un linguaggio da interpretare

Ad aggiungere spessore alla discussione è intervenuto anche Dan Houser, ex direttore di Rockstar Games, che ha paragonato gli ultimi capitoli di Zelda ai film di Alfred Hitchcock. Secondo Houser, Nintendo utilizza “il linguaggio del videogioco per raccontare emozioni e messaggi nascosti”, lasciando ai giocatori il compito di interpretarli. Un approccio che ben si adatta a situazioni come quella di Learning the Blade, dove il sottotesto può contare più delle parole stesse.

Mistero, linguaggio e amore non detto

La discrepanza tra la versione giapponese e quella inglese del testo ha dunque fornito nuova linfa alle teorie dei fan, che da quasi quarant’anni cercano di decifrare l’enigmatico legame tra l’eroe e la principessa. Se Age of Imprisonment volesse davvero suggerire un passo avanti nel loro rapporto, rappresenterebbe una svolta narrativa importante per la saga.

Per ora, tuttavia, Nintendo continua a mantenere il riserbo, alimentando curiosità e interpretazioni. E, come da tradizione per The Legend of Zelda, il non detto sembra essere la chiave di tutto.

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