Scream 7: tra problemi di continuità e personaggi superflui, un ritorno senza vera direzione

Marco Vescovi
Marco Vescovi
Appassionato di open world, indie e lore appassionanti, ma anche di Fantascienza e mondi fantastici.

Che Scream 7 avrebbe avuto un percorso complicato era chiaro fin dall’inizio. Il nuovo capitolo della saga slasher abbandona la California per spostarsi in Indiana, dove una nuova scia di omicidi firmati Ghostface sembra rivolgere un messaggio diretto a Sidney Prescott. Il ritorno di Kevin Williamson è, sulla carta, una garanzia. Eppure il film fatica a trovare un equilibrio, appesantito da scelte narrative che appaiono più dettate dalle circostanze produttive che da una visione coerente.

Una produzione segnata dai cambiamenti

Con Scream e Scream VI, il collettivo Radio Silence Productions aveva introdotto una nuova generazione di personaggi, costruendo un arco narrativo centrato su Sam Carpenter, interpretata da Melissa Barrera, e sua sorella Tara, portata sullo schermo da Jenna Ortega.

La situazione è cambiata radicalmente quando Barrera è stata esclusa dal progetto dopo alcune dichiarazioni pubbliche, decisione che ha costretto la produzione a rivedere l’impianto del film. Poco dopo, anche Ortega ha lasciato il cast per motivi di programmazione. A quel punto, Spyglass Media Group si è trovata a dover ripensare quasi tutto: nuova impostazione, cambi di regia e una sceneggiatura riscritta.

La soluzione è stata quella di riportare in primo piano i volti storici, a partire da Neve Campbell, e ambientare la storia a Pine Grove, Indiana, due anni dopo gli eventi precedenti. Il risultato, però, risente dei numerosi aggiustamenti in corsa.

Il ritorno di Sidney Prescott

Sidney Prescott si è trasferita lontano da Woodsboro nel tentativo di lasciarsi alle spalle il passato. Lavora in un bar e cerca di costruire una quotidianità stabile con la figlia Tatum, interpretata da Isabel May. Il rapporto madre-figlia è uno dei fulcri emotivi del film, ma non sempre convince: l’idea che Tatum sia ignara del passato traumatico della madre appare poco credibile, considerando l’esistenza dei film Stab e il libro autobiografico scritto da Sidney.

Il ritorno di Campbell resta comunque un elemento positivo. La sua presenza dona continuità e una certa autorevolezza al racconto. Anche Isabel May offre una prova solida, con un personaggio che cresce nel corso della narrazione.

La sorpresa più discussa è il presunto ritorno di Stu Macher, interpretato da Matthew Lillard, nonostante la sua morte nel primo Scream. Una scelta che divide: se da un lato Lillard è magnetico, dall’altro la decisione di riportarlo in scena solleva più di un interrogativo sulla coerenza interna.

Personaggi di contorno e meta-narrazione indebolita

Tornano anche Jasmin Savoy Brown e Mason Gooding nei ruoli dei gemelli Meeks-Martin, ora legati a Gale Weathers, interpretata ancora una volta da Courteney Cox. Nonostante il buon affiatamento sullo schermo, i loro personaggi risultano marginali, quasi retaggi di una versione precedente della sceneggiatura.

Uno dei tratti distintivi della saga è sempre stata la dimensione meta: personaggi consapevoli delle “regole” dell’horror, riferimenti a film reali e ai lungometraggi Stab interni all’universo narrativo. In questo settimo capitolo, molti di questi elementi vengono ridimensionati o affrontati con un sarcasmo che non sempre si traduce in commento efficace.

Le scene degli omicidi sono tra i momenti meglio riusciti, alcune davvero intense e ben orchestrate. Tuttavia, le rivelazioni finali sugli assassini non raggiungono l’impatto emotivo dei capitoli precedenti. Alcuni attacchi appaiono quasi casuali, privi di quella motivazione personale che aveva reso Ghostface così memorabile.

Un sequel senza un’anima definita

Il problema principale di Scream 7 sembra essere l’assenza di una direzione chiara. L’arco narrativo costruito attorno a Sam Carpenter viene bruscamente interrotto e non sostituito da un progetto altrettanto solido. Il film finisce così per sembrare un collage di richiami al passato più che un capitolo capace di rinnovare la saga.

Non mancano momenti validi, né interpreti di talento. Ma senza un disegno organico, il risultato è un sequel che fatica a lasciare il segno. Un esito sorprendente per una serie che, in passato, aveva saputo reinventare le regole dello slasher con intelligenza e ironia.

Scream 7 arriverà nelle sale il 27 febbraio 2026. La sensazione è che, più che un ritorno in grande stile, rappresenti un passaggio delicato per il futuro della saga.

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