Palworld, Pocketpair respinge le accuse di abbandono: la risposta di Bucky Buckley

John “Bucky” Buckley risponde alle accuse di abbandono di Palworld, difendendo il lavoro di Pocketpair tra aggiornamenti, collaborazioni e piani futuri.

Marco Vescovi
Marco Vescovi
Appassionato di open world, indie e lore appassionanti, ma anche di Fantascienza e mondi fantastici.
Palworld, Pocketpair respinge le accuse di abbandono: la risposta di Bucky Buckley

Il responsabile editoriale di Palworld, John Buckley, noto nell’ambiente con il soprannome di “Bucky”, è intervenuto per rispondere alle accuse secondo cui Pocketpair avrebbe progressivamente abbandonato il suo titolo di maggior successo. Secondo Buckley, si tratta di una narrazione priva di fondamento, smentita dai continui aggiornamenti e dalle iniziative che hanno accompagnato il gioco durante l’accesso anticipato.

Le critiche sull’early access e la replica pubblica

La discussione è esplosa sui social, in particolare su X, dove Buckley interviene spesso per commentare temi legati all’industria videoludica. Un utente aveva accusato Pocketpair di non “tenere più” a Palworld, sostenendo che dopo due anni di early access il progetto mostrasse segni evidenti di trascuratezza.

La risposta di Buckley è stata ironica e diretta. Il dirigente ha ricordato come, nel periodo indicato, lo studio abbia pubblicato numerose patch, avviato collaborazioni gratuite e lavorato su due spin-off non ancora annunciati ufficialmente. Nel suo messaggio, ha scritto che Palworld è ancora in accesso anticipato proprio perché il team continua a intervenire sul gioco con aggiornamenti strutturali, definendo sarcasticamente questa fase come “modalità boogeyman”, ovvero un periodo in cui si risolvono problemi e si rifiniscono sistemi.

Ironia e provocazione sul futuro del gioco

Buckley ha poi rincarato la dose con una battuta volutamente provocatoria, ipotizzando cosa significherebbe davvero “non interessarsi” al gioco: rilasciare immediatamente la versione 1.0, introdurre loot box, eliminare la modalità single player, passare a un modello esclusivamente online e chiudere tutto nel giro di dodici mesi. Un paradosso che mira a sottolineare come l’attuale strategia di Pocketpair sia l’esatto opposto di un disimpegno.

Al di là del tono scherzoso, il messaggio centrale resta chiaro: lo studio considera Palworld un progetto vivo e in costante evoluzione, non un prodotto da monetizzare rapidamente per poi abbandonare.

Aggiornamenti, collaborazioni e l’ombra dell’update 1.0

A rafforzare la posizione di Buckley contribuiscono anche i fatti recenti. Pocketpair ha celebrato il secondo anniversario di Palworld mostrando un teaser dell’update 1.0, descritto come il più grande aggiornamento mai realizzato per il gioco. Inoltre, lo studio ha pubblicamente invitato Epic Games a valutare una collaborazione con Fortnite, segnale di una volontà di espansione e visibilità del brand.

Queste iniziative rendono difficile sostenere che lo studio abbia perso interesse per il progetto, anche se l’assenza di una data ufficiale per la versione definitiva continua a generare perplessità in parte della community.

Il precedente Craftopia e le preoccupazioni dei giocatori

Le critiche non nascono però dal nulla. Molti utenti citano come precedente Craftopia, altro titolo di Pocketpair lanciato in accesso anticipato nel 2020 e mai arrivato a una versione 1.0 ufficiale. Secondo alcune analisi di settore, il gioco potrebbe non ricevere mai un aggiornamento definitivo, poiché le risorse dello studio sono oggi concentrate quasi interamente su Palworld.

Questo elemento alimenta il timore che anche Palworld, nonostante il successo, possa restare a lungo in una fase di sviluppo incompleta. Pocketpair, dal canto suo, non ha mai confermato né smentito in modo definitivo questa ipotesi, limitandosi a ribadire le proprie priorità.

La filosofia aziendale di Pocketpair

A completare il quadro c’è anche l’approccio adottato dallo studio sul fronte delle assunzioni. Il CEO di Pocketpair ha dichiarato che l’azienda tende a non assumere candidati che non abbiano una reale familiarità con i videogiochi su Steam. In pratica, chi non ha mai giocato un titolo sulla piattaforma difficilmente supera le prime fasi di selezione.

Questa politica riflette la volontà di costruire team composti da sviluppatori e collaboratori già immersi nella cultura PC e nei meccanismi dei giochi live service, come quelli su cui si basa Palworld.

Un progetto ancora al centro delle strategie

In definitiva, le dichiarazioni di John “Bucky” Buckley e le attività recenti di Pocketpair indicano che Palworld rimane una priorità per lo studio. Le critiche sul lungo periodo di accesso anticipato e il confronto con Craftopia restano legittime, ma parlare di abbandono appare, allo stato attuale, eccessivo.

Il futuro del gioco dipenderà dalla capacità di Pocketpair di trasformare l’attenzione e il supporto continui in un rilascio definitivo convincente. Fino ad allora, Palworld continua a muoversi su un equilibrio delicato tra sviluppo prolungato, aspettative della community e ambizioni di espansione del franchise.

Fonte: GamesRadar

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