Ubisoft avrebbe deciso di interrompere lo sviluppo di nuovi videogiochi presso Red Storm Entertainment, uno degli studi storici legati ai marchi Rainbow Six e Ghost Recon. La notizia, riportata da più testate del settore, indica anche un forte ridimensionamento del team: secondo le fonti citate, più di 105 sviluppatori sarebbero stati licenziati nell’ambito di questa riorganizzazione. Si tratta di un passaggio pesante, non solo per il numero di persone coinvolte, ma anche per il valore simbolico di uno studio che ha avuto un ruolo importante nella storia dei giochi ispirati all’universo di Tom Clancy.
IGN, GamesIndustry.biz e VGC hanno riportato in modo indipendente gli stessi dettagli, delineando un quadro piuttosto chiaro. Red Storm Entertainment starebbe abbandonando la produzione di nuovi titoli per assumere un ruolo diverso all’interno della struttura Ubisoft. Lo studio non sarebbe più concentrato sullo sviluppo diretto di videogiochi, ma verrebbe convertito in una realtà di supporto tecnico e assistenza allo sviluppo, con particolare attenzione al motore Snowdrop.
Red Storm cambia funzione all’interno di Ubisoft
Secondo quanto emerso, Red Storm opererà ora come studio di supporto IT e di assistenza allo sviluppo sul motore Snowdrop, tecnologia utilizzata da numerose produzioni Ubisoft fin dal suo debutto nel 2016 con The Division. È un cambio di identità netto, che sposta lo studio da una posizione creativa a una più tecnica e interna, lontana dalla guida di progetti propri.
Questa scelta si inserisce nel più ampio “reset” annunciato da Ubisoft all’inizio dell’anno. La compagnia ha infatti avviato una riorganizzazione interna che prevede la suddivisione delle attività in cinque principali “case creative”, incaricate di gestire lo sviluppo delle serie più importanti. In questo nuovo assetto, studi come Red Storm, ormai ridimensionati, resterebbero fuori da queste divisioni centrali e svolgerebbero funzioni di supporto alle produzioni principali.
Il cambiamento segnala una trasformazione profonda nel modo in cui Ubisoft intende distribuire risorse, competenze e responsabilità tra i suoi team. Per Red Storm, però, il prezzo appare particolarmente alto, sia sul piano occupazionale sia su quello dell’identità storica.
Uno studio fondamentale per Rainbow Six e Ghost Recon
Red Storm Entertainment è conosciuta soprattutto per essere lo studio originale dietro a diversi giochi legati al marchio Tom Clancy. Tra i suoi lavori più noti c’è il primo Rainbow Six, pubblicato nel 1998, titolo che contribuì a definire un preciso stile tattico e realistico negli sparatutto dell’epoca. Ubisoft acquisì lo studio nel 2000, poco prima dell’uscita di Ghost Recon, altra serie destinata a diventare centrale nel suo catalogo.
Per anni Red Storm ha rappresentato una realtà importante per Ubisoft, firmando o contribuendo a progetti apprezzati dalla critica e dal pubblico. Nel testo vengono ricordati anche titoli come Red Faction e Ghost Recon, opere che hanno consolidato la reputazione dello studio. Con il passare del tempo, però, la sua posizione si è progressivamente spostata: da team creativo in prima linea a struttura sempre più coinvolta nel co-sviluppo e nel supporto ad altri progetti, soprattutto nel corso degli anni 2010.
Questo slittamento non è stato improvviso, ma graduale. Proprio per questo, la decisione attuale appare come il punto d’arrivo di un percorso già in atto da tempo, ora reso ufficiale da una riorganizzazione più ampia.
Dagli esperimenti in VR ai progetti cancellati
Negli ultimi anni Red Storm aveva comunque guidato alcuni progetti propri, in particolare nel settore della realtà virtuale. Lo studio ha diretto lo sviluppo di Werewolves Within nel 2016 e Star Trek: Bridge Crew nel 2017, due titoli che avevano mostrato la volontà di esplorare formati diversi rispetto alle serie militari che ne avevano definito la fama.
Nonostante questi tentativi, il percorso recente dello studio è stato segnato anche da diverse cancellazioni. Tra i progetti fermati figurano un titolo VR dedicato a Splinter Cell e The Division Heartland, spin-off free-to-play della serie. La somma di questi stop ha probabilmente contribuito a indebolire ulteriormente il ruolo di Red Storm all’interno dell’organizzazione Ubisoft, fino alla scelta di interrompere del tutto lo sviluppo di nuovi giochi.
Il quadro che emerge è quello di uno studio che, pur mantenendo competenze tecniche riconosciute, ha progressivamente perso centralità nella produzione creativa del gruppo. La nuova collocazione come supporto allo Snowdrop sembra confermare proprio questa tendenza.
Un anniversario amaro per uno studio storico
In teoria, Red Storm avrebbe dovuto celebrare il suo trentesimo anniversario proprio quest’anno. Alla luce di questi sviluppi, però, la ricorrenza assume un tono ben diverso. Per uno studio così strettamente legato a serie storiche come Rainbow Six e Ghost Recon, il passaggio da team creativo a struttura di supporto rappresenta un momento particolarmente delicato.
A rendere ancora più pesante il contesto sono anche le dichiarazioni del CEO di Ubisoft, che ha ammesso come la compagnia abbia avviato “troppi progetti”, poi cancellati a causa di errori commessi durante il periodo della pandemia. È una lettura che prova a inserire la decisione su Red Storm in una crisi più ampia di pianificazione e gestione interna.
Resta così l’immagine di uno studio che ha contribuito in modo significativo alla storia di Ubisoft e del videogioco tattico, ma che oggi si trova a vivere una delle fasi più difficili della sua esistenza. Non è soltanto una ristrutturazione aziendale: è anche la fine di un capitolo importante per uno dei nomi più riconoscibili legati all’eredità Tom Clancy.







