Il 2026 si annuncia come un anno molto importante per il cinema, almeno sulla carta. Il calendario delle uscite è fitto di produzioni ambiziose, franchise noti e titoli che puntano a riportare il grande pubblico in sala. Questo, però, non significa che ogni blockbuster sia destinato automaticamente al successo. Anzi, diversi progetti di alto profilo stanno già mostrando segnali che lasciano immaginare un percorso più complicato del previsto al botteghino.
Il contesto, del resto, resta delicato. Il mercato cinematografico globale continua a muoversi dentro una fase di assestamento iniziata dopo la crisi del 2020, che ha colpito duramente l’esperienza della sala. Negli ultimi anni Hollywood ha alternato exploit clamorosi e flop altrettanto vistosi, mentre sono cambiate sia le abitudini del pubblico sia le aspettative economiche legate ai grandi film evento.
In questo scenario, anche uscite molto attese possono trasformarsi in scommesse rischiose. Alcuni titoli potrebbero andare incontro a un vero fallimento commerciale, altri invece potrebbero semplicemente non avvicinarsi ai risultati sperati, finendo comunque per pesare sui conti degli studios. Ecco quali sono i nove film che, almeno per ora, sembrano più esposti a questo rischio.
SoulM8te

Tra i casi più delicati c’è SoulM8te, spin-off legato all’universo di M3GAN. Il primo segnale negativo è arrivato direttamente dalla distribuzione: il film, inizialmente previsto per il 9 gennaio, è stato ritirato dal calendario da Universal poco prima dell’uscita.
Un passaggio del genere raramente lascia presagire qualcosa di positivo. Al momento il progetto è privo di una collocazione definitiva e viene proposto ad altri distributori, circostanza che rende difficile immaginare una campagna promozionale davvero forte. A pesare è anche il confronto con M3GAN 2.0, che ha ottenuto risultati molto inferiori rispetto al primo film. In un quadro simile, anche un eventuale arrivo in sala rischierebbe di avvenire in condizioni tutt’altro che favorevoli.
The Bride!
The Bride! ha attirato attenzione per l’approccio punk-rock di Maggie Gyllenhaal a una figura classica come la Sposa di Frankenstein. Sul piano artistico il progetto ha suscitato curiosità, ma le prospettive commerciali appaiono meno solide.
Le stime attorno al debutto indicano un esordio non particolarmente alto rispetto a un costo produttivo considerato importante. Il cast, che include nomi come Christian Bale e Jessie Buckley, potrebbe dare visibilità al film, ma non basta a eliminare i dubbi. Tra un mercato horror non sempre prevedibile e una possibile stanchezza del pubblico verso certi immaginari legati a Mary Shelley, il rischio è che il film trovi una buona accoglienza di nicchia senza però trasformarsi in un vero successo popolare.
Animal Farm
L’adattamento di Animal Farm, diretto da Andy Serkis, parte da un materiale letterario molto noto ma affronta anche una sfida evidente: portare al pubblico un’allegoria politica cupa sotto forma di film d’animazione.
Il nodo principale sembra essere proprio il posizionamento. Non è chiaro fino in fondo a chi si rivolga il film: troppo complesso per il pubblico più giovane, forse troppo alleggerito per chi si aspetta una trasposizione più severa dell’opera di George Orwell. Alcune reazioni critiche hanno già sottolineato come il tono più leggero e certe scelte umoristiche rischino di indebolire la forza dell’allegoria originale. In casi del genere, l’incertezza sul target può diventare un ostacolo molto concreto anche prima dell’uscita.
Mortal Kombat 2
Il primo Mortal Kombat del 2021 aveva ottenuto un risultato discreto, aiutato anche da un contesto particolare e dalla distribuzione legata a HBO Max durante la pandemia. Il secondo capitolo, però, arriva in condizioni diverse e con aspettative differenti.
L’effetto novità si è in parte esaurito. La violenza spettacolare e la fedeltà all’immaginario del videogioco non bastano più, da sole, a garantire curiosità. Inoltre, il film si ritrova in una finestra d’uscita che sembra meno favorevole dopo lo spostamento rispetto alla programmazione iniziale. Molto dipenderà dal passaparola e dalla capacità del cast, compreso Karl Urban nel ruolo di Johnny Cage, di offrire un richiamo aggiuntivo. Senza una risposta forte del pubblico, il sequel potrebbe rivelarsi inferiore alle attese.
