Il 2025 si è chiuso in modo silenzioso ma problematico per Disney, che ha archiviato l’anno con una serie di risultati al botteghino ben lontani dalle aspettative. Quella che un tempo sarebbe stata considerata una stagione quasi “blindata” per la major statunitense si è trasformata in una delle annate più difficili degli ultimi decenni, con almeno nove produzioni finite sotto la soglia della redditività. Un dato che pesa ancora di più se si considera come, prima del 2020, molti di questi progetti sarebbero stati dati per vincenti senza particolari esitazioni.
L’ultima uscita dell’anno è passata praticamente inosservata, con un impatto commerciale minimo, contribuendo a delineare un quadro complessivo fatto di occasioni mancate e di una crescente incertezza sulle strategie produttive e distributive dello studio.
Un finale salvato solo in parte da Avatar
Disney può comunque contare su un risultato di segno opposto grazie a Avatar: Fire and Ash, che dovrebbe chiudere la sua corsa con almeno un miliardo di dollari di incassi complessivi. Un traguardo importante, ma arrivato troppo tardi per compensare una lunga sequenza di insuccessi che ha caratterizzato la maggior parte delle uscite dell’anno.
Tra i casi più recenti figura Ella McCay, distribuito da 20th Century Studios il 12 dicembre. Il film, scritto e diretto dall’ottantacinquenne James L. Brooks, ha incassato appena due milioni di dollari nel weekend di apertura. Un risultato inferiore persino alle stime più prudenti, che lo colloca tra le delusioni più evidenti di un’annata già segnata da numeri deludenti.
Nonostante un cast di rilievo, che include Emma Mackey, Jamie Lee Curtis, Kumail Nanjiani, Ayo Edebiri, Rebecca Hall e Woody Harrelson, il film si è aggiunto alla lunga lista dei flop Disney del 2025, dimostrando come nemmeno nomi affermati riescano più a garantire il successo automatico.
I grandi titoli che hanno deluso

Tra gli insuccessi più eclatanti spicca Snow White, remake live action della celebre fiaba. Diretto da Marc Webb e interpretato da Rachel Zegler e Gal Gadot, il film è stato accompagnato da polemiche sin dall’annuncio. Le discussioni sulle scelte di casting, sull’aggiornamento del racconto classico e sulla rappresentazione dei Sette Nani hanno progressivamente eroso la fiducia del pubblico.
Con un costo stimato intorno ai 270 milioni di dollari, il risultato finale è apparso particolarmente deludente, trasformando quello che doveva essere un titolo sicuro in uno dei maggiori fallimenti dell’anno.
Un percorso simile ha riguardato Captain America: Brave New World, uscito dopo una produzione complessa e numerosi rinvii. Privo del traino mediatico di successi precedenti come Deadpool & Wolverine del 2024, il film ha chiuso con circa 88,8 milioni di dollari nel mercato domestico e circa 415 milioni a livello globale. Numeri che, per uno dei marchi di punta del Marvel Cinematic Universe, sono stati letti più come una battuta d’arresto che come un risultato soddisfacente.
Ancora più sorprendente è stato il caso di Thunderbolts. Il film dei Marvel Studios ha raccolto recensioni tra le più positive degli ultimi anni per una produzione MCU, ma non è riuscito a tradurre l’apprezzamento critico in successo commerciale. Con circa 382 milioni di dollari globali a fronte di un budget di 180 milioni, il titolo ha messo in luce una frattura sempre più evidente tra consenso e incassi, segnale di una possibile “fatica da franchise” da parte del pubblico.

Pixar, streaming e nuovi equilibri
Elio, produzione Pixar, ha incassato poco più di 154 milioni di dollari a livello mondiale, collocandosi tra le uscite meno performanti dello studio nel 2025. Il dato, tuttavia, assume una sfumatura diversa se si osserva il rendimento su Disney+, dove il film ha registrato una rapida ascesa nelle classifiche di visualizzazione in diversi Paesi.
Questo fenomeno evidenzia una trasformazione ormai strutturale: il fallimento in sala non equivale più automaticamente al disinteresse del pubblico. Le abitudini di fruizione, influenzate in modo duraturo dall’epoca pandemica, sembrano premiare sempre più la visione domestica, soprattutto per i contenuti familiari.
Altri flop tra biopic e sequel attesi
Tra le delusioni figura anche Springsteen: Deliver Me from Nowhere, biopic distribuito da 20th Century Studios e interpretato da Jeremy Allen White. Con soli 22,6 milioni di dollari nel mercato domestico, il film ha confermato le previsioni negative degli analisti. Il confronto con A Complete Unknown, biopic su Bob Dylan interpretato da Timothée Chalamet, che nel 2024 aveva raggiunto i 75 milioni in patria, evidenzia quanto approccio e posizionamento possano incidere sui risultati.
Deludente anche Tron: Ares, che ha totalizzato circa 142,2 milioni di dollari globali, un risultato modesto per un sequel ad alto budget. Disney ha in parte ridimensionato l’impatto finanziario considerando il film come veicolo promozionale per le attrazioni a tema TRON nei parchi di Shanghai e Florida, ma restano dubbi sul futuro del franchise.
The Amateur, thriller con Rami Malek, ha incassato circa 96 milioni di dollari contro un budget di 60 milioni, rivelandosi sotto le aspettative. Un esito che riflette la crescente difficoltà del genere a imporsi in sala, a vantaggio dello streaming. Infine, The Roses, con Benedict Cumberbatch e Olivia Colman, non è riuscito a capitalizzare il proprio prestigio artistico, fermandosi a 15,2 milioni di dollari nel mercato domestico.
Nel complesso, il 2025 ha messo in evidenza una fase di forte transizione per Disney. Anche con marchi iconici come Marvel e Pixar, l’anno appena concluso mostra un pubblico più selettivo e un mercato sempre meno prevedibile. Una situazione che impone riflessioni profonde su modelli produttivi, distribuzione e rapporto tra sala e piattaforme digitali.






