Immaginate John Wick in mezzo a uno spettacolo di fuochi d’artificio impazziti, dove ogni esplosione sembra volerlo colpire. È un’immagine perfetta per descrivere la frenesia di Returnal, lo sparatutto in terza persona firmato Housemarque, considerato uno dei titoli più brillanti e ambiziosi disponibili su PS5.
Si tratta di un’esperienza futuristica che unisce elementi roguelike e fantascienza dark, costruita su un ritmo serrato, una grafica al neon ipnotica e un’incessante pioggia di proiettili, luci e particelle. Il risultato è un gioco tanto impegnativo quanto affascinante, capace di coniugare caos visivo e precisione meccanica con una maestria rara.
Un incubo interstellare
La protagonista è Selene, un’astronauta che, dopo un misterioso incidente, precipita su un pianeta ostile e apparentemente senza vita. L’atmosfera, sin dai primi minuti, è claustrofobica e opprimente. Durante l’esplorazione iniziale, Selene scopre il cadavere di un altro astronauta — che si rivela essere il suo stesso corpo. Una scena surreale, degna di The Twilight Zone, che introduce subito il tono cupo e psicologico del gioco.
Ogni morte segna un ritorno al punto di partenza: Selene si risveglia a bordo della propria nave, costretta a rivivere lo stesso incubo in un ciclo senza fine. Questo loop narrativo, tipico dei roguelike, è gestito con grande equilibrio tra tensione, scoperta e senso di disorientamento.
DualSense: la magia del tatto
Una delle grandi forze di Returnal è il modo in cui sfrutta le potenzialità del DualSense, il controller della PS5. Le vibrazioni, i trigger adattivi e il feedback aptico contribuiscono a rendere l’esperienza profondamente immersiva.
Ogni colpo sparato, ogni raffica di mitragliatrice o impulso di un cannone a razzi genera una risposta fisica diversa, creando un senso di potenza tangibile. Il feedback durante l’uso del fuoco secondario amplifica la sensazione di imprevedibilità, rendendo ogni scontro unico e intenso. Returnal diventa così non solo un videogioco, ma una vera esperienza sensoriale.
Un’estetica di pura energia
Sul piano visivo, Returnal è un’opera d’arte. La grafica a tinte neon, le creature aliene e gli ambienti in costante movimento danno vita a un mondo inquietante e affascinante. Nonostante il caos apparente, il design riesce a mantenere chiarezza e leggibilità, grazie all’uso sapiente del colore per distinguere nemici e attacchi.
Quella che potrebbe sembrare un’esplosione incontrollata di luci e particelle si trasforma invece in una danza visiva perfettamente orchestrata, un caos controllato che regala momenti di pura spettacolarità — anche a costo di qualche inevitabile morte improvvisa.
Azione, libertà e sperimentazione
Housemarque ha voluto conservare il DNA arcade che da sempre contraddistingue lo studio, preferendo la fluidità e l’immediatezza alla ricerca del realismo. Il sistema di movimento è straordinariamente reattivo, con un dash aereo che permette schivate in pieno volo e scontri ad altissima velocità, richiamando l’agilità di titoli come Hollow Knight.
Il gioco premia l’esplorazione e la sperimentazione: Selene può trovare artefatti che modificano radicalmente lo stile di gioco, come quelli che potenziano gli attacchi corpo a corpo o generano colpi aggiuntivi. Ogni run è diversa, ogni scoperta può ribaltare le sorti di una partita.
Nemici e design surreale
Il pianeta di Returnal non è solo un campo di battaglia, ma un ecosistema vivo e minaccioso. I nemici si muovono in modo imprevedibile, spesso con un tocco surreale: mostri che camminano sui soffitti, creature che usano lingue o tentacoli per sollevare la protagonista verso la morte, e perfino boss che sembrano strumenti viventi.
Questa combinazione di orrore e creatività visiva rende ogni incontro un’esperienza diversa, mantenendo il giocatore costantemente in tensione.
Crescita e sfida costante
Il gameplay, pur punitivo, segue una logica chiara e meritocratica. Le armi si sbloccano e migliorano gradualmente attraverso l’uso, con un sistema che ricorda quello di Ratchet & Clank. Le modifiche sbloccate restano disponibili nelle partite successive, favorendo una progressione continua.
Ogni run, anche la più breve, diventa un passo verso la padronanza. È proprio questo equilibrio tra frustrazione e gratificazione a rendere Returnal così irresistibile.
Un horror sci-fi dal fascino poetico
Oltre all’azione, il titolo si distingue per la sua atmosfera horror psicologica. Il senso di isolamento, amplificato dalle registrazioni audio delle run precedenti, crea una narrativa frammentata e misteriosa. Il giocatore non sa mai se ciò che vede è reale o un ricordo distorto.
La cura per i dettagli visivi e sonori costruisce un mondo alieno ma coerente, un luogo di dolore, scoperta e rinascita che rispecchia le paure e le ossessioni della protagonista.
Returnal si conferma come uno dei migliori shooter in terza persona della PS5, capace di fondere gameplay adrenalinico, narrazione enigmatica e una realizzazione tecnica d’avanguardia. Grazie al DualSense e al design visionario di Housemarque, ogni partita diventa un’esperienza intensa, fisica e sorprendentemente emotiva.
Un titolo che non perdona, ma che ripaga ogni sforzo con la meraviglia di un caos perfettamente orchestrato.







