CAPE CANAVERAL, Florida — La navetta che trasporterà i prossimi astronauti della NASA verso la Luna è entrata nella fase finale di preparazione. Il razzo Space Launch System (SLS), progettato per supportare la missione Artemis 2, è stato trasferito dall’edificio di assemblaggio al sito di lancio, segnando un passaggio cruciale verso una missione storica che potrebbe partire già nelle prossime settimane.
Nelle prime ore della mattinata, il vettore ha lasciato il Vehicle Assembly Building (VAB) del Kennedy Space Center, percorrendo circa 6,4 chilometri fino al Launch Complex 39B. Il trasferimento rappresenta l’ultimo grande passo logistico prima delle operazioni di preparazione al decollo.
Un passaggio chiave dopo mesi di preparazione
Da oltre un anno e mezzo, ingegneri e tecnici hanno lavorato all’assemblaggio completo di questa versione del razzo SLS, verificando e integrando ogni singolo componente. Il rollout odierno è particolarmente significativo perché il razzo è stato trasportato completamente assemblato, in posizione verticale e già installato sulla piattaforma di lancio mobile.
L’operazione, condotta con estrema precisione, ha richiesto una velocità media di circa 1,6 km/h e una durata complessiva stimata tra le otto e le dieci ore. Una volta posizionato sulla rampa 39B, il razzo entrerà nella fase di test e verifiche finali.
Le caratteristiche del razzo Space Launch System
Il SLS è uno dei vettori più potenti mai realizzati dalla NASA. Alto circa 98 metri e con una massa di circa 2.870 tonnellate a pieno carico, il razzo combina tecnologie derivate dall’era dello Space Shuttle con sistemi di nuova generazione.
La spinta è affidata a due booster a propellente solido, alti circa 54 metri, e a quattro motori RS-25, anch’essi provenienti dal programma shuttle. Insieme, questi sistemi generano circa 8,8 milioni di libbre di spinta al decollo, sufficienti a inviare la capsula Orion e le sue sezioni superiori verso lo spazio profondo.
Test finali e possibili finestre di lancio
Una volta completato il posizionamento sulla rampa, la NASA avvierà una serie di controlli sistemici approfonditi. Tra questi è prevista la wet dress rehearsal, la prova generale del countdown con il rifornimento completo di carburante, che simula tutte le operazioni pre-lancio.
Secondo il programma attuale, questa prova potrebbe svolgersi il 2 febbraio, mentre un primo tentativo di lancio potrebbe essere fissato per il 6 febbraio, qualora tutte le verifiche abbiano esito positivo. Ulteriori finestre si estendono fino all’11 febbraio, con opportunità aggiuntive previste nei mesi di marzo e aprile in caso di rinvii.
Una missione storica per l’esplorazione umana
Artemis 2 segnerà un traguardo fondamentale: sarà la prima missione con equipaggio del programma Artemis e il primo volo umano a bordo della capsula Orion. A differenza delle future missioni lunari, tuttavia, l’equipaggio non entrerà in orbita attorno alla Luna.
Il profilo di volo prevede una traiettoria di ritorno libero, che porterà Orion a compiere un passaggio ravvicinato intorno al satellite sfruttando l’effetto gravitazionale per rientrare verso la Terra. Questa soluzione garantisce un elevato margine di sicurezza, consentendo il ritorno dell’equipaggio anche in caso di anomalie durante la missione.
Il ruolo di Artemis 2 nel programma lunare della NASA
Il lancio di Artemis 2 rappresenta un passaggio essenziale nel percorso che dovrebbe condurre al ritorno dell’uomo sulla superficie lunare. Il successo della missione è infatti un prerequisito fondamentale per Artemis 3, che avrà come obiettivo lo sbarco degli astronauti, in particolare nelle regioni polari della Luna.
Questa missione servirà anche a testare in modo approfondito i sistemi di supporto vitale di Orion, basandosi sull’esperienza maturata con Artemis 1, che nel novembre 2022 ha validato il design del veicolo, pur affrontando ritardi legati a perdite di idrogeno, condizioni meteorologiche avverse e altre criticità tecniche.
Astronauti pronti al decollo
Nel frattempo, l’equipaggio di Artemis 2 ha trascorso gli ultimi mesi al Kennedy Space Center, partecipando a simulazioni di lancio, esercitazioni di emergenza e test operativi. Gli astronauti hanno anche assistito direttamente al rollout del razzo, un momento simbolico che segna l’avvicinarsi concreto della missione.
Come sottolineato da Space.com, la NASA considera questo volo non come una semplice operazione di routine, ma come un passaggio strategico per il futuro dell’esplorazione umana. Se tutto procederà secondo i piani, Artemis 2 potrebbe inaugurare una nuova era di missioni lunari con equipaggio, aprendo la strada a una presenza umana sostenibile e di lungo periodo sul nostro satellite naturale.
Fonte: Space.com
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