Ubisoft scommette sull’intelligenza artificiale: presentato il progetto AI Teammates

Ubisoft presenta AI Teammates, evoluzione del progetto Neo NPC, per creare personaggi guidati dall’intelligenza artificiale capaci di interagire in modo realistico con i giocatori.

Marco Vescovi
Marco Vescovi
Appassionato di open world, indie e lore appassionanti, ma anche di Fantascienza e mondi fantastici.
Ubisoft scommette sull’intelligenza artificiale: presentato il progetto AI Teammates

Ubisoft continua a definire il proprio futuro all’insegna dell’intelligenza artificiale generativa. Le recenti dichiarazioni del CEO Yves Guillemot e l’annuncio del nuovo progetto AI Teammates confermano una strategia chiara: combinare la creatività umana con la potenza dell’AI per ridefinire il concetto di interattività nei videogiochi.

“Questo lavoro riflette la direzione che vogliamo prendere negli anni a venire”, ha dichiarato Guillemot. “La creatività resta profondamente umana. Gli strumenti di AI aiutano a dare vita alle visioni creative in modi nuovi e possono diventare potenti alleati per esperienze più significative e immersive.”

Da Neo NPC a Teammates: l’evoluzione dell’AI in Ubisoft

Il progetto AI Teammates rappresenta l’evoluzione diretta di Neo NPC, iniziativa presentata nel 2023 e basata su un sistema ibrido tra chatbot e personaggi non giocanti. Con Teammates, Ubisoft mira a creare NPC dinamici, empatici e adattivi, capaci di reagire alle azioni e al linguaggio del giocatore in tempo reale.

L’obiettivo è rendere l’interazione con i personaggi più naturale, coerente e personalizzata, permettendo un’esperienza di gioco in cui le scelte e le emozioni dell’utente abbiano un impatto tangibile sul mondo virtuale.

![Ubisoft AI Teammates](Immagine: Ubisoft)

Secondo Virginie Mosser, direttrice narrativa del progetto, la chiave è trovare un equilibrio tra tecnologia e umanità:

“Il nostro ruolo è attribuire senso all’AI, narrandola in modo che la logica non prevalga sulla natura delle persone.”

Mosser ha spiegato che Teammates nasce per offrire ai giocatori un margine più ampio di creatività e spontaneità, senza che la componente artificiale soffochi la dimensione emotiva e narrativa dell’esperienza.

NPC che imparano, reagiscono e conversano

Gli NPC alimentati da intelligenza artificiale generativa saranno in grado di adattarsi alle strategie, agli umori e perfino allo slang dei giocatori, modificando comportamenti e risposte a seconda del contesto. Potranno comprendere comandi vocali, ricordare interazioni passate e sviluppare vere e proprie personalità, garantendo un livello di immersione mai raggiunto prima.

Uno degli esempi mostrati da Ubisoft è Jaspar, un assistente digitale progettato per accompagnare i giocatori durante le missioni. Attraverso comandi vocali come “Jaspar, chi è la Torre della Saggezza?” o “Jaspar, evidenzia questo nemico!”, l’AI può rispondere in tempo reale, modificando persino elementi visivi a schermo per supportare il gameplay.

Le funzionalità di Jaspar ricordano assistenti iconici come Jarvis dei film di Iron Man o il più ironico Clippy di Microsoft, ma la sua implementazione punta a un’interazione più organica e narrativa.

![Jaspar AI Ubisoft](Immagine: Ubisoft)

I compagni digitali: Pablo e Sofia

Accanto a Jaspar, Ubisoft ha introdotto altri due compagni virtuali, Pablo e Sofia, descritti come automi-soldato fisicamente presenti nel mondo di gioco. Entrambi possono essere controllati tramite comandi vocali o coinvolti in brevi conversazioni, mantenendo una coerenza narrativa con l’universo di appartenenza.

“Proprio come Jaspar, anche Pablo e Sofia possono essere comandati o ingaggiati in conversazioni,” ha spiegato il team. “La differenza è che sono fisicamente presenti nel gioco, integrandosi nel mondo in modo realistico.”

Questi esperimenti testimoniano l’intenzione di Ubisoft di superare i limiti dei chatbot tradizionali, puntando a un’intelligenza artificiale capace di comprendere il contesto e rispettare la lore di ogni titolo.

L’AI come strumento, non come sostituto

Mosser ha sottolineato che l’obiettivo di AI Teammates non è sostituire la creatività umana, ma amplificarla:

“Cerchiamo un equilibrio tra improvvisazione e rispetto della narrazione, affinché le storie restino coerenti e coinvolgenti.”

Guillemot ha ribadito questo concetto, sottolineando come Ubisoft voglia “creare gli strumenti di domani per i propri team”, promuovendo una collaborazione virtuosa tra sviluppatori e tecnologia.

Secondo quanto riportato da GamesRadar, il progetto si inserisce in una strategia più ampia volta a consolidare la posizione di Ubisoft nel campo dell’AI-driven gameplay, con l’obiettivo di offrire esperienze sempre più reattive e personalizzate.

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