Il sistema solare ha un nuovo visitatore: la cometa C/2024 E1 (Wierzchos). Domani, 17 febbraio, raggiungerà il suo passaggio più ravvicinato alla Terra, evento noto in astronomia come perigeo. Non si tratta di un incontro ravvicinato in senso stretto, ma di un momento interessante per chi segue il cielo notturno.
La possibilità di avvistarla, tuttavia, dipenderà in larga misura dalla posizione geografica dell’osservatore e dagli strumenti a disposizione. Non sarà uno spettacolo evidente a occhio nudo, ma un obiettivo per appassionati attrezzati.
Distanza e sicurezza: nessun rischio per la Terra
Al momento del massimo avvicinamento, C/2024 E1 (Wierzchos) si troverà a circa 151 milioni di chilometri dalla Terra, una distanza paragonabile a quella che separa il nostro pianeta dal Sole. In termini astronomici è un passaggio relativamente vicino, ma non comporta alcun pericolo.
L’evento arriva a meno di un mese dal perielio, avvenuto il 20 gennaio, quando la cometa ha raggiunto il punto più vicino al Sole. In quella fase, il calore della nostra stella ha vaporizzato parte dei materiali ghiacciati presenti nel nucleo, generando la tipica chioma – o coma – composta da gas e polveri. Questa nube riflette la luce solare, aumentando temporaneamente la luminosità dell’oggetto.
Quanto sarà visibile?
Attualmente la cometa presenta una magnitudine intorno a +8,2. Si tratta di un valore superiore alla soglia di visibilità a occhio nudo, che in condizioni ideali di cielo buio si attesta attorno a +6,5. In pratica, senza strumenti ottici l’osservazione risulta molto difficile, se non impossibile.
Con binocoli di buona qualità o un telescopio amatoriale, invece, potrebbe apparire come una debole macchia diffusa nel cielo. Il 17 febbraio, però, la sua posizione non faciliterà l’osservazione: attraverserà la costellazione australe di Grus e, in molte aree degli Stati Uniti, si troverà a meno di 20° sopra l’orizzonte sud-occidentale al tramonto, prima di scomparire rapidamente.
Nei giorni successivi la situazione dovrebbe migliorare leggermente. La cometa salirà progressivamente più in alto nel cielo serale e, entro i primi di marzo, si sposterà nella costellazione di Eridanus, il cosiddetto “fiume celeste”. In quella fase sarà teoricamente più agevole individuarla, anche se la luminosità è destinata a diminuire man mano che si allontana dal Sole.
Strumenti consigliati per l’osservazione
Per chi desidera tentare l’osservazione con maggiore precisione, un telescopio motorizzato come il Celestron NexStar 8SE è spesso indicato come una soluzione valida per oggetti deep-sky e per l’astrofotografia amatoriale. Si tratta di uno strumento apprezzato per qualità ottica e facilità di puntamento, anche se il costo è significativo.
In alternativa, binocoli astronomici con buona apertura possono offrire risultati soddisfacenti, specialmente sotto cieli privi di inquinamento luminoso. La scelta del luogo di osservazione resta infatti determinante: aree lontane dai centri urbani aumentano sensibilmente le probabilità di individuare la tenue luminosità della cometa.
Per chi si avvicina all’astrofotografia, può essere utile pianificare scatti con tempi di esposizione adeguati e montature stabili, tenendo conto che le comete sono oggetti in movimento e richiedono una messa a punto accurata dell’inseguimento.
Un frammento di passato cosmico
Anche se non offrirà uno spettacolo evidente come altre comete più luminose, C/2024 E1 (Wierzchos) rappresenta comunque un oggetto di grande interesse scientifico. Le comete sono considerate residui primordiali della formazione del sistema solare, veri e propri archivi di materiale antico rimasto quasi inalterato per miliardi di anni.
Ogni variazione di posizione e luminosità nei prossimi giorni fornirà nuove opportunità di osservazione e studio. Per astrofili e professionisti, si tratta di un’occasione per seguire l’evoluzione di un corpo ghiacciato che, per un breve periodo, attraversa il nostro cielo prima di proseguire il suo viaggio nello spazio profondo.
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