Dark Outlaw Games chiude davvero: Jason Blundell conferma lo stop allo studio PlayStation

Jason Blundell ha confermato la chiusura di Dark Outlaw Games, precisando che il misterioso progetto PlayStation non era un live service.

Marco Vescovi
Marco Vescovi
Appassionato di open world, indie e lore appassionanti, ma anche di Fantascienza e mondi fantastici.
Dark Outlaw Games chiude davvero: Jason Blundell conferma lo stop allo studio PlayStation

La chiusura di Dark Outlaw Games era circolata inizialmente come indiscrezione, ma ora è arrivata anche la conferma diretta di Jason Blundell. Il veterano di Call of Duty: Black Ops, che guidava lo studio interno a PlayStation, ha parlato della situazione durante una diretta Twitch insieme a JCbackfire, altro membro del team, mettendo fine ai dubbi sul destino della società.

I dettagli restano pochi, anche perché lo stesso Blundell ha spiegato che esistono vincoli di riservatezza che impediscono di entrare troppo nel merito del progetto. C’è però un elemento che emerge con chiarezza: il gioco in lavorazione non era un live service. Un’informazione tutt’altro che secondaria, soprattutto considerando il momento complesso che PlayStation sta attraversando sul fronte dei titoli multiplayer e dei progetti di lungo corso basati sul modello servizio.

La conferma di Jason Blundell durante la diretta

Nel corso dello streaming, Blundell ha confermato la chiusura dello studio senza poter aggiungere molti particolari. Il tono è stato misurato, ma abbastanza chiaro da far capire che il progetto è stato interrotto e che Dark Outlaw Games non rientra più nei piani futuri dell’azienda.

Accanto a lui, JCbackfire ha chiarito uno dei punti che più aveva alimentato le ipotesi online: il gioco non era stato concepito come un prodotto live service. È una precisazione rilevante, perché negli ultimi anni il dibattito attorno a PlayStation si è concentrato proprio sulla strategia multiplayer della compagnia, spesso associata a produzioni di questo tipo.

Blundell ha anche lasciato intendere che il progetto avrebbe potuto suscitare entusiasmo tra molti fan. Non ha descritto il gioco, non ha rivelato ambientazione o struttura, ma ha comunque difeso il lavoro svolto dal team, suggerendo che l’idea su cui stavano lavorando avesse un potenziale concreto.

Il contesto PlayStation e il ridimensionamento dei live service

La chiusura di Dark Outlaw Games si inserisce in un quadro più ampio, segnato da un evidente ripensamento della strategia PlayStation sul fronte multiplayer. Per un periodo, Sony aveva mostrato l’intenzione di investire con forza in numerosi giochi di grande impegno pensati come servizi continuativi. Col tempo, però, quella linea sembra essersi progressivamente indebolita.

Nel 2023 il progetto multiplayer legato a The Last of Us è stato accantonato. Nel 2024 Concord ha avuto un lancio descritto come disastroso, mentre nel 2025 sarebbero stati cancellati anche i live service in sviluppo presso Bluepoint e Bend Studio. In questo contesto, la conferma che il titolo di Dark Outlaw Games non fosse un live service assume un peso ancora maggiore, perché segnala che la chiusura dello studio non può essere letta soltanto come un altro passo indietro in quel segmento specifico.

Resta quindi una sensazione più ampia di incertezza. PlayStation, marchio che negli anni si è distinto soprattutto per i suoi giochi narrativi in single player, appare oggi in una fase di ridefinizione. E la fine di Dark Outlaw Games contribuisce ad alimentare i dubbi sulla direzione futura del portfolio.

Un altro stop pesante per Jason Blundell

Per Blundell, la vicenda ha anche un significato personale. Prima di Dark Outlaw Games, infatti, lo sviluppatore aveva fondato Deviation Games, studio indipendente che stava lavorando a un progetto in collaborazione con PlayStation. Blundell lasciò quello studio nel 2022, e la società fu poi chiusa prima che il gioco venisse pubblicato.

Il risultato è che, nel giro di pochi anni, due progetti importanti collegati al suo nome si sono fermati prima di arrivare sul mercato. Durante la diretta, Blundell ha affrontato questo aspetto con ironia amara, scherzando sul fatto che qualcuno potrebbe chiedersi se non sia arrivato il momento di ritirarsi.

Dietro la battuta, però, è emersa anche una dichiarazione piuttosto netta sul suo atteggiamento verso il lavoro. Blundell ha fatto capire di non voler abbandonare lo sviluppo di videogiochi e di essere pronto a riprovarci ancora, anche dopo altri eventuali fallimenti. È un passaggio che restituisce bene il tono della sua reazione: delusione evidente, ma nessuna intenzione di fermarsi.

Un progetto sparito, ma non dimenticato

Sia Blundell sia JCbackfire hanno descritto la notizia della chiusura come qualcosa di profondamente amaro. Il linguaggio usato in diretta lascia pochi dubbi sullo stato d’animo del team, colpito da uno stop che interrompe un lavoro evidentemente sentito e difeso fino all’ultimo.

Alla fine, Dark Outlaw Games si aggiunge così alla lista dei progetti PlayStation rimasti senza sbocco. Non sappiamo quasi nulla del gioco che lo studio stava costruendo, se non che non si trattava di un live service e che, nelle intenzioni di chi ci lavorava, avrebbe potuto conquistare una parte del pubblico. A volte basta questo per far crescere la curiosità. Ma in questo caso resta soprattutto la sensazione di un’altra occasione perduta, in un momento già delicato per la strategia creativa di PlayStation.

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