Un developer indipendente si è trovato davanti a una scoperta sconcertante: il suo gioco, ancora in sviluppo, sarebbe comparso su Nintendo Switch eShop sotto un altro nome e con un diverso publisher. La vicenda, esplosa sui social e nelle community di settore, ha riacceso il dibattito sulla tutela della proprietà intellettuale e sui controlli delle piattaforme digitali.
Al centro della controversia ci sono due titoli: Zera: Myths Awaken, progetto indie ispirato ai platform 3D classici, e Lotzo and The Ray of Light, comparso recentemente sullo store di Nintendo per Switch.
Cos’è Zera: Myths Awaken

Zera: Myths Awaken nasce come progetto fortemente ispirato a Spyro the Dragon. Inizialmente concepito come sequel fan-made, si è poi trasformato in un’opera autonoma, con protagonista e ambientazione originali.
Il gioco è stato sviluppato da un singolo autore, noto online come Cyreides. Nel 2022 lo sviluppatore aveva annunciato una pausa indefinita per motivi legati alla salute mentale. Nonostante lo stop, una demo è rimasta disponibile su Itch.io, raccogliendo recensioni molto positive da parte della community.
L’arrivo di Lotzo and The Ray of Light
La situazione è precipitata quando Cyreides ha scoperto che su Nintendo eShop era stato pubblicato Lotzo and The Ray of Light, attribuito al publisher Spacefarer Games.
Secondo numerosi utenti, il confronto tra gli screenshot di Lotzo e le immagini della demo di Zera mostrerebbe somiglianze evidenti: struttura dei livelli, design dei personaggi, animazioni e perfino impostazione cromatica risulterebbero quasi identici, con differenze minime.
Le accuse si sono fatte ancora più pesanti quando Cyreides ha dichiarato pubblicamente di sospettare che siano stati copiati “quasi interamente” storia, nomi, modelli dei livelli, texture, animazioni, musica e meccaniche di gioco. Lo sviluppatore ha inoltre insinuato che potrebbero essere stati riutilizzati elementi provenienti da altri titoli.
I sospetti sull’uso dell’AI
Un ulteriore elemento che ha alimentato la polemica riguarda la presentazione del gioco su eShop. Alcuni utenti hanno osservato che testo promozionale e immagini sembrerebbero generati tramite intelligenza artificiale, con uno stile grafico e comunicativo poco coerente.
Il sito ufficiale di Spacefarer Games si presenta come quello di uno “studio indie britannico leader”, impegnato nell’uso di strumenti di sviluppo avanzati e tecniche di livello cinematografico. L’azienda avrebbe già pubblicato altri giochi in passato, ma questo rappresenterebbe il primo caso di controversia di tale portata.
Sui social, in particolare Reddit e Bluesky, la discussione si è rapidamente ampliata. Diversi utenti hanno accusato apertamente il publisher di plagio, invitando a non acquistare il titolo. Altri hanno ironizzato sulla situazione, chiedendosi se avrebbero ricevuto “una chiave gratuita di un gioco rubato”, in un clima a metà tra indignazione e sarcasmo.
Un problema più ampio
Quando alcuni utenti hanno tentato di visitare l’account social del publisher, si sono imbattuti in un avviso di restrizione temporanea per attività sospette. Non esistono, al momento, conferme ufficiali su eventuali violazioni, ma il dettaglio ha contribuito ad aumentare i sospetti.
La vicenda riporta al centro dell’attenzione una questione ricorrente: l’efficacia dei controlli sugli store digitali. Nintendo eShop, in particolare, è stata più volte criticata per la presenza di titoli considerati di dubbia qualità o originalità.
Se le accuse dovessero trovare conferma, il caso Zera potrebbe diventare un esempio emblematico delle vulnerabilità del mercato indie, dove singoli sviluppatori rischiano di vedere il proprio lavoro replicato e monetizzato da terzi prima ancora di completarlo.
Al momento non risultano comunicazioni ufficiali da parte di Nintendo o del publisher coinvolto. Resta una situazione in evoluzione, che mette in luce quanto la tutela della proprietà intellettuale resti un tema centrale nell’ecosistema videoludico digitale.
Fonte: gamesradar.com







