Gli sviluppatori di Team Cherry appartengono a una generazione di giocatori cresciuta in un’epoca in cui i videogiochi custodivano ancora un’aura di mistero. Prima che Internet e i social media rendessero ogni segreto accessibile in pochi minuti, l’esperienza ludica era un viaggio di scoperta personale, fatto di tentativi, passaparola e meraviglia. Con Hollow Knight: Silksong, il team australiano vuole recuperare proprio quella sensazione perduta: la possibilità di esplorare un mondo senza che una guida online ne sveli ogni dettaglio.
“Vogliamo che il giocatore riscopra il mistero”
In un’intervista all’ACMI (Australian Centre for the Moving Image) di Melbourne — pubblicata anche in versione cartacea — Ari Gibson, co-direttore di Team Cherry insieme a William Pellen, ha raccontato la filosofia alla base del progetto. Entrambi condividono un approccio alla progettazione che mette al centro la scoperta spontanea.
Gibson ha ricordato i tempi in cui i segreti dei videogiochi si tramandavano tra amici, spesso con un tono leggendario:
“Eravamo in un’epoca prima di Internet, e tutto quello che potevi scoprire proveniva dal passaparola tra amici a scuola. Si aveva la sensazione che ci potessero essere tante cose nascoste nei giochi, ancora da scoprire.”
Un’epoca in cui i giocatori dovevano esplorare e sperimentare per trovare la strada giusta, senza alcuna certezza su cosa li aspettasse.
L’arte di costruire mondi che invitano all’esplorazione
Pellen ha spiegato che questo approccio nasce dal desiderio di creare ambienti vivi, densi di segreti e scoperte. Silksong, come il suo predecessore Hollow Knight, è costruito intorno a un mondo complesso da esplorare, popolato da personaggi enigmatici e creature che contribuiscono alla costruzione di una mappa mentale del regno.
“Sono giochi che ti invitano a immaginare, a toccare con mano il mondo, a sperimentarne i dettagli,” ha detto Pellen, sottolineando come la scoperta sia parte integrante dell’esperienza narrativa.
Gibson ha poi aggiunto che oggi è sempre più difficile preservare il mistero, poiché i contenuti di un videogioco possono essere decompilati e analizzati nel giro di poche ore. “Le persone non riescono più ad avere quella stessa esperienza mistica,” ha osservato, “quando tutto diventa accessibile praticamente in un giorno.”
Hornet e il senso della scoperta condivisa
Per mantenere viva la meraviglia, Team Cherry ha scelto di intrecciare la prospettiva della protagonista, Hornet, con quella del giocatore. L’obiettivo è far sì che entrambi scoprano il mondo nello stesso istante, condividendo stupore e curiosità.
“Quando Hornet scopre qualcosa, anche il giocatore lo fa nello stesso momento, come se fosse la prima volta,” ha spiegato Gibson.
Questo legame diretto tra personaggio e utente permette di ricreare l’esperienza di scoperta genuina tipica dei giochi pre-digitali, in cui ogni passo era un’avventura e ogni indizio aveva un peso reale.
Un equilibrio tra tradizione e innovazione
Pur consapevoli delle trasformazioni portate dalla rete, gli sviluppatori di Team Cherry continuano a credere che il mistero sia una componente essenziale dell’immersività videoludica. L’obiettivo è quello di progettare esperienze che incoraggino il giocatore a esplorare per conto proprio, senza affidarsi costantemente a guide o spoiler online.
Gibson ha anche accennato al futuro della serie, lasciando intendere che eventuali nuovi capitoli di Hollow Knight dovranno coexist senza che uno indebolisca l’altro:
“Se mai ci saranno altri Hollow Knight, vorremmo che potessero coesistere, e che non importi in quale ordine vengano giocati.”
Questa filosofia punta a creare un universo coerente e ricco di fascino, in cui ogni avventura mantiene la propria identità e unicità.
Tornare a un’esperienza più autentica
Il desiderio di Team Cherry è dunque quello di ricreare il senso di scoperta dei videogiochi dell’infanzia, quando l’unico modo per svelare i segreti era parlarne tra amici o provare ancora e ancora. Nonostante la modernità renda tutto immediatamente accessibile, gli sviluppatori vogliono offrire ai giocatori un’esperienza più lenta, più intima e più personale.
Con Silksong, Team Cherry intende dimostrare che l’esplorazione, la curiosità e l’immaginazione possono ancora esistere in un’epoca dominata dalle informazioni istantanee. Il mistero, anche oggi, resta una delle forze più potenti del videogioco.








