Nel cinema tratto dai fumetti, il confronto tra Marvel e DC continua da anni a occupare il centro del dibattito. Le due case editrici hanno costruito immaginari potentissimi, popolati da eroi, villain e squadre ormai entrati stabilmente nella cultura pop. Eppure, accanto ai successi, non sono mancati gli adattamenti accolti male o incapaci di reggere le aspettative al botteghino.
Tra i casi più discussi in casa DC c’è quello di Suicide Squad, un progetto che sulla carta aveva tutte le carte in regola per funzionare e che invece ha lasciato dietro di sé una lunga scia di perplessità. Ora, però, un nuovo adattamento fantasy con forti sfumature da cinecomic potrebbe raccoglierne l’eredità ideale e trasformarla in qualcosa di più riuscito. Quel titolo è The Devils.
Il caso Suicide Squad: una grande idea che al cinema non ha convinto fino in fondo
La Suicide Squad nasce nei fumetti nel 1965, con The Brave and the Bold #25, ed è stata reinterpretata più volte nel corso degli anni. Il fascino del gruppo è sempre stato piuttosto chiaro: invece di puntare sui classici supereroi, mette al centro anti-eroi e supercriminali, costretti a collaborare in missioni tanto pericolose quanto assurde.
Era quindi naturale immaginare un passaggio al cinema, soprattutto dopo il successo riscosso da alcune versioni moderne del team. L’idea sembrava ancora più promettente grazie a un cast ricco di nomi molto noti, in grado di attirare l’attenzione del grande pubblico. Nonostante questo, il risultato non è stato all’altezza delle attese.
Il primo grande problema è stato il tono. Il film appariva spesso indeciso tra registro serio e vena comica, senza trovare un equilibrio davvero convincente. A questo si aggiungevano un montaggio irregolare, una costruzione visiva giudicata dispersiva e un impianto narrativo segnato da diverse incongruenze. Anche l’antagonista, Enchantress, non riusciva a dare alla storia la forza necessaria per sostenere la tensione.
Il sequel del 2021 è andato meglio con la critica, ma non al botteghino
Nonostante la ricezione negativa del primo tentativo, DC ha continuato a lavorare sul marchio, mantenendo parte del cast e dei personaggi. Così nel 2021 è arrivato The Suicide Squad, film accolto in modo decisamente più favorevole sul piano critico.
La pellicola è stata apprezzata soprattutto per il suo tono più libero, per una trama più divertita e per personaggi capaci di sprigionare molta più energia rispetto al passato. Eppure, il miglioramento artistico non si è tradotto in un vero trionfo commerciale. L’incasso globale è rimasto sotto il budget, e questo ha confermato quanto fosse difficile rilanciare il brand dopo la delusione precedente.
Una parte della frenata può essere letta nel contesto delle restrizioni legate al COVID-19. Allo stesso tempo, però, è plausibile che abbia inciso anche la sfiducia di una fetta del pubblico, ancora scottata dal precedente capitolo. In altre parole, The Suicide Squad ha corretto diversi errori, ma non è riuscito a cancellare fino in fondo il peso del flop che l’aveva preceduto.
The Devils nasce come il perfetto erede spirituale
È qui che entra in scena The Devils, romanzo dark fantasy di Joe Abercrombie diventato rapidamente un bestseller dopo il debutto del 2025. Il progetto cinematografico ha già attirato molta attenzione, anche perché James Cameron ha acquisito i diritti del libro e collaborerà alla sceneggiatura insieme allo stesso autore.
Il paragone con Suicide Squad nasce quasi spontaneamente. Se c’è un tratto che definisce entrambi i film DC dedicati alla squadra, è la miscela di violenza, umorismo nero e caos. E sono proprio questi gli elementi che, secondo lettori e critici, rendono The Devils una sorta di “Suicide Squad in chiave fantasy”.
L’ambientazione fa il resto. Il romanzo si svolge in un’Europa alternativa ispirata al Medioevo, dove la Chiesa cattolica è guidata da donne, le Crociate hanno avuto come bersaglio gli elfi e l’equilibrio politico è segnato dalla frattura tra Est e Ovest. Alla morte della tirannica imperatrice e strega Eudoxia, la Terra del Serpente resta senza guida. A quel punto emerge Alex, una truffatrice di strada che si rivela essere la principessa legittima ed erede al trono.
Il problema, naturalmente, non è solo scoprire chi sia davvero Alex. Il vero nodo è portarla viva fino a Troia.
Una squadra di reietti, mostri e anti-eroi
Come nella migliore tradizione della Suicide Squad, il cuore di The Devils è il gruppo. I protagonisti sono figure marginali, pericolose o apertamente mostruose, liberate a una sola condizione: portare a termine una missione per la Chiesa. Devono scortare Alex fino alla sua destinazione, ma l’impresa si complica quasi subito per via dei caratteri inconciliabili che compongono la compagnia.
Tra i membri del gruppo ci sono Brother Diaz, monaco e leader riluttante dei Devils; Baron Rikard, vampiro affascinante e amante del caos; Vigga, lupa svedese dal temperamento selvaggio; Baptiste, tuttofare dal passato pieno di racconti improbabili; Sunny, elfo capace di diventare invisibile; Balthazar, necromante narcisista e scontroso; Jakob of Thorn, cavaliere immortale e maledetto; e la stessa Alex, ladra, truffatrice e possibile erede di Troia.
È un insieme volutamente sopra le righe, ma proprio per questo efficace. Ognuno ha una voce precisa, un’identità riconoscibile e un modo tutto suo di entrare in collisione con gli altri. Le dinamiche di gruppo ricordano davvero quelle di una campagna di Dungeons & Dragons: schermaglie continue, alleanze fragili, battute pungenti e una sensazione costante di instabilità.
Un fantasy senza freni che può spingersi oltre DC
Se The Suicide Squad del 2021 puntava su un impianto già decisamente folle — con una missione a Corto Maltese, un laboratorio segreto, un dittatore e persino Starro il Conquistatore — The Devils sembra intenzionato ad andare ancora oltre.
Nel racconto compaiono infatti un Papa di appena dieci anni, identificato come il secondo ritorno, e creature elfiche assetate di sangue, pronte a divorare carne umana. La narrazione spinge continuamente sull’eccesso, ma lo fa con una coerenza interna che rende quel delirio non solo accettabile, bensì parte integrante del fascino dell’opera.
È proprio qui che il progetto potrebbe trovare la sua forza maggiore. Dove Suicide Squad ha spesso dato l’impressione di non sapere fino in fondo cosa volesse essere, The Devils sembra invece nascere già consapevole del proprio tono: sfrenato, nero, ironico e spietato. Se riuscirà a trasferire sullo schermo questa identità senza annacquarla, potrebbe davvero offrire al pubblico ciò che molti spettatori avrebbero voluto vedere fin dall’inizio in una storia di anti-eroi fuori controllo.
In questo senso, The Devils non appare soltanto come un nuovo adattamento fantasy. Sembra piuttosto la possibilità concreta di trasformare un’idea rimasta incompiuta in un’esperienza cinematografica finalmente all’altezza del suo potenziale.
Fonte: Screen Rant
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