Manca sempre meno al debutto di Crimson Desert, il nuovo e ambizioso action-RPG open world firmato Pearl Abyss. Con l’avvicinarsi della data di uscita, l’attenzione dei giocatori si è concentrata anche sul modello economico scelto dallo studio coreano. La risposta è arrivata in modo diretto: al lancio non sarà presente alcun marketplace in-game basato su denaro reale.
Il prezzo di acquisto sarà dunque l’unica spesa richiesta per accedere all’esperienza completa ambientata nel vasto continente di Pywel. Una presa di posizione netta, che distingue il titolo da molte produzioni contemporanee.
Un’esperienza premium, senza acquisti aggiuntivi
A chiarire la strategia è stato Will Powers, direttore delle relazioni pubbliche e marketing di Pearl Abyss, intervenuto durante un episodio del podcast Dropped Frames. Il dirigente ha spiegato che Crimson Desert nasce come un prodotto premium, concepito per essere acquistato una sola volta e giocato nella sua interezza senza microtransazioni.
“Questo è il modello”, ha ribadito Powers, sottolineando come la scelta si discosti dai sistemi free-to-play, dove i ricavi vengono spesso generati attraverso acquisti opzionali. In questo caso, invece, l’unica transazione prevista è quella iniziale. Nessun negozio interno, nessun contenuto acquistabile separatamente al day one.
Si tratta di una dichiarazione che punta a rassicurare una parte dell’utenza, sempre più sensibile al tema delle monetizzazioni aggiuntive, soprattutto nei titoli single player o fortemente narrativi.
Pre-ordini e contenuti extra: cosa cambia
Successivamente, attraverso un post pubblicato su Twitter, Powers ha precisato che sono previsti bonus per il pre-ordine, ma che questi non equivalgono a microtransazioni post-lancio. Tra i contenuti confermati figura lo scudo Khaled come omaggio per chi prenota il gioco.
Le edizioni Deluxe e Collector includeranno inoltre oggetti cosmetici esclusivi. Si tratta però di contenuti legati a versioni specifiche del prodotto e non di acquisti frammentati disponibili tramite un marketplace interno dopo l’uscita.
La distinzione è chiara: eventuali extra sono parte di pacchetti predefiniti, non di un sistema di spesa continua integrato nell’esperienza.
Il precedente di Black Desert Online
L’attenzione attorno alla monetizzazione di Crimson Desert nasce anche dai trascorsi dello studio con Black Desert Online, MMORPG free-to-play che ha fatto largo uso di microtransazioni. Pur non essendo state l’unica fonte di profitto, queste hanno rappresentato una componente significativa del modello economico del gioco.
Non sorprende, quindi, che una parte della community abbia manifestato dubbi sulla possibilità che anche il nuovo progetto potesse adottare un sistema simile. In origine concepito come uno spin-off dello stesso universo, Crimson Desert ha poi intrapreso una strada autonoma, sia sotto il profilo narrativo sia per quanto riguarda l’impostazione generale.
Le parole di Powers sembrano voler chiudere definitivamente la questione: al lancio non ci saranno microtransazioni.
Un mondo vasto e ambizioso
Annunciato per la prima volta ai The Game Awards 2020, il progetto ha attraversato un lungo periodo di sviluppo. L’uscita è fissata per il 19 marzo, data che segnerà il debutto ufficiale di uno dei titoli più osservati dell’anno.
Oltre al modello economico, a suscitare interesse sono soprattutto le dimensioni del mondo di gioco. Gli sviluppatori hanno parlato di una mappa grande il doppio rispetto a quella di Skyrim e superiore, per estensione, a quella di Red Dead Redemption 2. Un territorio vasto, che promette esplorazione libera e numerose possibilità di interazione.
Nonostante le dimensioni imponenti, Pearl Abyss assicura che il mondo sarà “incredibilmente interattivo”, con un’attenzione particolare alla varietà delle attività e alla qualità dell’esperienza complessiva.
Un’attesa carica di aspettative
La combinazione tra open world di grandi proporzioni e assenza di microtransazioni al lancio contribuisce a rendere Crimson Desert una delle uscite più attese. La scelta di un modello premium, in un mercato sempre più orientato verso formule ibride o servizi continuativi, rappresenta un elemento distintivo.
Resta ora da vedere se le promesse saranno mantenute e se il titolo riuscirà a coniugare ambizione tecnica, solidità narrativa e rispetto per il tempo – e il portafoglio – dei giocatori. Il 19 marzo sarà il banco di prova definitivo.







