Marina Sirtis svela il lato amaro del ritorno di Star Trek: Picard: reunion di TNG “piuttosto deludente”

Marina Sirtis ha raccontato che la reunion del cast di Star Trek: The Next Generation in Picard non è stata come sperava, a causa di un’atmosfera sul set molto diversa dal passato.

Luca Ferraro
Luca Ferraro
Binge-watcher seriale e maniaco della continuity: se una serie fa parlare di sé, sono già al secondo rewatch.

La terza stagione di Star Trek: Picard ha rappresentato per molti fan un momento atteso da anni: il ritorno del cast principale di Star Trek: The Next Generation in una storia pensata per riportare insieme gli storici protagonisti. Il risultato è stato accolto con entusiasmo, anche perché ha riportato in scena l’equipaggio dell’Enterprise-D in una delle stagioni più apprezzate dell’intera serie.

Eppure, dietro l’entusiasmo del pubblico, non tutto è andato come qualcuno si sarebbe aspettato. Marina Sirtis, interprete di Deanna Troi, ha raccontato che ritrovare i colleghi di un tempo sul set non è stato affatto emozionante come immaginava. Anzi, l’attrice ha descritto quell’esperienza come sorprendentemente fredda, segnata da un clima molto diverso rispetto al passato.

Il grande ritorno del cast di The Next Generation

Quando Star Trek: Picard è stato concepito, Patrick Stewart aveva inizialmente escluso l’idea di ripetere la formula già vista in Star Trek: The Next Generation. L’intenzione era quella di offrire qualcosa di nuovo, senza trasformare la serie in una semplice operazione nostalgica. Nelle prime due stagioni, infatti, il legame con TNG è rimasto limitato a presenze parziali e apparizioni mirate.

Con il tempo, però, questa linea è cambiata. La terza stagione, guidata da Terry Matalas, ha puntato con decisione sul ritorno degli storici personaggi, regalando al pubblico una reunion completa e una storia costruita proprio attorno a quel legame. Per molti spettatori è stato il capitolo più riuscito di Star Trek: Picard, anche per la capacità di riunire Patrick Stewart, Jonathan Frakes, Brent Spiner, LeVar Burton, Michael Dorn, Gates McFadden e Marina Sirtis in un’avventura dal forte peso emotivo.

Le parole di Marina Sirtis sulla reunion

A smorzare l’immagine ideale di questo ritorno è stata proprio Marina Sirtis, intervenuta nel podcast The Show People con Andrew Keates. L’attrice ha raccontato che si aspettava di ritrovare sul set la stessa leggerezza e lo stesso spirito che avevano caratterizzato per anni il lavoro su The Next Generation. Invece, la realtà è stata molto diversa.

Sirtis ha spiegato che, a suo avviso, l’atmosfera è cambiata profondamente per via della presenza costante degli smartphone. Secondo l’attrice, i telefoni hanno finito per interrompere quella socialità spontanea che un tempo rendeva il set un luogo vivo, rumoroso e pieno di scambi continui tra colleghi. Il risultato, per lei, è stato un ambiente più silenzioso e distante, privo di quel senso di gruppo che ricordava così bene.

Il passaggio più netto del suo intervento riguarda proprio questa trasformazione. Sirtis ha detto di aver trovato “abbastanza deprimente” vedere tutti concentrati sui propri schermi invece che impegnati a parlare tra loro, ricordando come in passato il cast ridesse molto durante le riprese e vivesse con maggiore intensità i momenti condivisi tra una scena e l’altra.

Un cast leggendario, ma un’atmosfera diversa

La sintonia del cast di Star Trek: The Next Generation è da tempo parte della storia stessa del franchise. Nel corso dei sette anni della serie, e poi nei quattro film successivi, gli attori hanno costruito un rapporto che è sempre apparso autentico anche fuori dallo schermo. Le storie sul clima scherzoso e sulla complicità nata in quegli anni hanno contribuito a rafforzare il mito di quel gruppo.

Per questo motivo è facile capire perché Marina Sirtis si aspettasse qualcosa di simile anche sul set di Star Trek: Picard. Tornare a lavorare con persone legate da decenni di amicizia poteva sembrare l’occasione perfetta per ritrovare una dinamica familiare. Invece, il contesto si è rivelato profondamente cambiato, e non soltanto per il tempo trascorso.

Secondo il racconto dell’attrice, oggi il lavoro sul set è influenzato da abitudini che all’epoca di TNG semplicemente non esistevano. Quel tipo di socialità immediata, fatta di chiacchiere continue e momenti condivisi, sembra essersi ridotto. È proprio questa perdita del senso di comunità l’aspetto che Sirtis ha percepito con maggiore amarezza.

Il peso del periodo e delle condizioni di produzione

C’è poi un altro elemento che aiuta a inquadrare meglio la situazione. La partecipazione di Marina Sirtis alla terza stagione di Star Trek: Picard è stata limitata, e l’attrice ha dovuto affrontare il viaggio da Londra a Los Angeles per prendere parte alle riprese. Un impegno non banale, soprattutto considerando il periodo in cui la stagione è stata girata.

Le riprese si sono svolte tra la fine del 2021 e l’inizio del 2022, in una fase in cui le preoccupazioni legate al COVID-19 erano ancora molto presenti. Anche questo può aver contribuito a creare un clima più prudente, meno spontaneo e inevitabilmente diverso rispetto a quello ricordato dal cast nei decenni passati. Non cancella la delusione espressa dall’attrice, ma aiuta a spiegare perché l’esperienza sia stata così distante dalle aspettative.

Un ritorno speciale, ma non per tutti allo stesso modo

Le dichiarazioni di Marina Sirtis colpiscono proprio perché arrivano all’interno di un racconto generalmente molto positivo attorno alla terza stagione di Star Trek: Picard. Il ritorno del cast di TNG è stato spesso descritto come qualcosa di speciale, quasi irripetibile, soprattutto dopo circa vent’anni da un’esperienza condivisa di quel livello.

Proprio per questo, sentire una voce diversa fa un certo effetto. Sirtis, che non ha mai nascosto la sua schiettezza, ha anche affermato di recente che il tanto discusso spin-off Star Trek: Legacy “non si realizzerà mai”. Inserita in questo contesto, la sua riflessione sul set di Picard restituisce un’immagine meno idealizzata della reunion: importante, certo, ma non necessariamente felice sotto ogni aspetto.

Il pubblico ha visto sullo schermo una rimpatriata memorabile. Marina Sirtis, invece, ha vissuto quel ritorno con sentimenti più contrastanti, segnati dalla nostalgia per un modo di lavorare che oggi, evidentemente, le sembra perduto.

Fonte: Screen Rant

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