Il 17 febbraio il cielo sopra l’Antartide ha offerto uno spettacolo raro e suggestivo: un’eclisse solare anulare, osservata quasi esclusivamente da ricercatori presenti in basi isolate del continente ghiacciato. Se a terra la visione è stata riservata a pochi, in orbita diversi satelliti hanno documentato l’evento con immagini di grande impatto.
L’ombra della Luna si è proiettata su una remota porzione dell’Antartide, mentre strumenti meteorologici e scientifici hanno registrato il passaggio del nostro satellite davanti al Sole. Il risultato è un mosaico di prospettive che restituisce tutta la complessità e la bellezza del fenomeno.
Cos’è un’eclisse solare anulare
L’eclisse solare anulare si verifica quando la Luna si trova in una fase più distante dalla Terra lungo la sua orbita ellittica e si allinea tra il nostro pianeta e il Sole. In queste condizioni, il disco lunare non copre completamente quello solare.

Rimane così visibile un sottile bordo luminoso attorno alla Luna, che forma un anello brillante nel cielo. È il cosiddetto “ring of fire”, un effetto scenografico che distingue le eclissi anulari da quelle totali.
Nel caso del 17 febbraio, la fascia di visibilità massima si estendeva per circa 616 chilometri di larghezza in territorio antartico. A poter assistere direttamente al fenomeno sono stati soprattutto i ricercatori presenti nelle basi scientifiche distribuite lungo quel corridoio. Le condizioni ambientali estreme e l’isolamento geografico hanno reso impossibile una partecipazione più ampia.
L’ombra lunare vista dallo spazio
Se sulla superficie terrestre l’evento è rimasto circoscritto, dallo spazio la scena è stata ben diversa. L’European Organisation for the Exploitation of Meteorological Satellites (EUMETSAT) ha diffuso immagini che mostrano chiaramente l’ombra della Luna estendersi sulla calotta glaciale antartica, creando un contrasto netto tra luce e oscurità.
Anche il satellite sudcoreano GEO-KOMPSAT-2A, in orbita geostazionaria a circa 36.000 chilometri di quota, ha monitorato il movimento dell’ombra lungo il confine tra giorno e notte. Da quella distanza, il passaggio della Luna appare come una macchia scura che scivola lentamente sulla superficie terrestre, evidenziando la dinamica dell’allineamento.
Una prospettiva ancora diversa è arrivata dal satellite statunitense NOAA GOES-19. Grazie ai suoi strumenti di imaging nell’ultravioletto, il satellite ha puntato direttamente verso il Sole, catturando la silhouette della Luna mentre attraversava il disco solare. Nelle immagini UV si distinguono chiaramente le strutture ad arco del plasma nella corona solare, modellate dai campi magnetici. Il movimento della Luna, da sinistra a destra, ha progressivamente coperto parte di queste formazioni, offrendo uno sguardo dettagliato sull’attività della nostra stella.

Fonte: Space.com
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