Il diavolo veste Prada 2: il mistero di Miranda Priestly e Andy divide già i fan

Il nuovo trailer di Il diavolo veste Prada 2 rilancia il rapporto tra Miranda e Andy, con un dubbio che incuriosisce i fan: dimenticanza reale o strategia di potere?

Marco Vescovi
Marco Vescovi
Appassionato di open world, indie e lore appassionanti, ma anche di Fantascienza e mondi fantastici.

A quasi vent’anni dal primo film, Il diavolo veste Prada 2 si prepara a riportare sullo schermo uno dei rapporti più iconici del cinema recente: quello tra Andy Sachs e Miranda Priestly. Il sequel riunisce infatti Anne Hathaway, Meryl Streep, Emily Blunt e Stanley Tucci nei rispettivi ruoli, rilanciando una storia che ha lasciato un segno preciso nell’immaginario del pubblico. E proprio uno degli elementi mostrati nel materiale promozionale ha acceso subito il dibattito.

Nel nuovo trailer, infatti, Miranda sembra non ricordare Andy. Un dettaglio che, per chi conosce bene il primo film, non è passato inosservato. La questione ha già dato vita a molte interpretazioni, tra dubbi, ipotesi e letture legate alla psicologia del personaggio interpretato da Meryl Streep.

Il trailer accende i dubbi sul rapporto tra Miranda e Andy

Tra i momenti più commentati del trailer c’è il ritorno di Andy negli uffici di Runway. La scena lascia intendere che Miranda Priestly non colleghi immediatamente il volto della sua ex assistente a un ricordo preciso. La reazione appare fredda, quasi stranita, e alimenta una domanda che circola con insistenza tra gli spettatori: Miranda ha davvero dimenticato Andy oppure sta solo fingendo?

Nel filmato, Miranda si mostra incerta e chiede a Nigel se la conosca e se debba ricordarla. La risposta di Nigel, che la definisce “una delle Emily”, aggiunge un ulteriore livello di ironia a una dinamica che richiama direttamente il primo capitolo. Anche Emily, a sua volta, prova a ristabilire il contesto, ricordando di essere stata a Runway nello stesso periodo di Andy. Miranda, però, continua a mantenere un atteggiamento ambiguo.

È proprio questa ambiguità a rendere la scena così discussa. Non si capisce se si tratti di una reale dimenticanza o di una scelta deliberata, coerente con il carattere del personaggio.

Stanley Tucci alimenta il mistero

A intervenire sulla questione è stato Stanley Tucci, che nel sequel torna a interpretare Nigel. In una recente intervista, l’attore ha affrontato il tema con una certa cautela, lasciando intendere che il punto potrebbe essere più importante di quanto sembri. Senza entrare nei dettagli, ha sottolineato come uno degli aspetti più affascinanti dell’interpretazione di Meryl Streep sia proprio l’incertezza che riesce a trasmettere.

Secondo Tucci, il pubblico potrebbe non avere una risposta netta e immediata, perché la forza della performance sta anche nel lasciare aperta la possibilità di più letture. In altre parole, il film potrebbe non chiarire subito, o del tutto, se Miranda ricordi davvero Andy oppure no.

Questo tentennamento, più che sciogliere il dubbio, lo rafforza. E suggerisce che il rapporto tra le due potrebbe tornare a essere uno degli snodi centrali del sequel.

Miranda ha davvero perso la memoria?

Una delle ipotesi emerse tra i fan è che la mancata reazione di Miranda possa essere collegata a un problema reale di memoria. Si è parlato perfino di amnesia o di un possibile decadimento cognitivo legato all’età. Eppure, alla luce di quanto si conosce del personaggio, questa lettura appare poco convincente.

Miranda Priestly è sempre stata costruita come una figura di controllo assoluto, capace di dominare ogni stanza con il solo sguardo. La sua autorità passa anche attraverso un linguaggio preciso, fatto di distacco, indifferenza e sottili umiliazioni. In quest’ottica, il fatto di non riconoscere Andy potrebbe non essere una fragilità, ma un gesto di potere.

Nel primo film, del resto, Miranda confondeva spesso Andy con Emily. Non era solo una gag o una svista: era anche un modo per ridimensionarla, per ricordarle quanto fosse marginale nel sistema gerarchico di Runway. Quando finalmente la chiamava per nome, quel dettaglio assumeva un peso particolare, quasi fosse una forma di riconoscimento guadagnata con fatica.

Una strategia per ristabilire il controllo

Alla luce di quel precedente, la presunta dimenticanza mostrata nel sequel può essere letta come un’estensione naturale della stessa dinamica. Miranda potrebbe ricordare benissimo Andy, ma scegliere di comportarsi come se non fosse così. Sarebbe un modo per riportare immediatamente il rapporto su un piano di superiorità, riaffermando il proprio controllo fin dal primo incontro.

Questa interpretazione appare ancora più plausibile se si considera come si era chiusa la loro storia. Nel primo film, Andy aveva deciso di lasciare quel mondo, rifiutando il percorso che sembrava ormai tracciato per lei. Era stata una rottura netta, non solo professionale ma anche simbolica. Aveva scelto di sottrarsi all’influenza di Miranda, mettendo al primo posto la propria integrità personale.

Per un personaggio come Miranda, abituato a dettare le regole e a vedere tutti orbitare attorno alla propria volontà, quella decisione non può essere stata irrilevante. Anche per questo, il ritorno di Andy potrebbe riaprire una tensione mai davvero risolta.

Il finale del primo film pesa ancora

L’ultima scena del primo Il diavolo veste Prada resta una delle più sottili dell’intera storia. Andy saluta Miranda da lontano, ma non riceve risposta. Miranda mantiene il proprio contegno, sale in auto e sembra ignorarla. Eppure, subito dopo, lascia intravedere un sorriso appena accennato.

Quel momento è stato spesso interpretato come la prova di una stima silenziosa. Miranda, pur senza concedere nulla apertamente, avrebbe riconosciuto in Andy qualcosa di raro: la capacità di sottrarsi a un sistema che quasi tutti, prima o poi, finiscono per accettare. Proprio per questo, rivederla oggi potrebbe avere un significato particolare.

Se Miranda ricorda davvero Andy, allora il suo comportamento nel sequel potrebbe essere una forma di difesa. Fingere di non sapere chi sia servirebbe a evitare qualsiasi crepa nella sua immagine di donna imperturbabile. Ammettere il contrario, invece, significherebbe riconoscere che quella ragazza ha lasciato un segno.

Il diavolo veste Prada 2 arriverà nelle sale il 1° maggio e riporterà insieme anche la sceneggiatrice Aline Brosh McKenna e il regista David Frankel, oltre a nuovi ingressi nel cast come Kenneth Branagh, Justin Theroux e Simone Ashley. Ma già prima dell’uscita, il film ha trovato uno dei suoi temi più forti: il gioco psicologico tra Miranda e Andy, ancora una volta sospeso tra memoria, orgoglio e potere.

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