Ryan Gosling non è mai stato un attore particolarmente incline ai franchise. Eppure, negli ultimi mesi il suo nome è diventato sempre più legato a due grandi progetti di fantascienza: Project Hail Mary e Star Wars: Starfighter.
In una recente intervista a io9, dedicata al film tratto dal romanzo di Andy Weir, Gosling è stato inevitabilmente interrogato anche sul suo ingresso nell’universo di Star Wars. Un passaggio quasi obbligato: una volta entrati nella galassia lontana lontana, ogni conversazione finisce prima o poi per tornarci.
“Valeva la pena aspettare”
Alla domanda sul perché abbia evitato per anni i grandi franchise, scegliendo solo ora di partecipare a uno, l’attore ha risposto in modo diretto. A convincerlo è stato l’entusiasmo del regista Shawn Levy, insieme alla visione creativa e alla qualità della sceneggiatura.
Gosling ha spiegato di aver spesso rifiutato proposte perché non gli sembravano adatte, aggiungendo di essere soddisfatto di aver aspettato il progetto giusto. Ha definito l’occasione come qualcosa che “valeva la pena aspettare” e come un’opportunità unica nella vita.
Il riferimento principale era a Project Hail Mary, ma il discorso si riflette inevitabilmente anche su Starfighter, che rappresenta il suo primo ingresso ufficiale in un grande franchise seriale.
Un amore per la fantascienza, ma con misura
Sebbene abbia evitato universi condivisi per buona parte della carriera, Gosling non è estraneo alla fantascienza. Ha già lavorato in Blade Runner 2049, diretto da Denis Villeneuve, dimostrando di apprezzare racconti dal taglio più “hard sci-fi”.
Star Wars: Starfighter potrebbe rappresentare per lui un equilibrio interessante: da un lato l’elemento spettacolare e pop, dall’altro una componente narrativa più strutturata. Un mix che sembra adattarsi bene al momento attuale della sua carriera, sempre più orientata verso progetti ambiziosi ma selezionati con attenzione.

Un’uscita simbolica per il 50° anniversario
Star Wars: Starfighter è atteso nelle sale il 28 maggio 2027, in coincidenza con il 50° anniversario del debutto cinematografico della saga. Un dettaglio che aggiunge peso simbolico all’operazione.
Il film, prodotto da Lucasfilm e Disney, è attualmente in fase di lavorazione e, secondo le informazioni disponibili, procede nei tempi previsti. Le prime impressioni trapelate finora sono positive, e il cast include nomi di rilievo come Mia Goth, Matt Smith e Amy Adams.
In questo contesto, la presenza di Gosling assume un valore strategico: un attore capace di attrarre pubblico trasversale, con una carriera solida e una reputazione costruita su scelte ponderate.
Una scelta che segna un cambio di rotta
Per anni, Gosling ha mantenuto le distanze dai grandi universi seriali, preferendo progetti autoriali o film standalone. L’ingresso in Star Wars non sembra però una mossa dettata dal mercato, quanto piuttosto una decisione maturata nel tempo, legata alla convinzione di aver trovato la storia giusta.
Se l’attore continuerà su questa strada resta da vedere. Per ora, la sua partecipazione a Starfighter rappresenta una svolta significativa, che lo inserisce ufficialmente tra i volti della nuova fase della saga.
E, considerando l’attenzione che circonda ogni produzione ambientata nella galassia di Star Wars, è probabile che da qui in avanti ogni sua intervista torni inevitabilmente sull’argomento. Una conseguenza quasi inevitabile quando si accetta di salire a bordo di un’astronave destinata a entrare nella storia del cinema.
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