Dopo il successo di Prey e il recente Predator: Badlands, il regista Dan Trachtenberg ha affrontato un tema che da anni divide fan e addetti ai lavori: la possibilità di un nuovo Alien vs. Predator. In un’intervista esclusiva a The Direct, il cineasta ha espresso con franchezza le sue idee su come potrebbe nascere un terzo capitolo del celebre crossover, sottolineando l’importanza di un approccio più maturo e ragionato.
Trachtenberg e l’universo dei Predator
Trachtenberg ha ormai un legame profondo con il mondo dei Yautja. Dopo aver diretto Prey — apprezzato per la sua atmosfera di survival e per l’inedita ambientazione nel XVIII secolo — ha ampliato ulteriormente il franchise con l’animazione Predator: Killer of Killers e con il film Badlands. Tre esperienze che, unite alla sua conoscenza della mitologia dei cacciatori extraterrestri, lo hanno reso per molti il candidato ideale per guidare un eventuale Alien vs. Predator 3.
Il regista, tuttavia, preferisce mantenere un approccio prudente. Realizzare un nuovo capitolo della saga significherebbe affrontare un’eredità complicata, considerando che i primi due film, usciti rispettivamente nel 2004 e nel 2007, furono accolti con entusiasmo altalenante. “La parte più interessante – ha spiegato – sarebbe lasciar sedimentare i vari elementi, permettere loro di fermentare e raggiungere la giusta maturazione, prima di mettere in moto il crossover.”
Un’immagine culinaria, quella usata da Trachtenberg, che rende bene la sua filosofia: “Non vogliamo tirare fuori il prodotto troppo presto, rischiando che sia ancora crudo. È importante farlo sobbollire e arrivare alla temperatura perfetta.”

Un crossover da costruire con calma
Secondo Trachtenberg, la chiave non è correre verso un annuncio ma lasciare che l’idea cresca naturalmente. Il regista immagina un progetto che non si limiti a unire due mostri iconici, ma che trovi un equilibrio tra atmosfere, linguaggi visivi e temi.
In Badlands, ad esempio, ha scelto di non introdurre gli Xenomorfi, concentrandosi invece sul rapporto tra un synth della Weyland-Yutani e un guerriero Yautja. Una scelta che nasce dal desiderio di esplorare nuove sfumature emotive all’interno di un contesto già noto. “Poiché Prey era una storia di sopravvivenza in solitaria, volevo che questo film fosse invece incentrato sul rapporto tra i personaggi,” ha spiegato. “Avevamo un Predator che parlava una lingua diversa e volevo esplorare la sua interiorità. Se avessimo inserito un umano, il film sarebbe diventato troppo ‘umano’. Così ho scelto di affiancargli un robot: c’è qualcosa di interessante in questa dinamica.”
La fusione tra i due mondi
Trachtenberg ha raccontato anche come ha integrato gli elementi del franchise Alien nel suo film, trovando nella Weyland-Yutani un ponte perfetto tra le due saghe. “Conosco un’azienda che produce robot, ed è sotto lo stesso tetto di Fox e Disney, quindi potevo usarla,” ha detto ironicamente. “Mi sembrava più stimolante creare una fusione graduale tra i due universi, qualcosa che non si fosse mai visto prima.”
Questa integrazione, pur senza mostrare uno Xenomorfo, getta le basi per un futuro crossover più organico, lontano dalla logica del semplice “scontro tra titani” che aveva caratterizzato i primi Alien vs. Predator. L’idea è quella di costruire un ponte narrativo autentico, capace di dare nuova linfa ai due franchise.
Le prospettive per il futuro
Predator: Badlands si chiude lasciando volutamente alcune porte aperte, in particolare con l’introduzione dei personaggi di Dek e Thia, chiamati ad affrontare l’arrivo inaspettato della madre di Dek, animata dal desiderio di vendetta. Un finale che sembra pensato per un possibile seguito.
Interrogato da The Direct su eventuali sviluppi futuri, Trachtenberg non ha nascosto il suo entusiasmo: “Mi piacerebbe molto realizzare altri film in questo universo. Ci sono ancora molte storie da raccontare.” Tuttavia, ha precisato che tutto dipenderà dal successo di Badlands: “Se il film andrà bene, sicuramente ci saranno ulteriori capitoli. Ho tante idee che aspettano solo di essere sviluppate.”
Il potenziale di un nuovo Alien vs. Predator
Trachtenberg immagina un eventuale terzo Alien vs. Predator più intimo e riflessivo, meno centrato sugli effetti speciali e più sulle dinamiche tra i protagonisti. Un approccio “umano” — per quanto paradossale, considerando le creature coinvolte — che potrebbe restituire profondità a un universo spesso ridotto a puro spettacolo visivo.
Con interpreti come Elle Fanning, nei panni di un sintetico Weyland-Yutani, e Dimitrius Schuster-Koloamantangi nel ruolo di un giovane Yautja, Badlands, uscito nelle sale il 7 novembre 2025, si propone come un tassello chiave nel rilancio della saga, aprendo nuovi scenari per il futuro incrocio tra i due mostri più celebri della fantascienza.
In attesa che la 20th Century Studios decida se accendere la miccia di un nuovo Alien vs. Predator, Trachtenberg sembra già avere le idee chiare: lasciar maturare, mescolare con cura e servire solo quando sarà davvero pronto.






