L’annuncio di DLSS 5 da parte di Nvidia ha acceso subito una discussione molto accesa tra giocatori e addetti ai lavori. Al centro del dibattito c’è soprattutto il nuovo sistema di illuminazione, presentato come una tecnologia capace di applicare un intervento generato dall’intelligenza artificiale all’aspetto visivo dei videogiochi. Tra i titoli coinvolti nella conversazione c’è anche Starfield, tanto che Bethesda Game Studios ha deciso di intervenire pubblicamente con un commento ufficiale. L’obiettivo, con ogni evidenza, è stato quello di rassicurare la community e chiarire almeno in parte il ruolo degli sviluppatori in questa nuova fase.
La risposta ufficiale di Bethesda dopo la presentazione di Nvidia
Nel tentativo di riportare la discussione su toni più controllati, Bethesda ha pubblicato una dichiarazione ufficiale su X in risposta all’analisi diffusa da Digital Foundry nello stesso giorno dell’annuncio. Quel contenuto aveva accolto in modo molto positivo la nuova tecnologia, ma una parte del pubblico ha reagito con molte più cautele.
Nel messaggio condiviso dallo studio si legge: “Apprezziamo l’entusiasmo e l’analisi sul nuovo sistema di illuminazione DLSS 5. Questa è una prima fase di test, e i nostri team artistici perfezioneranno ulteriormente l’illuminazione e gli effetti finali per ottenere il miglior risultato possibile per ogni gioco. Tutto ciò sarà sotto il controllo dei nostri artisti e sarà completamente opzionale per i giocatori.”
Il punto centrale della risposta è proprio questo: Bethesda insiste sul controllo creativo interno e sulla natura facoltativa della tecnologia. Non si tratta di un dettaglio secondario, perché la reazione negativa di molti utenti nasce dal timore che strumenti di questo tipo possano alterare in modo pesante la resa estetica originale dei giochi.
Il nodo della visione artistica
La sensazione, leggendo la presa di posizione dello studio, è che Bethesda stia cercando di contenere una polemica esplosa più in fretta del previsto. Todd Howard, figura di primo piano dello studio, è stato indicato tra i dirigenti che hanno sostenuto la tecnologia durante la presentazione. Eppure il favore mostrato da alcuni nomi importanti dell’industria non è bastato a convincere una parte consistente della community.
Il timore più diffuso riguarda infatti la possibilità che un sistema come DLSS 5 finisca per intervenire troppo sull’immagine finale, modificando la percezione di scene, ambienti e soprattutto personaggi. Per molti giocatori, il punto non è soltanto tecnico. È anche una questione di identità visiva, di coerenza stilistica e di rispetto per il lavoro degli artisti.
La dichiarazione di Bethesda sembra costruita proprio per rispondere a questo tipo di preoccupazione. Lo studio ribadisce che saranno i propri team artistici a rifinire illuminazione ed effetti, ma resta ancora poco chiaro, almeno per ora, quanto siano coinvolti direttamente gli artisti, i character designer e gli altri sviluppatori nel funzionamento concreto di DLSS 5.
La controversia sui volti dei personaggi
La parte più discussa della presentazione riguarda l’effetto di questi filtri sui volti dei personaggi. Nel video mostrato da Nvidia compaiono esempi tratti da giochi come Resident Evil Requiem, Starfield e Hogwarts Legacy, con l’obiettivo di evidenziare il funzionamento del cosiddetto “modello di rendering neurale in tempo reale”.
Proprio in queste sequenze si concentra la critica più dura da parte del pubblico. Una delle prime immagini mostrate mette in evidenza il volto di Grace Ashcroft, descritto da molti come marcatamente artificiale nell’aspetto. In altri casi l’effetto appare meno evidente, come nel modello di Leon Kennedy in Resident Evil Requiem, ma il problema, per chi guarda con diffidenza a questa tecnologia, resta intatto.
Il punto è semplice: anche quando il risultato non appare immediatamente invasivo, l’idea che un filtro generato dall’AI possa modificare in modo sensibile i lineamenti di un personaggio continua a dividere i giocatori. E finché questo rischio resterà percepibile, DLSS 5 continuerà a essere oggetto di discussione.
Una tecnologia che divide già prima del debutto
Al di là dell’entusiasmo suscitato in alcuni ambienti tecnici, la reazione della community mostra quanto il tema sia delicato. Una parte del pubblico vede in queste soluzioni una naturale evoluzione del rendering e dell’ottimizzazione grafica. Un’altra, invece, teme che il prezzo da pagare sia una perdita di controllo sull’estetica finale dell’opera.
Bethesda, almeno per il momento, prova a collocarsi in una posizione intermedia: apertura alla sperimentazione, ma con la promessa di mantenere la direzione artistica nelle mani dei propri team e di lasciare ai giocatori la scelta se attivare o meno l’opzione. È un messaggio pensato per rassicurare, anche se non basta ancora a sciogliere tutti i dubbi.
Nel frattempo, sul fronte Bethesda continua a muoversi anche la community legata a The Elder Scrolls VI, dove sta prendendo forma una petizione per chiedere che il gioco renda omaggio a una figura considerata una leggenda del lore di The Elder Scrolls. Un’iniziativa diversa, ma che conferma quanto il rapporto tra fan e grandi serie dello studio resti molto vivo, soprattutto quando si parla di identità, memoria e fedeltà all’immaginario costruito nel tempo.







