Una nuova fase di riorganizzazione sembra profilarsi per Meta, con un possibile ridimensionamento significativo della divisione Reality Labs. Secondo quanto emerso da un’indiscrezione del New York Times, l’azienda starebbe valutando una riduzione di circa il 10 per cento del personale impiegato nei team XR, una mossa che potrebbe coinvolgere oltre 1.500 dipendenti su un totale stimato di circa 15.000 addetti.
La notizia, che al momento non ha ancora ricevuto conferme ufficiali, si inserisce in un più ampio ri-orientamento strategico. Meta sembrerebbe infatti intenzionata a concentrare maggiormente risorse e investimenti su settori considerati più promettenti, come l’intelligenza artificiale e il mercato degli occhiali intelligenti, ridimensionando al contempo l’impegno diretto nella realtà virtuale e nel metaverse.
I team coinvolti e l’incontro chiave di gennaio
Secondo fonti interne, i tagli potrebbero interessare sia i gruppi impegnati nello sviluppo di dispositivi VR di nuova generazione, sia i team dedicati alle piattaforme social in realtà virtuale, con un riferimento implicito a Horizon Worlds. Il contesto è reso ancora più significativo da un incontro aziendale previsto per il 14 gennaio, descritto come uno dei più rilevanti dell’anno.
All’appuntamento prenderà parte anche il Chief Technology Officer Andrew Bosworth, e non è escluso che l’evento venga utilizzato per chiarire la portata della ristrutturazione e le priorità strategiche a medio e lungo termine. Tra gli obiettivi, vi sarebbe anche quello di rassicurare i dipendenti in una fase di evidente transizione interna.
Meno VR, più occhiali indossabili
Negli ultimi due anni Meta ha progressivamente ridotto l’esposizione economica nel settore VR. La promozione di titoli esclusivi per Oculus è stata sospesa e diversi team legati allo sviluppo di contenuti sono stati ridimensionati o chiusi. Tra questi figurano Oculus Studios e il team responsabile di Supernatural.

A questa strategia si aggiungono le chiusure di studi di sviluppo come Ready at Dawn nel 2024, noto per Lone Echo ed Echo Arena, e Downpour Interactive nel 2025, autore di Onward. Segnali che confermano una progressiva ritirata da un segmento che, nonostante l’entusiasmo iniziale, non ha prodotto ritorni economici proporzionati agli investimenti.
Perdite elevate e cautela degli investitori
Dal punto di vista finanziario, i progetti legati alla realtà virtuale e al metaverse continuano a rappresentare un punto critico. I costi sostenuti da Reality Labs hanno spesso generato perdite nette di miliardi di dollari su base trimestrale, alimentando lo scetticismo degli investitori. A fronte di budget molto elevati, il settore non è ancora riuscito a dimostrare la capacità di generare profitti sostenibili nel medio periodo.
Questo scenario ha spinto Meta a riconsiderare le proprie priorità, puntando su aree con una curva di adozione più concreta e meno dipendente dalla creazione di ecosistemi complessi e costosi.
Il caso Ray-Ban Meta e il modello più sostenibile
Un esempio emblematico di questo cambio di rotta è rappresentato dagli occhiali intelligenti Ray-Ban Meta, sviluppati in collaborazione con EssilorLuxottica. Questo segmento ha ottenuto risultati decisamente più incoraggianti rispetto alla VR, anche grazie a un modello industriale e commerciale più snello.
Gli occhiali non richiedono ingenti investimenti in contenuti esclusivi, né infrastrutture retail dedicate o eventi di lancio su larga scala. Inoltre, l’assenza di un vero e proprio app store riduce ulteriormente i costi: il software è attualmente controllato direttamente da Meta, anche se questo approccio potrebbe evolvere con l’arrivo dei prossimi occhiali AR, attesi indicativamente entro il prossimo anno.
EssilorLuxottica ha anticipato una capacità produttiva futura che potrebbe arrivare a 10 milioni di unità all’anno, un volume nettamente superiore ai circa due milioni di dispositivi Ray-Ban Meta venduti dal lancio nel 2023. Numeri che evidenziano un potenziale di mercato ben più solido rispetto a quello attuale della VR consumer.
Una ristrutturazione che guarda al pragmatismo
Nel complesso, i segnali indicano un chiaro riorientamento delle risorse di Meta verso settori percepiti come più maturi, scalabili e meno rischiosi. La riduzione del personale in Reality Labs, se confermata, rappresenterebbe un ulteriore passo in questa direzione, segnando una fase di maggiore pragmatismo dopo anni di investimenti aggressivi nel metaverse.
Resta ora da attendere una comunicazione ufficiale che chiarisca entità e tempistiche dei tagli, oltre alla visione futura dell’azienda sui progetti XR. La sensazione è che Meta stia cercando di riequilibrare ambizione e sostenibilità, concentrandosi su prodotti con un potenziale di mercato più immediato e misurabile.






