A distanza di oltre un anno dalla prima valutazione e a pochi giorni dalla presentazione dell’ultimo capitolo della saga, Larian Studios ha annunciato ufficialmente l’arrivo di Divinity: Original Sin 2 sulle console di nuova generazione. Una mossa che arriva in un momento particolarmente significativo per lo studio belga, con l’attenzione del pubblico ancora fortemente concentrata su Baldur’s Gate 3, titolo che ha definitivamente consacrato Larian tra gli sviluppatori di riferimento nel panorama degli RPG occidentali, in modo non dissimile da quanto avvenuto in passato con CD Projekt Red e The Witcher 3.
Il ritorno di Divinity: Original Sin 2 su hardware più moderno ha immediatamente suscitato interesse, soprattutto tra quei giocatori che desiderano riscoprire le radici creative dello studio o approfondire un capitolo considerato ancora oggi uno dei migliori giochi di ruolo degli ultimi anni. Pubblicato originariamente nel 2017, il titolo è diventato un punto di riferimento per chi apprezza sistemi di combattimento profondi, libertà di scelta e una struttura narrativa fortemente reattiva alle decisioni del giocatore.
Una Definitive Edition pensata per l’hardware moderno
La nuova pubblicazione riguarda PlayStation 5, Xbox Series X/S e Nintendo Switch 2, ed è stata presentata come una Definitive Edition pensata per sfruttare al meglio le capacità delle piattaforme attuali. Non si tratta di un semplice port tecnico, ma di una versione ottimizzata sotto il profilo grafico e prestazionale, con miglioramenti evidenti rispetto alle edizioni console precedenti.
Uno degli aspetti più rilevanti riguarda il framerate, che ora risulta sensibilmente più stabile e fluido rispetto alle versioni limitate a 30 fps su PlayStation 4, Xbox One e Switch. Anche la qualità visiva beneficia di un upgrade generale, con una resa più pulita e definita, particolarmente evidente sulle console più potenti.
Per quanto riguarda Nintendo Switch 2, Larian ha confermato una risoluzione più elevata e una fluidità migliorata rispetto alla precedente edizione per Switch. Le informazioni disponibili suggeriscono un lavoro mirato soprattutto sulle prestazioni, più che su un ripensamento profondo del comparto tecnico o artistico.

Nessun nuovo contenuto, ma un’esperienza più solida
È importante chiarire che questa nuova edizione non introduce contenuti inediti, né modifiche sostanziali al gameplay. Trailer e FAQ ufficiali confermano che l’obiettivo principale è stato quello di rendere l’esperienza più fluida e gradevole su hardware moderno, senza intervenire sulla struttura del gioco o sulla sua progressione.
Non sono stati annunciati nuovi sistemi, missioni aggiuntive o revisioni delle meccaniche esistenti. Anche il supporto a controlli alternativi, come mouse e tastiera su console, non è previsto, nemmeno su Switch 2. Una scelta che indica come questa riedizione sia pensata soprattutto come un affinamento tecnico, più che come una reinterpretazione del titolo.
Aggiornamento gratuito e politiche di fidelizzazione
Un altro elemento di rilievo riguarda la politica di upgrade. Chi possiede già Divinity: Original Sin 2 su PlayStation 4, Xbox One o Nintendo Switch può accedere alla nuova versione gratuitamente, una decisione che rafforza il rapporto di fiducia tra Larian e la propria community.
Fanno eccezione alcune regioni specifiche, come il Giappone, dove l’aggiornamento sulle console di nuova generazione prevede un costo simbolico di 100 yen. Una scelta che rientra comunque in pratiche già adottate da altri publisher e che non altera il quadro complessivo di un’operazione orientata alla fidelizzazione dei giocatori.
Un titolo autonomo, ma ricco di rimandi
Larian ha inoltre ribadito che Divinity: Original Sin 2 può essere giocato senza alcuna conoscenza pregressa della saga. La trama è infatti autonoma, pur inserendosi nello stesso universo narrativo. Allo stesso tempo, chi ha già familiarità con i capitoli precedenti potrà cogliere riferimenti, tematiche ricorrenti e sfumature nei personaggi che arricchiscono ulteriormente l’esperienza.
Questa impostazione rende il gioco accessibile ai nuovi arrivati, ma allo stesso tempo gratificante per i fan storici, che possono leggere alcuni eventi e dinamiche con maggiore profondità.
Un ritorno che intercetta un nuovo interesse
Non è un caso che il rilancio di Divinity: Original Sin 2 avvenga proprio ora. Dopo la rivelazione del nuovo RPG di Larian ai The Game Awards, la serie Divinity ha registrato un aumento significativo di giocatori su Steam, segno di un rinnovato interesse verso i titoli precedenti dello studio.
In questo contesto, la disponibilità del gioco su console di nuova generazione rappresenta un’opportunità concreta sia per i veterani, desiderosi di riscoprire un classico in una veste più fluida, sia per chi si è avvicinato a Larian solo di recente grazie al successo di Baldur’s Gate 3.
In definitiva, l’arrivo di Divinity: Original Sin 2 sulle piattaforme moderne non rivoluziona il gioco, ma ne rafforza la longevità, offrendo la versione tecnicamente più solida di un RPG che continua a distinguersi per profondità, libertà e qualità della scrittura. Un ritorno che, pur senza clamore, conferma ancora una volta la solidità del catalogo Larian.







