Con Star Wars: Starfighter, Lucasfilm si gioca molto più dell’uscita di un nuovo film. L’appuntamento fissato per maggio 2027 viene infatti percepito come un possibile punto di svolta per l’intero franchise, in una fase in cui la saga cinematografica cerca ancora una direzione chiara. Il motivo è semplice: questa volta l’obiettivo sembra essere quello di costruire una storia davvero nuova, non appoggiata in modo diretto a sequel, prequel o spin-off già noti al pubblico.
Negli ultimi anni Star Wars ha continuato a muoversi in un territorio familiare, spesso rassicurante ma anche sempre più prevedibile. Proprio per questo, Starfighter viene osservato con un’attenzione particolare: non come un tassello qualsiasi, ma come un possibile test per capire quanto la galassia creata da George Lucas sia ancora capace di rinnovarsi sul grande schermo.

Un franchise rimasto a lungo legato al proprio passato
Da quando Star Wars è entrato sotto il controllo Disney nel 2012, il percorso cinematografico della saga ha ruotato soprattutto attorno a epoche, personaggi e conflitti già conosciuti. Anche quando sono arrivati volti nuovi, come Rey e Kylo Ren, il racconto è rimasto strettamente connesso all’eredità degli Skywalker.
Lo stesso discorso vale per film come Rogue One e Solo, opere che hanno scelto prospettive differenti ma che hanno comunque continuato a gravitare intorno a figure e momenti centrali dell’universo già consolidato. È stata una strategia comprensibile, almeno in partenza, perché ha permesso a Lucasfilm di fare leva sulla nostalgia e sulla familiarità. Alla lunga, però, questa impostazione ha anche dato la sensazione di una saga incapace di staccarsi davvero dai propri riferimenti storici.
In questo quadro, il prossimo film destinato alle sale sarà The Mandalorian & Grogu, ma anche quel progetto nasce come estensione di una storia già sviluppata in streaming. Starfighter, invece, promette un taglio più netto.
Perché Starfighter rappresenta una rottura
Diretto da Shawn Levy e con Ryan Gosling nel ruolo principale, Star Wars: Starfighter si distingue prima di tutto per la sua impostazione. Il suo elemento più interessante, infatti, non è solo il nome del regista o quello della star coinvolta, ma l’idea di raccontare un’avventura scollegata dai percorsi più battuti della saga recente.
Levy ha descritto il progetto come “un’avventura completamente nuova”, con personaggi inediti e una nuova linea temporale, senza essere né sequel né prequel. È proprio questo il punto che rende il film così rilevante. Dal 2015, anno di uscita di Il risveglio della Forza, Lucasfilm non ha mai davvero portato al cinema un’opera totalmente autonoma rispetto alle grandi direttrici già affermate.
Per questo Starfighter sembra avere un peso diverso rispetto a molti altri progetti annunciati. Non si presenta soltanto come un altro capitolo, ma come una prova concreta: verificare se Star Wars possa ancora funzionare al cinema senza affidarsi costantemente al richiamo del passato.
Il tono che Shawn Levy vuole riportare nella saga
Un altro aspetto centrale riguarda il tono del film. Levy ha spiegato di voler costruire un’esperienza fatta di avventura, leggerezza, cuore e senso del gioco, pur rimanendo fedele ad alcuni dei temi classici della saga. Il riferimento evocato è quello dello spirito che Una nuova speranza aveva reso così riconoscibile e, all’epoca, rivoluzionario.
L’intenzione, però, non sembra essere quella di imitare il primo Star Wars in modo meccanico. L’idea è piuttosto recuperare quell’energia narrativa da una prospettiva nuova, meno appesantita dalla necessità di collegare ogni elemento a un disegno più ampio. È un passaggio importante, perché negli ultimi anni una parte del pubblico ha percepito la saga come sempre più vincolata al bisogno di spiegare tutto, collegare tutto e ricondurre ogni storia a un’unica grande continuità.
Secondo Levy, anche Lucasfilm avrebbe incoraggiato questa impostazione, senza chiedere la ripetizione di modelli già visti. Se questa apertura troverà conferma sullo schermo, potrebbe segnare una correzione di rotta significativa per il franchise.
Il limite di una saga troppo interconnessa
Il nodo, in fondo, è tutto qui: Star Wars ha davvero bisogno di essere così interconnesso? Negli ultimi dodici anni, tra sequel, prequel e spin-off, la saga ha spesso dato priorità ai rimandi interni, ai volti celebri e alle continuità narrative. Eppure il fascino di Star Wars non si esaurisce in questo.
La sua forza sta soprattutto nella ricchezza dell’universo immaginario: mondi, atmosfere, mitologie e possibilità narrative che possono reggere anche senza il sostegno costante di personaggi iconici o collegamenti obbligati. È proprio questa libertà potenziale a rendere Starfighter uno dei progetti più curiosi del prossimo futuro.
Il paragone con il Marvel Cinematic Universe, in questo senso, aiuta a chiarire il problema. Lucasfilm sembra aver inseguito a lungo un modello fondato su una connessione sempre più fitta tra film, personaggi ed eventi. Ma Star Wars non ha necessariamente bisogno dello stesso meccanismo per mantenere vivo l’interesse del pubblico. Qui il richiamo principale non è soltanto la continuità narrativa: è il mondo stesso, con il suo senso di scoperta e la sua capacità di ospitare storie autonome.
Un banco di prova anche per gli altri progetti Lucasfilm
Il peso di Starfighter va oltre il singolo film. Se questa direzione dovesse funzionare, potrebbe influenzare anche altri progetti già annunciati o discussi all’interno della galassia di Lucasfilm. Un approccio più libero potrebbe favorire anche opere come Dawn of the Jedi di James Mangold, pensato per esplorare nuove strade e raccontare la figura del primo Jedi con maggiore indipendenza dal resto della saga.
Lo stesso discorso vale per la futura trilogia ambientata dopo la Saga degli Skywalker, che secondo indiscrezioni dovrebbe aprirsi a nuovi protagonisti pur mantenendo qualche legame con figure già note. In prospettiva, anche un eventuale cambiamento ai vertici potrebbe rafforzare questa impostazione, premiando film più autonomi e meno dipendenti dalle formule che hanno segnato l’ultimo decennio.
In questo senso, Star Wars: Starfighter non è soltanto un nuovo titolo in arrivo. È un vero banco di prova per capire se la saga sia ancora capace di guardare avanti senza restare intrappolata nella propria eredità. Se il film riuscirà nell’intento, potrebbe dimostrare che la galassia lontana lontana non ha bisogno di voltarsi continuamente indietro per restare viva.
Fonte: The Direct
HUB Star WarsQuesto articolo fa parte della categoria Star Wars. Per leggere tutti i nostri articoli su Star Wars clicca qui.






