Ashes of Creation, futuro sempre più incerto: tra dimissioni, licenziamenti e rimborsi su Steam

Ashes of Creation è travolto da dimissioni e licenziamenti. Alcuni utenti stanno ottenendo rimborsi su Steam, mentre il futuro dell’MMORPG appare sempre più incerto.

Marco Vescovi
Marco Vescovi
Appassionato di open world, indie e lore appassionanti, ma anche di Fantascienza e mondi fantastici.
Ashes of Creation, futuro sempre più incerto: tra dimissioni, licenziamenti e rimborsi su Steam

Il futuro di Ashes of Creation appare oggi estremamente fragile e, secondo alcuni osservatori, persino compromesso. Il celebre MMORPG finanziato tramite Kickstarter è finito al centro di una grave crisi interna che ha acceso l’allarme tra sostenitori e giocatori, molti dei quali si interrogano sulla reale sostenibilità del progetto e sulla possibilità di recuperare il denaro investito, in particolare attraverso i rimborsi su Steam.

La preoccupazione è cresciuta rapidamente nelle ultime settimane, complice una serie di eventi che hanno minato la fiducia nella leadership dello studio e nella continuità dello sviluppo.

Un progetto record nato dal crowdfunding

Per comprendere la portata della situazione, è utile ricordare che Ashes of Creation è stato il MMORPG più finanziato nella storia di Kickstarter, con circa 3,3 milioni di dollari raccolti nel 2017. Forte di questo successo iniziale, il titolo è approdato in accesso anticipato su Steam nel dicembre dello stesso anno, alimentando grandi aspettative tra i sostenitori.

Tuttavia, quello che sembrava un percorso promettente ha subito una brusca inversione di tendenza a causa di una crisi profonda all’interno di Intrepid Studios, lo studio responsabile dello sviluppo.

Dimissioni ai vertici e licenziamenti di massa

L’episodio più grave è stato il ritiro di Steven Sharif, fondatore di Intrepid Studios e direttore creativo del progetto. Sharif ha annunciato pubblicamente di aver lasciato l’incarico in segno di protesta, sostenendo che il Consiglio di Amministrazione avrebbe assunto il controllo dello studio imponendo direttive da lui giudicate eticamente inaccettabili.

Secondo le sue dichiarazioni, alla sua uscita sarebbe seguita una vera e propria emorragia di figure chiave: gran parte della senior leadership avrebbe abbandonato l’azienda, mentre ai dipendenti sarebbero state comunicate imminenti ondate di licenziamenti. Un quadro che ha inevitabilmente sollevato dubbi sulla capacità dello studio di portare avanti un progetto di questa portata.

Il timore che il team non esista più

A rafforzare le preoccupazioni è intervenuta anche Margaret Krohn, ex responsabile delle comunicazioni di Intrepid Studios, che su LinkedIn ha confermato di aver lasciato l’azienda. Nel suo messaggio ha espresso forti dubbi sulla possibilità che il gioco possa continuare “quando il cuore e l’anima del prodotto, ovvero il team di sviluppo, sono stati tutti licenziati”.

Intrepid Studios ha annunciato un futuro aggiornamento rivolto alla community per chiarire la situazione, ma al momento l’incertezza resta alta, soprattutto perché molte delle figure storicamente associate al progetto non fanno più parte dell’organico.

Rimborsi su Steam: una strada possibile?

Il malcontento si riflette anche tra i giocatori che hanno acquistato Ashes of Creation su Steam. Come noto, la piattaforma applica regole piuttosto rigide sui rimborsi, normalmente limitati a giochi posseduti da meno di due settimane e con un tempo di utilizzo inferiore alle due ore. Tuttavia, in casi eccezionali, è possibile ottenere deroghe.

Secondo quanto riportato da GamesRadar+, la vice direttrice delle notizie Catherine Lewis è riuscita a ottenere un rimborso nonostante il superamento delle soglie standard. La procedura consigliata consiste nel compilare una richiesta di assistenza selezionando l’opzione “Ho una domanda riguardo a questo acquisto”, anziché “Richiedi rimborso”, aumentando così le possibilità di dialogare con un operatore umano.

Le testimonianze della community

Su Reddit sono emersi numerosi casi simili. Alcuni utenti hanno raccontato di aver ricevuto il rimborso pur avendo accumulato decine di ore di gioco, grazie a richieste motivate dalla crisi del progetto e dall’incertezza sul suo futuro. In uno dei post più citati si legge: “Steam refund accepted”, a testimonianza di come, almeno in alcune circostanze, la piattaforma stia mostrando flessibilità.

Va però sottolineato che non esiste alcuna garanzia: anche seguendo queste procedure alternative, Steam può rifiutare la richiesta, come previsto dalle sue policy ufficiali.

Un caso emblematico del crowdfunding videoludico

La vicenda di Ashes of Creation rappresenta un esempio emblematico dei rischi legati al crowdfunding applicato ai videogiochi di grandi dimensioni. Promesse ambiziose, cicli di sviluppo lunghissimi e improvvise crisi interne possono trasformare l’entusiasmo iniziale in delusione e sfiducia.

Per chi ha acquistato il gioco su Steam e oggi si sente insoddisfatto, tentare la strada del rimborso rimane una possibilità concreta, seppur non certa. Allo stesso tempo, il caso alimenta un dibattito più ampio sulla tutela dei consumatori e sulla necessità di maggiore trasparenza nei progetti finanziati dal pubblico.

In attesa di comunicazioni ufficiali più dettagliate da parte di Intrepid Studios, il destino di Ashes of Creation resta sospeso, simbolo di quanto fragile possa essere l’equazione tra grandi ambizioni e realtà produttiva.

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