Superman di James Gunn e l’eredità di Smallville: perché la serie cult è ancora centrale

Il nuovo Superman di James Gunn deve molto a Smallville, la serie cult che ha ridefinito Clark Kent e che oggi vive una nuova rinascita globale.

Chiara Bianchi
Chiara Bianchi
Appassionata di cinema e di tutto ciò che ruota intorno alla settima arte. Racconto di film, registi e tendenze con uno sguardo critico ma sempre accessibile.

Il Superman diretto da James Gunn, previsto per il 2025, viene già descritto come una rilettura fresca e consapevole dell’Uomo d’Acciaio. Dietro questa operazione di rilancio, però, il regista e sceneggiatore ha riconosciuto apertamente un debito importante nei confronti di Smallville, la serie televisiva che, a distanza di oltre vent’anni dal debutto, sta vivendo una nuova fase di popolarità globale.

Gunn non ha mai nascosto quanto Smallville abbia inciso sulla sua idea di Superman. Anzi, ha più volte sottolineato come lo show rappresenti uno dei modelli più efficaci nel raccontare il lato umano di Clark Kent, elemento che il nuovo film intende riportare al centro dopo anni di interpretazioni più cupe e distaccate.

Superman di James Gunn e l’eredità di Smallville: perché la serie cult è ancora centrale

Una serie in anticipo sui tempi

Debuttata nell’ottobre 2001 sull’emittente The WB, Smallville ha segnato una svolta nel modo di raccontare i supereroi in televisione. Per la prima volta, Clark Kent veniva presentato non come un’icona già definita, ma come un ragazzo alle prese con problemi quotidiani, relazioni complesse e scelte difficili. Il cuore della serie non erano i poteri, bensì il percorso che porta un giovane uomo a diventare Superman.

Interpretato da Tom Welling, questo Clark Kent incarnava un’idea di eroismo costruita lentamente, fatta di errori, dubbi e responsabilità crescenti. Un approccio che oggi appare naturale, ma che all’epoca risultava sorprendentemente innovativo.

L’influenza su un intero genere

Negli ultimi dieci anni, le serie di supereroi hanno raggiunto livelli qualitativi molto elevati, soprattutto sulle piattaforme streaming. Tuttavia, Smallville aveva già tracciato una strada precisa, anticipando quel realismo emotivo che sarebbe poi diventato centrale nel genere. Senza il suo esempio, è difficile immaginare lo sviluppo di show come The Boys, Daredevil o Invincible, tutti accomunati da un’attenzione particolare alla psicologia dei personaggi.

La longevità di Smallville – dieci stagioni fino al 2011 – ne ha consolidato lo status di serie cult, rafforzato negli anni dalla syndication e dalla continua riscoperta da parte di nuovi spettatori.

Il legame diretto con il Superman di Gunn

James Gunn ha riconosciuto apertamente che il suo Superman deve molto a Smallville, non solo a livello tematico, ma anche nelle scelte narrative. Alcuni dettagli sono particolarmente indicativi, come il mantenimento del nome LuthorCorp per l’azienda di Lex Luthor, oppure l’idea che Clark scelga consapevolmente di diventare Superman, invece di essere spinto dagli eventi.

Questo approccio restituisce al personaggio una maggiore agency morale, rendendo la trasformazione in eroe una decisione personale, coerente con l’eredità lasciata dalla serie televisiva.

Un ritorno a toni più luminosi

Dal punto di vista visivo e tonale, il film del 2025 sembra distanziarsi nettamente dalle interpretazioni più oscure degli anni 2010, in particolare da quelle associate al ciclo cinematografico di Zack Snyder. Gunn punta invece su colori più accesi, atmosfere luminose e un Superman che ispira fiducia, elementi che richiamano direttamente l’estetica e lo spirito di Smallville.

Alcuni fan hanno già definito questo nuovo corso come una sorta di “stagione 11 ideale”, non tanto per continuità narrativa diretta, quanto per affinità di intenti e sensibilità.

Superman di James Gunn e l’eredità di Smallville: perché la serie cult è ancora centrale

Una rinascita favorita dallo streaming

La recente distribuzione di Smallville su Netflix in diversi Paesi ha contribuito in modo decisivo al ritorno della serie nelle classifiche di visione. Nuove generazioni di spettatori stanno scoprendo uno show capace di bilanciare crescita personale e dimensione supereroistica con una naturalezza ancora oggi sorprendente.

Questa rinnovata attenzione conferma il valore duraturo della serie, che continua a influenzare anche produzioni DC più recenti come Superman & Lois e The Penguin, entrambe debitrici di quell’approccio più intimo e realistico introdotto nei primi anni Duemila.

Un’eredità destinata a durare

Mentre James Gunn lavora al futuro cinematografico di Superman e a un possibile seguito, Man of Tomorrow, previsto per il 2027, Smallville continua a vivere senza bisogno di reboot ufficiali. La scelta di Warner Bros. e DC di non intervenire direttamente sulla serie contribuisce a preservarne lo status di opera rappresentativa di un’epoca pionieristica.

A oltre vent’anni dal debutto, Smallville resta una pietra miliare del racconto supereroistico. La sua influenza sul Superman di James Gunn dimostra come le storie più riuscite non invecchino davvero, ma trovino nuovi modi per dialogare con il presente.

Fonte: screenrant.com

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