Paramount sta preparando un nuovo inizio per il franchise cinematografico di Star Trek, scegliendo di affidare la prossima pellicola a un team creativo già noto per la capacità di rilanciare storie appartenenti a universi consolidati. Dopo il reboot guidato da J.J. Abrams, che aveva portato sullo schermo tre film tra il 2009 e il 2016 con Chris Pine nel ruolo del Capitano Kirk, l’ipotesi di un quarto capitolo con il cast originale si è progressivamente indebolita. Anni di tentativi, sviluppi interrotti e progetti rimasti in sospeso hanno spinto la major a cambiare rotta, optando per un nuovo avvio completamente indipendente dal materiale precedente.
A segnare questa svolta è la decisione di affidare la scrittura, la regia e la produzione del prossimo film al duo formato da Jonathan Goldstein e John Francis Daley, già apprezzati per il loro lavoro nel blockbuster Dungeons & Dragons: Honor Among Thieves. La notizia arriva da Deadline e rappresenta un passo significativo nella definizione della nuova identità cinematografica del franchise.
Un reboot senza legami con la trilogia di Abrams
Al momento non sono stati diffusi dettagli sulla trama o sui personaggi coinvolti. Ciò che sembra quasi certo è che il nuovo film non vedrà il ritorno del cast della trilogia di Abrams: né Chris Pine nei panni di Kirk, né Zachary Quinto come Spock, né Zoe Saldaña come Uhura. Le prime indicazioni suggeriscono invece che il progetto punterà su figure completamente nuove, senza collegamenti diretti con le precedenti incarnazioni della saga, con l’obiettivo di tracciare una linea narrativa indipendente e aprire la strada a un ciclo cinematografico inedito.
Questa scelta si inserisce in un contesto in cui Paramount deve confrontarsi con le aspettative dei fan, storicamente legati a personaggi iconici come Kirk, Spock, McCoy, Uhura e Sulu, ma anche ai protagonisti di The Next Generation, tra cui il Capitano Picard interpretato da Patrick Stewart. Le produzioni televisive recenti, come Discovery, Picard e Strange New Worlds, hanno saputo intrecciare nostalgia e innovazione, portando sullo schermo sia nuove figure sia interpretazioni contemporanee di personaggi storici. Il cinema, tuttavia, è rimasto indietro rispetto a questa evoluzione.
Il profilo dei nuovi registi e sceneggiatori
Goldstein e Daley hanno costruito una reputazione solida nella gestione di franchise di grande visibilità. Hanno firmato la sceneggiatura di Spider-Man: Homecoming, film che ha introdotto Tom Holland nel Marvel Cinematic Universe, e hanno ottenuto ottime recensioni con Dungeons & Dragons: Honor Among Thieves, che si è attestato su un notevole 91% di valutazioni positive su Rotten Tomatoes.
La loro capacità di combinare ritmo, tono pop e rispetto verso il materiale originale sembra aver convinto Paramount a sfruttare il loro approccio creativo per ridisegnare l’identità di Star Trek sul grande schermo. Il duo è attualmente impegnato anche nel film d’azione Mayday, con Ryan Reynolds, Kenneth Branagh e Maria Bakalova, già accolto con favore nei test screening ma ancora privo di una data d’uscita ufficiale.
Una nuova sfida per il franchise
Il percorso cinematografico di Star Trek ha sempre oscillato tra momenti di grande successo e fasi più complesse. Sul piccolo schermo, negli ultimi anni, la saga ha ritrovato vigore attraverso serie capaci di esplorare nuovi orizzonti narrativi, dai salti temporali di Discovery ai toni avventurosi di Strange New Worlds, passando per l’approccio metanarrativo di Lower Decks. Al cinema, invece, la ripartenza non è mai decollata completamente dopo il terzo film di Abrams.
Un reboot privo dei personaggi più amati rappresenta un rischio evidente: molti spettatori potrebbero non accogliere positivamente l’idea di una storia sganciata dalle figure storiche che hanno segnato più di mezzo secolo di universo narrativo. Tuttavia, questo approccio potrebbe anche consentire una libertà creativa maggiore, permettendo al nuovo team di costruire una visione originale senza dover rispettare aspettative radicate.
Tra tradizione e rinnovamento
Il compito affidato a Goldstein e Daley non è semplice. Dovranno trovare un equilibrio tra l’eredità di un franchise che ha definito intere generazioni di opere di fantascienza e il desiderio, ormai evidente da parte di Paramount, di rinnovarne le dinamiche per un pubblico più ampio. Il margine di incertezza rimane elevato: non sono stati ancora annunciati né il cast né la direzione tematica della storia, e l’intero progetto si trova nelle fasi iniziali di sviluppo.
C’è però un elemento che gioca a favore del duo: la loro esperienza nel dare nuova energia a franchise consolidati. Se riusciranno a replicare la freschezza di titoli come Honor Among Thieves, il nuovo Star Trek potrebbe essere in grado di unire innovazione e rispetto verso l’universo originale.
Una scommessa ad alto potenziale
La scelta di ripartire da zero, pur comportando molti rischi, potrebbe dimostrarsi una svolta per il franchise. Paramount sembra voler costruire una strategia chiara, capace di distinguere il percorso cinematografico da quello televisivo, dando al tempo stesso ai creativi lo spazio per esplorare nuove strade.
Resta ora da capire se questa visione riuscirà a convincere gli spettatori più affezionati, ma anche a catturare l’attenzione del pubblico che, negli ultimi anni, si è avvicinato alla saga grazie alle nuove serie. Solo l’evoluzione del progetto chiarirà se il nuovo reboot riuscirà a inserirsi con successo nella lunga storia di Star Trek e se Goldstein e Daley saranno effettivamente i protagonisti di questa nuova fase.
Fonte: Screen Rant
HUB Star TrekQuesto articolo fa parte della categoria Star Trek. Per leggere tutti i nostri articoli su Star Trek clicca qui.