The Mandalorian and Grogu
Mettere in dubbio un titolo di Star Wars è sempre complicato, ma The Mandalorian e Grogu presenta alcune incognite non trascurabili. È il primo film della saga pensato per il grande schermo dopo anni di assenza, ma nasce da un universo televisivo già molto consolidato, costruito sulle stagioni precedenti della serie.
Proprio questo è uno dei punti centrali. Il film dovrà convincere il pubblico che non si tratta soltanto di un’estensione della formula vista in streaming, ma di un evento cinematografico vero e proprio. Anche la promozione, almeno finora, non sembra aver dissipato del tutto i dubbi. Il marchio resta fortissimo e il potenziale commerciale non può essere sottovalutato, soprattutto con una data d’uscita importante come il Memorial Day. Tuttavia, se gli incassi dovessero fermarsi sotto le aspettative più alte, il risultato potrebbe comunque essere percepito come una delusione.
Masters of the Universe
Dopo anni di tentativi, rinvii e ripartenze, Masters of the Universe torna ancora una volta a cercare spazio al cinema. Il problema è che il progetto appare gravato dal peso del tempo. Per molti osservatori, il momento migliore per rilanciare il brand è ormai passato da parecchio.
La nostalgia verso He-Man non sembra distribuita in modo uniforme tra le generazioni più giovani, e il fantasy di taglio più classico continua a essere uno dei generi più difficili da imporre nel panorama blockbuster contemporaneo. A questo si aggiungono le indiscrezioni su un budget molto elevato, che aumentano la pressione sui risultati finali. In presenza di costi così alti, anche un incasso discreto potrebbe non bastare.
Coyote contro Acme
Il caso di Coyote contro Acme resta uno dei più particolari. Il film è diventato un piccolo simbolo online dopo il tentativo di cancellazione da parte di Warner Bros. per ragioni fiscali, e questa mobilitazione ha contribuito a mantenerlo al centro dell’attenzione.
Il punto, però, è capire quanto il sostegno sul web possa tradursi in biglietti venduti. La distribuzione è poi passata a una realtà più piccola, Ketchup Entertainment, e questo potrebbe incidere in modo decisivo sulla visibilità del progetto. Senza una campagna promozionale davvero incisiva, anche l’affetto del pubblico verso i Looney Tunes e la presenza di John Cena potrebbero non bastare a trasformare la curiosità in un successo concreto.
Street Fighter
Le trasposizioni di Street Fighter non hanno una storia particolarmente brillante al cinema, e anche questo nuovo tentativo parte con un certo peso sulle spalle. Il franchise resta celebre nel mondo dei videogiochi, ma portarlo sul grande schermo in modo convincente non si è mai rivelato semplice.
In più, il panorama è cambiato. Oggi i film tratti dai videogiochi sono molto più numerosi, e questo rende più difficile emergere soltanto grazie alla notorietà del marchio. La presenza di Noah Centineo nel ruolo di Ken può aggiungere interesse, ma da sola non garantisce un allargamento del pubblico. Al momento, con il marketing ancora in fase iniziale e senza trailer ufficiali, resta uno spiraglio per costruire attesa. Ma i dubbi sul potenziale commerciale rimangono.
The Angry Birds Movie 3
Infine c’è The Angry Birds Movie 3, che si presenta come il classico esempio di franchise arrivato a un punto delicato. Il secondo film aveva già mostrato un forte calo rispetto al primo, e nel frattempo anche il fenomeno del gioco mobile da cui tutto è nato ha perso centralità.
Il confronto con altri adattamenti animati tratti dai videogiochi, a partire da quelli più recenti e forti sul piano generazionale, rischia di essere penalizzante. Inoltre, l’uscita nel periodo natalizio lo mette in concorrenza diretta con un’offerta molto ricca per famiglie e giovanissimi. In un contesto simile, convincere il pubblico a scegliere un terzo capitolo di una saga percepita da molti come meno rilevante rispetto al passato potrebbe rivelarsi più difficile del previsto.
Nel complesso, il 2026 potrebbe regalare grandi risultati al box office, ma anche confermare quanto il mercato sia diventato imprevedibile. Oggi non basta più un marchio noto, un budget elevato o un cast importante per assicurarsi un successo. E proprio per questo alcuni dei titoli più ambiziosi dell’anno potrebbero trasformarsi nei casi più discussi della stagione cinematografica.














