Il futuro di Galaxy Quest continua a essere incerto, ma l’interesse attorno a un possibile sequel o a una serie televisiva non si è mai davvero spento. A riaccendere il dibattito è stato Sam Rockwell, che ha avanzato una proposta sorprendente su chi potrebbe raccogliere l’eredità di Alan Rickman, scomparso nel 2016.
Il film originale, diretto da Dean Parisot e uscito nel 1999, vedeva tra i protagonisti Tim Allen, Sigourney Weaver e lo stesso Rickman nel ruolo di Alexander Dane. Con il tempo, la pellicola è diventata un cult, grazie alla sua parodia affettuosa del mondo di Star Trek e alla capacità di mescolare fantascienza e commedia con intelligenza.
Il nodo irrisolto dopo la morte di Rickman
Nel corso degli anni si sono susseguiti vari tentativi di rilanciare il franchise. Tuttavia, la scomparsa di Rickman ha rappresentato un ostacolo significativo. Alexander Dane, attore shakespeariano costretto a convivere con la fama derivante da una serie sci-fi, era uno dei pilastri emotivi e comici del film.
In un’intervista rilasciata a Liam Crowley di ScreenRant, durante la promozione di Good Luck, Have Fun, Don’t Die, Rockwell ha ammesso di non avere aggiornamenti concreti sul progetto, ma ha riconosciuto che l’assenza di Rickman ha rallentato qualsiasi sviluppo.
“Non so cosa succederà ora, ma dovremmo assolutamente considerare Helen Mirren o qualcun altro. Non ho idea di cosa stia combinando [la serie con Simon Pegg]. Sono disponibile e vorrei farla.”
Una dichiarazione leggera nei toni, ma significativa nel contenuto.
Perché Helen Mirren?
La proposta di Rockwell – ovvero coinvolgere Helen Mirren – appare più come un desiderio personale che come un piano già definito. Tuttavia, l’idea di introdurre una figura autorevole, capace di incarnare il carisma teatrale che Rickman portava in scena, non è priva di logica.
Nel film del 1999, Alexander Dane era chiaramente ispirato a figure come Leonard Nimoy nei panni di Spock o Michael Dorn come Worf nell’universo di Star Trek. Indossava una protesi aliena che contribuiva a rendere ancora più evidente il contrasto tra il suo passato shakespeariano e il ruolo fantascientifico che detestava.
Un’attrice del calibro di Mirren potrebbe interpretare un personaggio completamente nuovo, evitando il confronto diretto con Dane e offrendo al contempo un omaggio indiretto alla sua figura.

I tentativi di rilancio negli anni
Già nei primi anni 2010, Paramount Television aveva manifestato interesse per una serie sequel. L’operazione si è rivelata complessa sia per la necessità di trovare un equilibrio con il cast originale – che include nomi come Tim Allen e Sigourney Weaver – sia per la difficoltà di sostituire un interprete iconico.
Nel tempo, diversi creativi hanno mostrato interesse verso un ritorno di Galaxy Quest, tra cui Paul Scheer, Simon Pegg e Georgia Pritchett. L’ultimo aggiornamento rilevante risale all’estate del 2025, quando, dopo la fusione tra Paramount e Skydance, il progetto risultava ancora in fase di sviluppo attivo presso CBS Studios.
Nel frattempo, anche Benedict Cumberbatch era stato preso in considerazione come possibile “nuova” versione di Dane. A rivelarlo era stata Sigourney Weaver, che aveva definito l’ipotesi curiosa ma anche piuttosto strana, soprattutto in assenza di Rickman.
Un’eredità difficile da raccogliere
L’idea di proseguire Galaxy Quest senza Alan Rickman resta delicata. Il film originale si chiudeva con una sorta di revival della serie fittizia, lasciando aperta la porta a nuovi sviluppi. Tuttavia, qualsiasi progetto futuro dovrà trovare un modo rispettoso per gestire l’assenza di uno dei suoi interpreti più amati.
L’eventuale introduzione di un nuovo personaggio – magari affidato a Helen Mirren – potrebbe rappresentare una soluzione narrativa elegante. Non una sostituzione diretta, ma un’evoluzione dell’universo creato nel 1999, capace di mantenere il tono ironico e meta-televisivo che ha reso il film così apprezzato.
Per ora non esistono conferme ufficiali. Resta, però, la disponibilità dichiarata di Rockwell e l’interesse costante attorno a un franchise che, a distanza di oltre vent’anni, continua a far parlare di sé.






