Meta posticipa il visore XR “Phoenix” al 2027 e prepara un Quest di fascia alta: cosa rivelano i nuovi memo interni

Meta rinvia il visore XR “Phoenix” al 2027 e lavora a un nuovo Quest di fascia alta, secondo memo interni che delineano una roadmap più cauta e focalizzata sulla qualità.

Giorgio Fabrizi
Giorgio Fabrizi
Fondatore e Editor-in-Chief di Galaxy Addicted e admin di Star Wars Fans Italia, il gruppo Facebook a tema Star Wars più grande d'Italia. Amante della Galassia Lontana Lontana, nonché collezionista compulsivo di giocattoli di Guerre Stellari.

Secondo nuove indiscrezioni, Meta avrebbe modificato la propria roadmap hardware, rinviando il lancio di un visore XR collegato a un puck di calcolo esterno. Nel frattempo, l’azienda starebbe lavorando a un nuovo modello Quest descritto internamente come un “significativo aggiornamento” rispetto all’attuale generazione.

Il dispositivo, noto con il nome in codice “Phoenix”, era inizialmente previsto per la seconda metà del 2026 e avrebbe adottato un design simile a un paio di occhiali, delegando la gestione della potenza di calcolo e della batteria a un puck compatto. Tuttavia, come riportato da Business Insider, una revisione ufficiale della tabella di marcia ha spostato il lancio alla prima metà del 2027, segnando un cambiamento strategico rilevante.

I memo interni: sostenibilità del progetto e tempi più estesi

La decisione è stata comunicata da Maher Saba, vicepresidente della Reality Labs Foundation, tramite un memo interno del 4 dicembre. Saba ha spiegato che il rinvio deriva da un confronto tra i dirigenti di Reality Labs e Mark Zuckerberg, ponendo l’accento sulla necessità di rendere il progetto “sostenibile dal punto di vista business” e di prendersi il tempo necessario per garantire un’esperienza di qualità superiore.

Saba ha specificato che l’obiettivo è concentrarsi “sull’efficacia aziendale e sulla cura dei dettagli, anche se questo richiederà più tempo”. Ha inoltre chiarito che l’estensione delle tempistiche non implica l’aggiunta di nuove funzioni, ma la volontà di consegnare un prodotto più maturo e affidabile.

Un secondo memo, firmato dai responsabili del metaverse Gabriel Aul e Ryan Cairns, evidenzia come il posticipo consenta al team di “avere più margine per perfezionare ogni dettaglio”. Le comunicazioni interne parlano di “forte pressione”, di scadenze particolarmente ravvicinate e di importanti modifiche alle componenti dell’interfaccia utente, che richiedono un’accurata revisione prima della fase finale.

Il prossimo Quest: un upgrade di fascia alta

In parallelo, Meta continua a lavorare al nuovo Quest, definito come un miglioramento significativo dell’attuale generazione. Secondo Business Insider, il dispositivo si concentrerà soprattutto sull’esperienza di gaming immersivo e offrirà miglioramenti strutturali importanti, con ricadute positive anche sull’unit economics.

Pur in assenza di dettagli precisi, si parla di un prodotto di fascia alta, con un prezzo compreso tra 800 e 1.000 dollari, pensato per mantenere gli utenti più fedeli all’ecosistema Quest e per competere con i nuovi arrivati del settore, tra cui Samsung (Galaxy XR), Valve (Steam Frame) e Apple (Vision Pro M5).

Meta starebbe inoltre valutando il lancio di una versione “limited edition” di un dispositivo XR, nome in codice “Malibu 2”, con uscita prevista nel 2026. I dettagli, per il momento, rimangono scarsi.

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Una strategia flessibile e in continua evoluzione

La roadmap futura appare ancora fluida. Meta, come suggeriscono i leak degli ultimi anni, tende a sviluppare e testare più prototipi in parallelo, scegliendo solo in un secondo momento quello più adatto alla commercializzazione. In questo scenario si inserisce anche il possibile Quest 3S, che potrebbe avvicinarsi alla fascia dei 300 dollari principalmente attraverso sconti e promozioni, pur rimanendo un modello dal profilo ancora poco definito.

Sul versante premium, invece, resta aperta la possibilità di un Quest Pro 2, anche se la sua collocazione nel mercato dipenderà dal livello di competizione con i dispositivi più potenti delle aziende rivali.

L’obiettivo prioritario sembra comunque quello di proporre un visore di fascia alta — nell’ordine di 800-1.000 dollari — capace di garantire un’esperienza immersiva sofisticata e una maggiore sostenibilità economica. Secondo gli ultimi leak della supply chain, tuttavia, lo sviluppo non avrebbe ancora raggiunto la fase produttiva, suggerendo un’attesa di almeno un altro anno prima di un lancio ufficiale.

Un mercato in trasformazione

Il panorama XR, destinato a evolversi rapidamente nei prossimi anni, rimane altamente competitivo e in continuo mutamento. Meta si muove nel tentativo di bilanciare innovazione, sostenibilità economica e mantenimento della propria base utenti, esplorando soluzioni differenti per intercettare pubblici e fasce di prezzo eterogenee.

Le prossime mosse dell’azienda restano quindi oggetto di grande attenzione, mentre la fase di sviluppo di “Phoenix” e dei futuri Quest continua a essere caratterizzata da complessità, revisioni interne e scenari ancora da definire.

Fonte: Road to VR

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