Lanterns potrebbe replicare la dinamica più riuscita di F1: The Movie

Lanterns sembra puntare sulla stessa dinamica tra veterano e recluta che ha reso efficace il rapporto tra i protagonisti di F1: The Movie.

Chiara Bianchi
Chiara Bianchi
Appassionata di cinema e di tutto ciò che ruota intorno alla settima arte. Racconto di film, registi e tendenze con uno sguardo critico ma sempre accessibile.

A prima vista, un film sulle corse e una serie supereroistica del DCU sembrano appartenere a mondi lontanissimi. Eppure, guardando più da vicino, F1: The Movie e Lanterns sembrano condividere un elemento narrativo molto preciso: il rapporto tra un veterano istintivo, consumato dall’esperienza, e un talento più giovane, convinto di potersi imporre da solo. È una formula classica, ma quando funziona riesce ancora a dare grande forza ai personaggi. Nel caso della nuova serie DC, il primo teaser lascia intuire che il legame tra Hal Jordan e John Stewart possa muoversi proprio in questa direzione. Lanterns debutterà ad agosto su HBO Max, con Kyle Chandler nei panni di Hal Jordan e Aaron Pierre in quelli di John Stewart, impegnati in un’indagine per omicidio nel cuore degli Stati Uniti.

Il cuore di F1 non è solo la pista

Diretto da Joseph Kosinski e interpretato da Brad Pitt, F1: The Movie non si regge soltanto sull’adrenalina delle gare o sull’impatto delle sue scene in pista. Il punto più interessante del film, almeno sul piano drammatico, sta soprattutto nella relazione tra Sonny Hayes e Joshua Pearce, un asse costruito sullo scontro fra due modi opposti di intendere il talento, il rischio e la competizione. Il film presenta Sonny come un veterano richiamato in pista quando il momento migliore della sua carriera sembra ormai passato, mentre Joshua è il debuttante convinto che velocità e sicurezza bastino per imporsi.

Sonny è il tipo di personaggio che vive di intuito, improvvisazione e metodi poco ortodossi. Non appare come un mentore classico, rassicurante o paziente. Al contrario, porta con sé una visione più ruvida, quasi cinica, maturata in anni di pista e di errori. Joshua, invece, parte da una posizione quasi speculare: ha energia, ambizione, fiducia nei propri mezzi, ma non sembra disposto a riconoscere subito il valore di chi ne sa più di lui. La tensione tra i due nasce proprio da qui, dal fatto che nessuno dei due è davvero pronto ad accettare l’altro. È questo attrito a rendere il loro rapporto interessante, prima ancora che efficace. L’idea che alla fine riescano a trovare un equilibrio non cancella il conflitto iniziale, anzi lo rende più importante.

Perché Lanterns richiama subito quella stessa formula

Il teaser di Lanterns suggerisce un’impostazione che, almeno in parte, ricorda molto quel tipo di dinamica. Al centro della serie ci sono Hal Jordan, presentato come un Lantern più esperto, e John Stewart, che invece entra nel racconto come figura nuova, osservata e in qualche modo misurata dal suo partner. L’indagine condivisa su un omicidio nel Midwest americano sembra costruita proprio per mettere i due l’uno contro l’altro almeno nelle fasi iniziali, prima di costringerli a collaborare davvero. Questa è naturalmente un’inferenza basata sul teaser e sulla premessa ufficiale, ma i segnali vanno tutti in quella direzione.

Hal Jordan, almeno per come appare in questa prima presentazione e per come viene tradizionalmente letto nei fumetti, incarna bene il profilo del veterano sicuro di sé, più istintivo, più disposto a forzare i margini. John Stewart sembra invece collocarsi sul versante opposto: più controllato, più rigoroso, più incline a misurare i passi. È una differenza che non ha bisogno di essere estrema per funzionare. Basta che esista nei dettagli, nelle reazioni, nei modi con cui i due affrontano lo stesso problema. Ed è proprio da qui che potrebbe nascere la parte più solida della serie.

Un conflitto tra caratteri può essere la vera forza della serie

Se Lanterns userà davvero questo schema, il paragone con F1 diventa meno superficiale di quanto sembri. Non perché le due opere raccontino la stessa cosa, ma perché si affidano a una struttura simile: due uomini capaci, forti, ma incompatibili nei metodi, costretti a confrontarsi sotto pressione. In F1, questa formula funziona perché il conflitto non è soltanto caratteriale, ma investe anche l’idea stessa di cosa significhi essere all’altezza del proprio ruolo. In Lanterns, una tensione del genere potrebbe avere un peso ancora maggiore, perché inserita in un contesto investigativo e poi, presumibilmente, in uno scenario sempre più ampio sul piano cosmico. Il teaser e la presentazione ufficiale insistono infatti su una serie che parte da un caso terreno per allargarsi a implicazioni molto più grandi per il DCU.

Proprio per questo la relazione tra Hal e John rischia di essere il vero termometro della serie. Prima ancora degli anelli, dei poteri o delle eventuali connessioni con il resto dell’universo DC, sarà importante capire se i due protagonisti riusciranno a creare una tensione credibile, progressiva, capace di evolvere. Il trailer lascia intravedere una frizione che sembra promettente, e il successo di storie recenti costruite su coppie disfunzionali ma complementari dimostra che questo tipo di dinamica continua a funzionare quando è scritta con precisione. Lanterns arriverà in agosto su HBO Max, e una parte della sua riuscita passerà quasi certamente da qui: non solo da ciò che Hal Jordan e John Stewart faranno insieme, ma da quanto sarà interessante vederli imparare a farlo.

Lanterns potrebbe replicare la dinamica più riuscita di F1: The Movie
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