Chopper, il droide ribelle che in Star Wars ha seminato più morte di quanto sembri

In Star Wars Rebels, Chopper si rivela molto più letale di quanto sembri, arrivando a causare la distruzione di tre navi imperiali e decine di migliaia di morti.

Giorgio Fabrizi
Giorgio Fabrizi
Fondatore e Editor-in-Chief di Galaxy Addicted e admin di Star Wars Fans Italia, il gruppo Facebook a tema Star Wars più grande d'Italia. Amante della Galassia Lontana Lontana, nonché collezionista compulsivo di giocattoli di Guerre Stellari.

Anche se Star Wars viene spesso presentato come una saga d’avventura pensata per un pubblico ampio e familiare, il suo universo è attraversato da eventi tutt’altro che leggeri. Nel corso dei film e delle serie, la violenza assume spesso proporzioni enormi: basti pensare alla distruzione di Alderaan e delle due Morti Nere o ad altri episodi in cui il numero delle vittime raggiunge livelli impressionanti. Eppure, alcuni dei momenti più duri e scioccanti della saga non arrivano dal cinema live-action, ma dall’animazione.

Serie come Star Wars: The Clone Wars e Star Wars Rebels hanno mostrato più volte quanto questo mondo sappia essere brutale. In mezzo a battaglie, stragi e civiltà spazzate via, emerge però un caso particolare, quasi paradossale: quello di Chopper, il droide della Ghost. A differenza di molti altri personaggi responsabili di massacri o azioni devastanti, Chopper non è un Sith, non è un ufficiale imperiale e non è nemmeno un villain nel senso tradizionale del termine. È un ribelle. E proprio per questo il contrasto colpisce ancora di più.

Chopper, il droide ribelle che in Star Wars ha seminato più morte di quanto sembri

Chopper non è il classico droide “simpatico”

Nel mondo di Star Wars, i droidi spesso vengono associati a figure fedeli, brillanti, a volte ironiche. R2-D2, per esempio, è uno dei simboli della saga: coraggioso, intelligente, decisivo in tante missioni. Anche lui ha contribuito a distruggere altri droidi e ad abbattere stormtrooper, ma Chopper si muove su un altro livello.

Il droide di Star Wars Rebels viene descritto fin dai primi episodi come una presenza imprevedibile, aggressiva e sorprendentemente spietata. Non si limita a supportare la squadra: quando può intervenire in modo diretto, lo fa spesso con una brutalità che lascia il segno. E il punto più impressionante della sua parabola arriva in uno degli episodi iniziali della serie, quando dimostra di poter provocare una distruzione su scala enorme.

Il momento più devastante arriva in Star Wars Rebels

L’episodio indicato come centrale in questa ricostruzione è “Stealth Strike”, dove l’equipaggio della Ghost si infiltra su una grande nave da guerra imperiale di classe Interdictor. L’obiettivo è liberare Ezra Bridger e il comandante Sato. Se il recupero di Ezra si rivela relativamente semplice, la situazione si complica quando il gruppo tenta di salvare anche Sato.

Nel frattempo, Chopper ed Ezra si dirigono verso il reattore della nave per sabotare i proiettori del progetto sperimentale dei pozzi gravitazionali, cioè il sistema che alimenta l’Interdictor. In teoria, il compito dovrebbe limitarsi a disattivare o danneggiare quei dispositivi. Ma Chopper decide di agire in modo ben diverso.

Invece di neutralizzare il sistema nel modo più lineare, imposta i proiettori al massimo della potenza, portandoli oltre il limite. E soprattutto, non informa nessuno della modifica effettuata. È una scelta che rispecchia perfettamente il personaggio: impulsivo, scaltro, distruttivo e poco incline a spiegare le proprie intenzioni.

Una singola azione, decine di migliaia di morti

Chopper, il droide ribelle che in Star Wars ha seminato più morte di quanto sembri

Le conseguenze della manovra sono immediate e devastanti. Quando gli imperiali tentano di lasciare l’area entrando nell’iperspazio, i pozzi gravitazionali iniziano ad attirare tutto ciò che si trova nelle vicinanze, comprese altre navi imperiali. A quel punto, l’Interdictor finisce per schiantarsi tra due incrociatori di classe Arquitens, distruggendo tutti e tre i vascelli.

In un solo momento Chopper provoca la morte di oltre 50.000 soldati imperiali. È un numero enorme, che trasforma il droide in uno dei personaggi con il bilancio di vittime più alto dell’intera saga. E ciò che rende la scena ancora più singolare è il tono con cui il personaggio viene percepito: non come una macchina fredda e calcolatrice, ma come un piccolo droide ribelle dalla personalità caotica e perfino divertita.

Una ferocia che non si esaurisce in un solo episodio

L’aspetto più curioso, e anche più inquietante, è che questo non viene presentato come un caso isolato o come una deviazione improvvisa del personaggio. Al contrario, Chopper appare costantemente incline alla distruzione. Non mostra particolare empatia per i droidi avversari, né per i soldati imperiali, e quando ha occasione di eliminarli lo fa senza esitazioni.

Questa indole emerge anche in altri momenti, per esempio nel suo incontro con R2-D2, che degenera subito in uno scontro. Non c’è una vera costruzione morale dietro il gesto: è semplicemente il suo modo di essere. Chopper si comporta così perché è Chopper, e proprio questa sua natura estrema ha contribuito a renderlo uno dei personaggi più amati dai fan.

C’è quasi una forma di ironia nera nel modo in cui viene recepito: un droide ribelle, teoricamente dalla parte “giusta”, che accumula un numero impressionante di uccisioni e sembra perfettamente a proprio agio nel farlo. In una saga piena di guerrieri, tiranni, cacciatori di taglie e comandanti militari, uno dei personaggi più letali finisce quindi per essere una piccola unità meccanica dall’aria scontrosa.

In fondo, è anche questo uno dei motivi per cui Chopper continua a lasciare il segno nell’immaginario di Star Wars: dietro l’aspetto da comprimario bizzarro, nasconde una ferocia che pochi altri personaggi della saga possono davvero eguagliare.

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