Hoppers può rilanciare Pixar al botteghino? Il nuovo originale sfida un decennio difficile

Marco Vescovi
Marco Vescovi
Appassionato di open world, indie e lore appassionanti, ma anche di Fantascienza e mondi fantastici.

Dopo oltre dieci anni di risultati altalenanti nelle sale, Pixar potrebbe essere vicina a un punto di svolta. Dall’esordio di Toy Story nel 1995, lo studio ha costruito la propria identità su film originali capaci di unire qualità artistica e grandi incassi. Negli anni 2020, però, il percorso si è complicato: tra pandemia e cambiamenti nelle abitudini del pubblico, diverse uscite non hanno replicato i trionfi del passato.

Ora l’attenzione è tutta su Hoppers, nuovo progetto originale che potrebbe segnare un’inversione di tendenza.

Un’apertura che può fare la differenza

Secondo le stime di Box Office Pro, Hoppers è atteso negli Stati Uniti con un incasso nel weekend d’esordio compreso tra i 50 e i 60 milioni di dollari. Se il risultato dovesse avvicinarsi alla fascia alta della previsione, sarebbe il miglior debutto per un originale Pixar da Inside Out, che nel 2015 aprì con 90,4 milioni di dollari.

Il paragone più immediato è con Coco. Nel 2017 il film incassò 50,8 milioni nel tradizionale fine settimana di tre giorni, cifra che salì a 72,9 milioni nei cinque giorni del periodo del Ringraziamento. Da lì partì una corsa solida che portò Coco a chiudere con 796,1 milioni di dollari nel mondo.

Non a caso, Coco resta l’ultimo film originale Pixar ad aver superato la soglia dei 500 milioni globali. Hoppers punta ora a riavvicinarsi a quel traguardo, che negli ultimi anni è sembrato sempre più distante per le nuove proprietà intellettuali dello studio.

Gli anni difficili e il peso della pandemia

Dopo Coco, la traiettoria degli originali Pixar si è fatta più complessa. Durante la pandemia, titoli come Soul, Luca e Turning Red sono stati distribuiti direttamente su Disney+, rinunciando al tradizionale passaggio in sala. Una scelta comprensibile nel contesto dell’emergenza sanitaria, ma che ha interrotto il rapporto diretto tra il marchio Pixar e il grande schermo.

Anche il ritorno nelle sale non è stato immediatamente semplice. Elemental ha esordito con 29,6 milioni di dollari negli Stati Uniti, mentre Elio ha aperto con 20,8 milioni. Elemental è poi riuscito a recuperare nel lungo periodo, ma l’avvio incerto ha alimentato dubbi sulla capacità degli originali di attrarre pubblico fin dal primo weekend.

Diverso il discorso per i sequel. Inside Out 2 ha debuttato con 154,1 milioni negli Stati Uniti e ha raggiunto 1,69 miliardi di dollari a livello globale, diventando il maggiore incasso nella storia dello studio. Un risultato che conferma quanto i franchise consolidati offrano oggi maggiori garanzie commerciali.

Hoppers come banco di prova

In questo contesto, Hoppers assume un significato che va oltre il semplice esordio. Se riuscisse a imporsi come il miglior debutto di un originale Pixar da oltre un decennio, sarebbe un segnale forte per l’intero settore.

Le prime reazioni della critica sono incoraggianti: molti recensori lo descrivono come uno dei titoli più divertenti prodotti dallo studio negli ultimi anni. Tuttavia, l’apprezzamento critico non basta. Per funzionare davvero, un film Pixar deve intercettare l’interesse del grande pubblico, trasformando la curiosità in biglietti venduti.

Il nodo è proprio questo: il pubblico è ancora disposto a riempire le sale per una storia completamente nuova, priva del richiamo nostalgico di un marchio già noto?

Uno sguardo al futuro

Anche un risultato positivo ma non clamoroso rappresenterebbe comunque una vittoria. Pixar ha continuato a investire in idee originali, senza affidarsi esclusivamente ai sequel. Una scelta coraggiosa, ma economicamente più rischiosa.

Nel calendario successivo a Hoppers figura un solo altro progetto originale confermato, Gatto, previsto circa un anno dopo. Un buon riscontro potrebbe influenzare non solo la fiducia interna dello studio, ma anche le strategie di marketing dei prossimi titoli.

Sul fronte dei franchise, invece, il terreno appare più solido. Toy Story 5 è atteso nelle sale quest’estate, mentre sono in sviluppo Incredibles 3 e un sequel di Coco. Produzioni che garantiscono una base di pubblico già consolidata.

Eppure, la vera sfida è un’altra. Hoppers non è soltanto un nuovo film animato: è un test sulla vitalità creativa di Pixar e sulla tenuta commerciale delle storie originali. Se il pubblico risponderà, lo studio potrà dimostrare di essere ancora capace di lanciare mondi inediti destinati a diventare classici. In caso contrario, la tentazione di rifugiarsi sempre più nei sequel potrebbe diventare difficile da ignorare.

Hoppers può rilanciare Pixar al botteghino? Il nuovo originale sfida un decennio difficile
Kinguin

Unisciti a noi!

Entra nel nostro gruppo Telegram per discutere di questa notizia!

Leggi anche

Potrebbe interessarti