Shane Gillis commenta la salute mentale di Donald Trump e critica il suo comportamento verso una giornalista

Shane Gillis critica Donald Trump per il suo comportamento verso una giornalista e solleva dubbi sullo stato mentale dell’ex presidente durante un episodio del suo podcast.

Luca Ferraro
Luca Ferraro
Binge-watcher seriale e maniaco della continuity: se una serie fa parlare di sé, sono già al secondo rewatch.

L’attore e comico Shane Gillis, noto per il suo breve e turbolento passaggio a Saturday Night Live nel 2019, è tornato a far discutere dopo alcune dichiarazioni sulla condizione mentale di Donald Trump. Durante un episodio del suo Matt and Shane’s Secret Podcast, l’artista ha espresso dubbi sullo stato cognitivo dell’ex presidente statunitense, sostenendo che potrebbe essere in una fase di lento declino.

“Sembra più lento del solito”

Nel corso della conversazione, a Gillis è stato chiesto se ritenga che Trump stia sviluppando un disturbo dementivo. Pur precisando di non essere in grado di formulare un giudizio medico, il comico ha commentato: “Voglio dire, non lo so. Sembra un po’ più lento del solito”.
Una riflessione che, pur accennata in tono ironico, ha lasciato intendere una certa preoccupazione per la lucidità dell’ex presidente.

Gillis ha poi allargato il confronto a Joe Biden, attuale candidato alla Casa Bianca e spesso oggetto di analoghe speculazioni sullo stato mentale. A suo dire, Trump “non è ancora al livello di Biden, ma si sta avvicinando al declino mentale”. Parole che hanno attirato l’attenzione del pubblico per il loro tono diretto, toccando un tema — quello della salute cognitiva dei leader politici — sempre più presente nel dibattito statunitense.

Le critiche al comportamento di Trump verso una giornalista

Nel corso dello stesso podcast, Gillis ha condannato il comportamento di Trump durante un recente scontro con Catherine Lucey, giornalista di Bloomberg che segue le notizie della Casa Bianca.

Lucey aveva chiesto al presidente perché non rendesse pubblici i file relativi al caso Epstein, se davvero non avesse nulla da nascondere. La risposta di Trump, che avrebbe reagito insultandola con un’espressione volgare e fuori controllo, ha suscitato un’ondata di critiche.

Il comico ha definito la reazione del presidente “pazzesca” e “fuggente”, aggiungendo: “È incredibile, mi chiedo quanto imbarazzo abbia provato quella donna”. Un commento che, pur provenendo da una figura spesso associata alla provocazione, è stato interpretato come un raro segnale di empatia da parte di Gillis nei confronti di un giornalista.

Il passato controverso di Shane Gillis

Le parole di Gillis si inseriscono in un quadro più ampio di analisi e provocazioni che hanno caratterizzato la sua carriera. Nel 2019, l’attore era stato assunto da Saturday Night Live, per poi essere licenziato pochi giorni dopo, a causa della diffusione di vecchi video con insulti razzisti e omofobi. Le clip avevano rapidamente suscitato un’ondata di indignazione pubblica e spinto la produzione a interrompere il rapporto di lavoro.

Il creatore dello show, Lorne Michaels, dichiarò all’epoca di non essere a conoscenza di quelle dichiarazioni al momento dell’assunzione. Dopo la rimozione, Michaels definì le parole di Gillis “offensive, dolorose e inaccettabili”, ammettendo che il processo di selezione avrebbe dovuto essere più attento.

Gillis, da parte sua, non si è mai scusato apertamente, ma ha mostrato una certa comprensione per la scelta dello staff di SNL. In una nota ufficiale, spiegò: “Sono un comico che è stato abbastanza divertente da essere preso in considerazione per SNL. Questo non può essere cancellato. Ovviamente volevo dimostrare il mio valore, ma capisco che la mia presenza sarebbe stata troppo distraente. Rispetto la loro decisione. Comunque, sono sempre stato più un tipo da Mad TV”.

Pur evitando un’ammissione di colpa, le sue parole mostrarono un minimo di consapevolezza rispetto alla controversia.

Una figura ancora divisiva

A distanza di anni, Shane Gillis resta una figura polarizzante nel panorama comico statunitense. Il suo stile, diretto e spesso scomodo, continua a generare dibattito su limiti dell’umorismo, libertà d’espressione e sensibilità sociale.

Con le sue ultime dichiarazioni su Trump, il comico dimostra di non voler abbandonare la sua vena critica, spostando il focus su argomenti di forte rilevanza politica e culturale.

Che si tratti di una provocazione o di una riflessione genuina, Gillis continua a muoversi sul confine tra satira e polemica, mantenendo vivo l’interesse — e la controversia — intorno al suo nome.

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