Josef Fares teme per il futuro dei giochi AAA: i titoli AA mettono in discussione il modello tradizionale

Josef Fares esprime dubbi sul futuro dei giochi AAA, mentre i titoli AA guadagnano spazio grazie a costi ridotti e maggiore libertà creativa.

Marco Vescovi
Marco Vescovi
Appassionato di open world, indie e lore appassionanti, ma anche di Fantascienza e mondi fantastici.
Josef Fares teme per il futuro dei giochi AAA: i titoli AA mettono in discussione il modello tradizionale

Il regista di Split Fiction e It Takes Two, Josef Fares, guarda con una certa preoccupazione all’evoluzione dell’industria videoludica, in particolare al futuro dei giochi AAA. Secondo il creativo, la crescente affermazione dei titoli di fascia medio-alta, comunemente definiti AA, potrebbe mettere in difficoltà il modello produttivo dei grandi blockbuster, incidendo sulle scelte di investimento e sul tipo di esperienze che verranno proposte ai giocatori.

In un’intervista rilasciata a The Game Business, Fares ha osservato come il successo di produzioni AA recenti stia dimostrando che è possibile ottenere consenso critico e attenzione mediatica senza ricorrere a budget colossali. Tra gli esempi citati rientra Clair Obscur: Expedition 33, titolo che ha raccolto numerosi riconoscimenti ai Game Awards 2025, diventando un caso emblematico di questo trend.

L’importanza dei blockbuster per l’industria

Pur riconoscendo il valore delle produzioni AA, Fares non nasconde il proprio attaccamento ai grandi giochi ad alto budget. «Non potrei vivere senza un titolo AAA. Desidero profondamente giocare ai blockbuster», ha dichiarato, sottolineando come queste produzioni restino fondamentali per l’identità e l’ambizione del medium.

Il contesto in cui si inseriscono queste riflessioni è quello di un’industria in fase di ridimensionamento, segnata da licenziamenti e ristrutturazioni che hanno coinvolto realtà di primo piano come Electronic Arts, Ubisoft, Take-Two Interactive, così come le divisioni gaming di Xbox e PlayStation. Una situazione che alimenta interrogativi sul rapporto tra costi di sviluppo sempre più elevati e sostenibilità economica.

Più libertà creativa nei progetti AA

Secondo Fares, uno dei motivi per cui i giochi AA stanno emergendo con forza risiede nella maggiore libertà creativa concessa agli studi con budget più contenuti. Questi team, non essendo sottoposti alle stesse pressioni degli investitori, possono permettersi di sperimentare di più e di assumere rischi che sarebbero difficilmente giustificabili in produzioni da centinaia di milioni di dollari.

Al tempo stesso, il regista ha voluto evitare una lettura semplicistica del fenomeno. A suo avviso, il problema non è il budget in sé, ma il modo in cui viene gestito. Esistono infatti esempi virtuosi di studi AAA che continuano a innovare nonostante le dimensioni dei loro progetti.

Gli esempi virtuosi del mondo AAA

Tra le realtà citate positivamente da Fares spiccano Naughty Dog, Rockstar Games e Nintendo. «Direi che Naughty Dog sta spingendo i confini dell’innovazione con un budget AAA. Anche Rockstar, Nintendo e in generale molte delle grandi case di sviluppo lavorano in questa direzione. È possibile creare un grande titolo AAA e comunque assumersi rischi innovativi», ha affermato.

Fares ha però evidenziato come il superamento della soglia dei 100 milioni di dollari di budget rappresenti spesso un punto critico. «Una volta superato quel limite, si pensa: “Ok, c’è un sacco di soldi in gioco”, e di conseguenza si diventa più timorosi», ha spiegato. Nonostante ciò, esempi come The Last of Us Parte II dimostrano che anche all’interno di produzioni mastodontiche è possibile portare avanti scelte narrative e ludiche coraggiose. Lo stesso discorso vale per il prossimo Grand Theft Auto VI, attualmente in sviluppo.

Hazelight e il futuro del co-op locale

Guardando invece al futuro di Hazelight Studios, Fares e il suo team sembrano determinati a proseguire su una strada ben precisa: quella del multiplayer cooperativo locale. Una filosofia ribadita anche dal COO Oskar Wolontis, che ha recentemente dichiarato: «Finché ci sarà un divano, ci sarà sempre bisogno del co-op sullo stesso schermo».

Questa scelta rappresenta una presa di posizione chiara in un mercato sempre più orientato verso il gioco online e i servizi live. Hazelight continua invece a puntare sull’esperienza condivisa nello stesso spazio fisico, considerandola un elemento distintivo e irrinunciabile.

Un equilibrio ancora da trovare

Le parole di Josef Fares riflettono una visione lucida e non priva di ambivalenze. Da un lato, la crescita dei giochi AA dimostra che l’innovazione non è necessariamente legata a budget smisurati; dall’altro, i titoli AAA restano un pilastro fondamentale dell’industria, capaci di spingere tecnologia, ambizione e visibilità mediatica.

Il futuro dei videogiochi sembra quindi legato alla capacità di trovare un equilibrio tra questi due mondi. Molto dipenderà dalle scelte dei grandi publisher e dalla volontà di continuare a sostenere progetti ambiziosi senza rinunciare al coraggio creativo che ha sempre alimentato il medium.

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