La prima stagione di Ahsoka ha portato in live action diversi elementi centrali del lato più oscuro e misterioso di Star Wars. Tra questi, il ritorno del Grand’Ammiraglio Thrawn, interpretato da Lars Mikkelsen, ha avuto un peso particolare. Dopo essere rimasto bloccato per anni in una galassia lontana, il personaggio è riuscito a organizzare la propria fuga da Peridea, affidandosi anche a un’alleanza che potrebbe rivelarsi molto più fragile di quanto sembri.
Al suo fianco ci sono infatti le Sorelle della Notte, antiche streghe legate alla Forza e a pratiche arcane che la saga ha più volte associato a poteri fuori dagli schemi tradizionali di Jedi e Sith. Il loro contributo è stato decisivo nella permanenza e poi nella partenza di Thrawn da Peridea, ma proprio questa collaborazione mette in luce un punto fondamentale: se le Sorelle della Notte decidessero di cambiare posizione, l’equilibrio di potere potrebbe ribaltarsi in modo improvviso.

Le Sorelle della Notte sono molto più di semplici alleate
Nella mitologia di Star Wars, le Sorelle della Notte di Dathomir rappresentano da sempre una forza autonoma, difficile da controllare e ancora più difficile da incasellare nelle logiche classiche del conflitto tra Impero, Jedi e Ribellione. Sono streghe addestrate nell’uso di arti oscure che intrecciano magia e Forza, e la loro tradizione le distingue nettamente da qualsiasi altra fazione.
Ahsoka ha ampliato ulteriormente questo aspetto mostrando Peridea come pianeta d’origine ancestrale del loro ordine e introducendo le Grandi Madri: Klothow, Aktropaw e Lakesis. Queste figure si sono schierate con Thrawn, aiutandolo a lasciare il pianeta. È un’alleanza importante sul piano narrativo, ma anche potenzialmente instabile, perché le Grandi Madri non sembrano subordinate a Thrawn in senso stretto. Piuttosto, sembrano legate a lui da un patto di convenienza.
Ed è proprio questo il punto più interessante. Thrawn resta un antagonista centrale del canone moderno di Star Wars, ma la sua autorità nasce dalla strategia, dalla disciplina e dalla capacità di leggere in anticipo le mosse degli avversari. Non ha però un potere diretto sulle Sorelle della Notte paragonabile a quello che l’Impero esercita sui suoi sottoposti tradizionali.
Thrawn ha il controllo tattico, ma non il potere assoluto

Il fascino di Thrawn deriva sempre dalla stessa qualità: è quasi sempre il personaggio più lucido nella stanza. Il suo vantaggio non sta nella forza fisica, né in abilità soprannaturali, ma nella capacità di pianificare, manipolare e anticipare. È questo che lo rende pericoloso anche senza essere sensibile alla Forza.
Tuttavia, proprio in Ahsoka emerge con chiarezza anche il limite di questo modello. Thrawn è pur sempre un comandante mortale, privo di poteri mistici e costretto a fare affidamento su eserciti, gerarchie e alleanze. Le Grandi Madri, al contrario, dispongono di risorse che sfuggono alla logica militare classica. Le Sorelle della Notte, nel corso della saga, sono state associate a necromanzia, controllo mentale, alchimia e all’uso dell’ichor, la nebbia verde e magica che alimenta i loro rituali.
Questa differenza pesa. Se Thrawn può dominare una situazione finché riesce a tenerla sul piano strategico, contro avversarie come le Sorelle della Notte si muove in un territorio molto più instabile. Se il rapporto di fiducia venisse meno, la sua superiorità tattica potrebbe non bastare più.
Le Grandi Madri potrebbero avere obiettivi diversi da quelli di Thrawn
Per il momento, la serie mostra una collaborazione chiara. Thrawn e le Grandi Madri condividono un obiettivo immediato: lasciare Peridea. In uno degli scambi più significativi, viene spiegato che il comandante ha accettato di trasportare alcune merci per conto delle Sorelle della Notte. Il contenuto di quel carico non viene chiarito fino in fondo, ma il dettaglio basta a suggerire che l’accordo tra le due parti non sia puramente militare.
Il fatto che, nel finale, Thrawn si diriga verso Dathomir rende questa alleanza ancora più significativa. Per le Sorelle della Notte, tornare sul proprio pianeta potrebbe significare molto più che ritrovare una base operativa. Potrebbe voler dire recuperare una posizione perduta, soprattutto dopo le devastazioni subite durante le Guerre dei Cloni.
Qui si apre la possibilità più interessante per la seconda stagione. Le Grandi Madri potrebbero considerare Thrawn utile finché serve a riportarle a Dathomir o a facilitare il ripristino del loro potere. Ma una volta raggiunto questo scopo, nulla garantisce che continueranno a restargli fedeli. La loro alleanza, insomma, potrebbe essere soltanto temporanea.
Se le Sorelle della Notte cambiassero fazione, Thrawn sarebbe in difficoltà

Sul piano fisico e soprannaturale, Thrawn parte nettamente svantaggiato. La sua intelligenza resta la sua arma migliore, ma contro figure che agiscono attraverso poteri mistici e rituali antichi potrebbe non bastare sempre. La serie lo presenta come il principale antagonista del momento, ma non necessariamente come il più potente in senso assoluto.
La presenza di Morgan Elsbeth, altra figura legata alle Sorelle della Notte e già dimostratasi un’avversaria pericolosa contro Ahsoka Tano, rafforza ancora di più questa idea. Se una singola Sorella della Notte può rappresentare una minaccia concreta per una Jedi, non è difficile immaginare quanto potrebbero risultare pericolose le Grandi Madri, soprattutto contro un personaggio come Thrawn.
Per questo, il vero rischio per Thrawn non è soltanto Ahsoka o la Nuova Repubblica. Potrebbe arrivare dall’interno della sua stessa alleanza. Se le Sorelle della Notte ritenessero conclusa la fase utile del loro accordo, oppure se capissero che Thrawn non intende rispettare eventuali promesse legate a Dathomir, la situazione potrebbe cambiare molto rapidamente.
La seconda stagione può cambiare completamente gli equilibri
La seconda stagione di Ahsoka, attesa nel tardo 2026, sarà il momento in cui questo equilibrio precario potrà essere approfondito davvero. Il ritorno di Rosario Dawson, Natasha Liu Bordizzo, Mary Elizabeth Winstead, Lars Mikkelsen ed Eman Esfandi lascia intuire una continuità forte con la prima stagione, ma resta soprattutto una domanda aperta: le Sorelle della Notte resteranno dalla parte di Thrawn?
Per ora la risposta non c’è. Quello che la serie ha già chiarito, però, è che l’alleanza tra il Grand’Ammiraglio e le Grandi Madri non nasce da lealtà ideologica, ma da un interesse reciproco. Ed è proprio questo a renderla fragile. In un universo come quello di Star Wars, dove i rapporti di potere cambiano spesso in fretta, una collaborazione basata soltanto sulla convenienza può trasformarsi in uno scontro nel giro di poco tempo.
Thrawn rimane uno dei villain più intelligenti e affascinanti della saga, ma Ahsoka ha suggerito con forza che il suo vantaggio potrebbe non essere sufficiente di fronte a forze più antiche, oscure e incontrollabili. Se le Sorelle della Notte decideranno di perseguire i propri obiettivi fino in fondo, il vero dominatore della situazione potrebbe non essere più lui.
HUB Star WarsQuesto articolo fa parte della categoria Star Wars. Per leggere tutti i nostri articoli su Star Wars clicca qui.






